786 abitanti, tanti quanti dodici mesi fa
Alice Bel Colle paese in stagnazione
Alice Bel Colle. I dati degli uffici comunali non lasciano dubbi: Alice Bel Colle è in stagnazione demografica. Il 31 dicembre 2009, infatti, in paese risultavano residenti 786 abitanti, tanti quanti dodici mesi prima. Un dato curioso, ma non inaspettato, visto che negli ultimi quattro anni, soltanto una volta, a fine 2008, il numero degli alicesi era variato sensibilmente, facendo registrare una crescita di otto unità.
Rispetto all’anno precedente, calano lievemente le nascite, che scendono da 5 a 4 (due maschi, due femmine), mentre scendono i decessi, che passano da 10 a 8 (4 uomini e 4 donne). A riequilibrare i conti, come già più volte accaduto negli ultimi anni, ci pensa quindi il flusso migratorio: in paese nel corso del 2008 sono arrivati 22 nuovi cittadini, mentre sono 18 gli alicesi che hanno deciso di trasferirsi altrove. Anche questi numeri meritano un’analisi, visto che i flussi si presentano dimezzati rispetto al 2008, quando gli arrivi furono 47 e le partenze 34: il ritratto suggerito è quello quindi di un paese che dopo anni di viavai, dovuto soprattutto all’arrivo di numerosi stranieri, si sta progressivamente ricompattando.
A proposito di stranieri: in paese risultano essere 58, 5 in più rispetto a dodici mesi fa. I più numerosi restano i macedoni (13), incalzati però da vicino da bulgari (10) e romeni (8), ma l’immigrazione ad Alice si conferma fenomeno variegato, con la presenza sul territorio anche di cittadini svizzeri e statunitensi, attratti evidentemente da un paesaggio pittoresco e dallo stile di vita sano tipico delle colline del Monferrato. In chiusura il dato relativo ai matrimoni, ma forse sarebbe più esatto parlare di “non-dato”, visto che in paese, in tutto il 2009, non se ne sono celebrati. Non accadeva da molti anni e nel 2008, per la cronaca, i matrimoni erano stati ben quattro. (M.Pr)
Passano da 3076 a 3088
Cassine, abitanti ancora in crescita
Cassine. Continua a crescere la popolazione di Cassine: il consuntivo demografico reso noto dall’ufficio anagrafe del Comune infatti rivela, per il terzo anno consecutivo, un incremento nel numero dei residenti in paese, che a fine 2009 si attestano a 3088 (1509 maschi, 1579 femmine), contro i 3076 di un anno fa (1495 maschi, 1581 femmine). Un aumento di 12 unità; se consideriamo il periodo compreso fra il 2006 e il 2009, inoltre, la crescita complessiva è stata di 66 abitanti in tre anni, ovvero circa il 5% della popolazione.
Alla base del trend positivo, ovviamente, ci sono i flussi migratori, per i quali Cassine sembra ormai diventato un polo d’attrazione tra i più importanti della bassa valle Bormida. L’incremento di popolazione, infatti, sarebbe stato molto più sensibile, se ad abbassare i dati non fosse intervenuto un trend naturale pesantemente negativo: nel 2009 a Cassine sono nati 23 bambini (14 maschi, 9 femmine), in assoluto una buona cifra; purtroppo però nello stesso periodo risultano deceduti ben 59 abitanti (27 uomini, 32 donne). L’età media del paese resta ancora piuttosto elevata, ma dopo essere scesa di quasi due punti negli ultimi due anni, la dinamica di lungo periodo fa pensare ad un paese in grado, nel giro di qualche anno, di dare vita ad un saldo positivo della popolazione anche sul piano dello sviluppo naturale. Nel frattempo, comunque, a far crescere la popolazione ci pensa il saldo migratorio, positivo per ben 48 unità. La crescita di popolazione coincide, anche qui per il terzo anno consecutivo, con l’aumento del numero di stranieri: in paese a fine 2009 se ne contavano 318: 159 maschi e 159 femmine, ben 27 in più rispetto a fine 2008: un dato che porta per la prima volta la popolazione straniera oltre la soglia del 10% (per l’esattezza siamo al 10,29%). Calano drasticamente, infine, i matrimoni celebrati in paese: nel 2009 sono stati solo 8, contro i 14 del 2008, con un perfetto equilibrio tra le coppie che hanno scelto di dire sì davanti all’altare e quelle che hanno scelto di farlo alla presenza del sindaco: 4 contro 4.
