| |
Acqui Terme. La conferenza stampa convocata per giovedì, 28 gennaio, presso la Sala Belle Epoque del Grand Hotel Nuove Terme, sul tema “Passato, presente e futuro, realizzazioni e progetti per il rinnovo delle Terme”, prevede la partecipazione della presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. L’incontro avviene in un periodo «sospetto». Vale a dire quello relativo allo svolgimento delle imminenti elezioni predisposte per il rinnovo della presidenza e del consiglio regionale.
Riferendoci al futuro, l’ombra minacciosa, salvo progetti sensazionali, è quella del «vendesi», ovvero un’ipotesi di alienazione immobili, di cessione da parte della Regione di proprie quote (il 79,9% del capitale), di accogliere manifestazioni d’interesse, iniziativa che sarebbe stata introdotta dopo che, verso fine dicembre, è avvenuta la presentazione della valutazione, effettuata da esperti, del patrimonio della società delle Terme. Per le strutture considerate da alienare, si parla del complesso del Grand Hotel Antiche Terme, degli ex alberghi Eden, Firenze e Carozzi di zona Bagni, ritenuti non indispensabili per il progetto della società termale, ma le proprietà delle Terme Acqui Spa che potrebbero essere alienate sono veramente tante. In una interpellanza presentata alla Regione, il consigliere Ugo Cavallera aveva chiesto se «l’ipotesi di vendita a ruota libera nasconda più rischi che benefici per l’economia locale».
Si era parlato anche di discutibile atteggiamento della società Terme sulla quale non si è saputo nulla per lungo tempo, salvo poi l’improvvisa notizia del fallimento del bando di gara NewCo.». Per le vendite di beni delle Terme c’è dunque solo da sperare che la Regione non effettui le alienazioni patrimoniali acquesi delle Terme per «fare cassa», ma in caso contrario in quale luogo e per quale iniziativa spendere gli introiti di un bene strategico per il tessuto socio economico della città della Bollente e per l’acquese? Il risentimento degli acquesi per il fallimento del tentativo per la costituzione della NewCo., società che avrebbe dovuto essere a capitale misto pubblico e privato, non si è ancora spento. L’opinione pubblica si chiede se all’inconcludente risultato della NewCo., dopo circa due anni di bandi, i vertici della Regione non abbiano saputo «ingiungere», deliberare nessuna altra formula che il «vendesi». Ma, l’idea di alienare, fa parte di un piano ben preciso? In caso affermativo, parlando del futuro, quale? (red. acq.)
La conferenza
Acqui Terme. Nella conferenza stampa convocata per giovedì, 28 gennaio, presso la Sala Belle Epoque del Grand Hotel Nuove Terme, sul tema “Passato, presente e futuro, realizzazioni e progetti per il rinnovo delle Terme”, hanno illustrato il “nuovo cammino per le Terme” la «governatrice Bresso» e numerose altre autorità. «Da settembre - è stato l’incipit della conferenza - ovvero dal termine della vicenda NewCo., la Società ha intrapreso molte iniziative tese a rilanciare un modello di città termale che riesca ad essere sempre più attrattivo per la clientela, a coinvolgerla più numerosa con una forte identità in grado ed in regola per guardare oltre confine data l’eccezionalità delle sue acque e dei suoi fanghi, della sua storia e delle sue bellezze, dei suoi vini e delle sue bontà.
Insomma un modello che faccia scegliere Acqui e il Monferrato.
Strutture ricettive di livello, alta qualità dei servizi, competenza e professionalità degli operatori, sono fondamentali affinché ciò si realizzi.
Per questo occorre liberare risorse, oggi totalmente improduttive, ed impiegarle per creare, attraverso nuove strade di comunicazione, nuovi percorsi di benessere, nuovi ambienti ricettivi, una nuova immagine per un nuovo posizionamento delle terme acquesi.
Questo non potrà che ricadere positivamente sull’intera città, sulle sue attività commerciali, imprenditoriali e sul territorio che tanto merita e con il quale avremo l’orgoglio di condividere questi obiettivi. Noi stiamo lavorando per questo».
È seguita la presentazione dei primi risultati.
La proposta di Ezio Cavallero
Acqui Terme. Una proposta a proposito della questione Terme, tenendo conto anche dei preziosi contributi che appaiono settimanalmente su L’Ancora, viene da Ezio Cavallero, ex membro del C.d. A. Terme di Acqui S.p.A. e consigliere comunale del Partito Democratico: «Ho letto con interesse sullo scorso numero de “L’Ancora” l’intervento del Sig. Elio Roffredo, persona che non conosco direttamente, sulla vicenda NewCo. Un intervento che fa riflettere ed in sintonia con il pensiero con cui terminavo, su questo settimanale, un breve mio commento alle dichiarazioni estive della Presidente Bresso.
Lo ripropongo: ”Certo la NewCo. sarebbe stata la soluzione migliore, ma la poca lungimiranza, lo spirito conservativo ed autoreferenziale che contraddistingue noi di Acqui ci porta sempre a mancare gli appuntamenti con lo sviluppo”. Era una amara considerazione, ma vediamo se oggi si può ancora rimediare alla mancata soluzione NewCo.
Dal tono e dalla passione che traspare dallo scritto del sig. Roffredo mi pare vi sia ancora un vivo interesse. Allora si potrebbe, mettendo da parte orgogli e prese di posizione, riaprire alla soluzione NewCo. con l’unica società che almeno voleva provare a rilanciare le Terme. Oppure vedere se vi è un interesse a rilevare una parte del patrimonio e magari a gestirne un’altra, insomma evitare un eccessivo spezzatino nella vendita di parte del patrimonio.
Non vedo grandi soluzioni all’orizzonte, quindi sarebbe meglio discutere con chi c’è, se ancora c’è.
Scusate la franchezza, ma già l’attuale gestione dell’Hotel Nuove Terme, pur capendo la fase transitoria ed emergenziale che ha dettato tempi e modalità dell’affidamento, non sembra all’altezza di un quattro stelle, fatto, peraltro, rilevato da turisti che hanno soggiornato nell’Hotel.
Si sa come la penso, per me è indispensabile la presenza di imprese private nella gestione dell’attività alberghiera e di wellness, ma non tutto il “privato” è uguale, non bisogna perdere occasioni difficilmente ripetibili». |