Mentre si ristrutturano case
A Cavatore sono 320 aumenta la popolazione
Cavatore. Con i suoi 320 abitanti al 31 dicembre del 2009, Cavatore è uno dei paesi più piccoli dell’acquese e della valle Erro.
Qualche “anima” in più di Malvicino e Castelletto d’Erro, ma con una tendenza a crescere sensibilmente maggiore rispetto agli altri comuni della stessa area.
L’aumento di quindici residenti su di una base di poco superiore a trecento (al 31 dicembre 2008 erano 305) è un dato interessante e lo è ancora di più se si analizza nei particolari.
A Cavatore, nel corso del 2009, sono state presentate in comune otto DIA (Denuncie di inizio attività) che consentono di ampliare (sino ad un massimo del 20%) e sistemare vecchie abitazioni e sono stati richiesti nove permessi per costruire o destinare ad abitazione fabbricati rurali che non erano accatastati come unità abitative.
Un sensibile incremento edilizio che è in controtendenza rispetto ad altre aree e che fa di Cavatore un comune residenziale utilizzato, soprattutto, da chi gravita Acqui.
L’aumento di quindici residenti è dovuto essenzialmente all’immigrazione, gli altri dati sono stabili, ed anche il numero dei residenti stranieri non si è modificato di molto; 23 erano nel 2008, 24 sono diventati nel 2009 (8 macedoni, 5 svizzeri, 4 rumeni, 3 tedeschi, 1 colombiano, 1 russo, 1 francese 1 olandese).
Ad incidere è, quindi, una immigrazione circoscritta all’acquese ed è relativamente giovane visto che l’indice Istat che determina l’“anzianità” di un paese si è, negli ultimi anni, leggermente abbassato.
Possono aver inciso le elezioni con richieste di residenza per votare una delle tre liste che erano in concorrenza; un assurdo che, di fatto, non snatura la tendenza a crescere di Cavatore che si evince dal numero di domande per costruire nuove casa.
Il miglioramento del centro storico che è avvenuto per gradi nel corso degli anni con, come simbolo, “Casa Scuti” che pur non espletando le funzione per le quali era stata ristrutturata, ha trasformato una parte importante del paese, il fatto che può essere facilmente raggiunto da Acqui ed è decentrato rispetto alla S.P. 210 che collega Acqui a Ponzone, hanno fatto di “Cavau” un luogo appetibile per chi ha la possibilità di sfruttare come “prima” casa quella che, magari per anni, era solo il luogo dove passare qualche giorno d’estate.
Popolazione residente: al 31 dicembre 2008, la popolazione residente era di 305 unità (149 maschi, 156 femmine); al 31 dicembre 2009, i residenti erano 320 (157 maschi, 163 femmine). Nati nell’anno 2008: 2 (2 femmine); nel 2009: 1 (1 maschio). Deceduti nell’anno 2008: 7 (4 maschi, 3 femmine); nell’anno 2009: 5 (4 maschi, 1 femmine). Immigrati nell’anno 2008: 12 (4 maschi, 8 femmine); nell’anno 2009: 27 (15 maschi, 12 femmine). Emigrati nell’anno 2008: 8 (5 maschi, 3 femmine); nell’anno 2009: 8 (4 maschi, 4 femmine). Cittadini stranieri iscritti all’anagrafe anno 2009: 24 (7 maschi, 17 femmine). Matrimoni celebrati nel 2009: 3 (1 rito religioso 2 rito civile).
A Cavatore sono presenti due associazioni di promozione del territorio: la Pro Loco e l’associazione onlus “Torre di Cavau”. (w.g.)
Grazie soprattutto all’immigrazione
A Strevi continua la fase di crescita
Strevi. Fra tutti i Comuni della bassa Valle Bormida, Strevi appare quello più vivo sotto il profilo demografico. I dati forniti dagli uffici comunali, infatti fanno registrare per il secondo anno consecutivo un netto balzo in avanti della popolazione residente: gli strevesi sono aumentati di ben 37 unità, salendo dai 2053 (1025 maschi, 1028 femmine) registrati a fine 2008, ai 2090 (1050 e 1040) di fine 2009. Si tratta di un incremento significativo, pari all’1,8% della popolazione, che in due anni è cresciuta di 74 unità (+3,67%). I nati del 2009 sono stati in tutto 15 (ben 13 maschi, soltanto 2 femmine), mentre nel corso dell’anno i morti sono stati 33 (15 uomini, 18 donne). A spingere il paese verso l’incremento però è stato, ancora una volta, il saldo migratorio: negli ultimi mesi sono arrivati a Strevi ben 131 nuovi cittadini, mentre 76 hanno scelto di lasciare il paese per trasferirsi altrove.
Ad un’esame della popolazione, appare chiaro che per la maggior parte il flusso in arrivo ha riguardato gli stranieri, che in un anno sono passati da 265 a 305 (160 maschi, 145 femmine), e rappresentano ora il 14,5% della popolazione (era il 12,9% dodici mesi fa). In pratica, quasi uno strevese su cinque è straniero: una proporzione che non ha eguali sul territorio.
A stupire, scendendo nei dettagli, è la presenza di un vero e proprio “melting pot” razziale, in cui la comunità marocchina resta ampiamente la più rappresentata, ma dove sono significative anche le presenza di romeni, macedoni e, in misura maggiore, ecuadoregni; per la quasi totalità, si tratta di comunità discretamente inserite nel tessuto sociale del paese, che proseguono lentamente, ma con incoraggiante continuità, la strada della completa integrazione.
Chiusura con i matrimoni, che confermano nella loro frequenza la grande vitalità del paese: nel 2009 ne sono stati celebrati ben 15, più del doppio rispetto all’anno precedente (7); fra questi 10 con rito religioso, mentre 5 coppie hanno optato per il rito civile. (M.Pr)
In un anno tre residenti in più
Trisobbio si ripete abitanti in crescita
Trisobbio. Prosegue il trend positivo per la popolazione di Trisobbio: per il secondo anno consecutivo, infatti, il paese è in crescita, anche se di poco. Secondo i dati forniti dall’ufficio anagrafe del Comune e aggiornati allo scorso 31 dicembre, infatti, i trisobbiesi sono ora 679 (325 maschi, 354 femmine), contro i 676 di dodici mesi fa (320 maschi, 356 femmine).
Si tratta di un dato che conferma, sia pure riducendone la portata, la crescita già registrata nel corso del 2008, e riporta i paesi sui valori del censimento 2001, quando i residenti erano 682.
Da un esame approfondito, il Comune rivela un certo equilibrio demografico: i nuovi nati del 2009 sono stati 7 (5 maschi, 2 femmine), i morti 9 (6 uomini, 3 donne): un dato significativo, perché i 14 nati degli ultimi due anni rappresentano una bella novità dopo una serie di annate caratterizzate da tassi naturali molto negativi.
Trisobbio si conferma paese a basso tasso migratorio: nel corso del 2009 se ne sono andate 34 persone, ma in 39 hanno preso casa sul territorio comunale, un territorio che si presenta in netta controtendenza per quanto riguarda gli stranieri, che addirittura negli ultimi dodici mesi sono diminuiti: dai 36 dello scorso anno (19 maschi, 17 femmine) ai 34 di fine 2009 (19 maschi, 15 femmine), per una percentuale che scende dal 5,36% al 5% netto.
La comunità più numerosa in paese resta quella dei marocchini (13), ma la presenza dei britannici, terzo gruppo di stranieri più numeroso, alle spalle dei romeni, è un altro aspetto della realtà territoriale che merita di essere approfondito: segno che diversi stranieri, per lo più provenienti da paesi dell’Unione Europea, hanno preso casa sulle colline dell’ovadese attratti dalla bellezza del paesaggio e dalla qualità della vita offerta dalla zona.
Infine, il dato riguardante i matrimoni: a Trisobbio nel 2009 ne sono stati celebrati ben 6, un numero doppio rispetto a dodici mesi prima. Ancora una volta, ed è una conferma, il rito più gettonato è stato quello civile, scelto da 4 coppie contro le 2 che hanno preferito sposarsi in chiesa.