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I progetti della nuova gestione della riserva dell’Adelasia

Cairo M.tte. La riserva naturale regionale della Adelasia, con l’acquisizione da parte della Provincia, ha raggiunto una superficie pari a 1276 ettari e il 21 gennaio scorso è stata presentata ufficialmente a Palazzo Nervi. Era nata nel 1976 ed era sempre stata gestita da privati. Ora, con il perfezionamento della proprietà, la Provincia si è proposta come gestore e ha ottenuto l’approvazione della legge regionale n. 65 promulgata nel dicembre dello scorso anno.
La Provincia naturalmente si avvarrà della collaborazione del Comune di Cairo e già sono stati avviati importanti progetti per il miglioramento di quest’area come il rifacimento del tetto dell’antico fienile della cascina Miera attraverso la copertura con le “scandole” di castagno. Sarà inoltre realizzato un osservatorio per la fauna selvatica e un ricovero per i cavalli. Sarà anche programmata la manutenzione dei sentieri ad uso degli escursionisti che saranno dotati di un adeguato sistema di segnaletica con tanto di bacheche informative.
Questi interventi non sono comunque fine a se stessi ma si vorrebbe far diventare quest’area occasione di sviluppo delle attività sociali, economiche e ricreative del territorio.
Presenti all’incontro c’erano l’assessore provinciale Paolo Marson e il sindaco di Cairo, Fulvio Briano, che ha detto: «Tralascio i dettagli tecnici e do per scontate parecchie cose, ad iniziare dalla soddisfazione del Comune di Cairo per essere riuscito in due anni a far acquisire la proprietà del parco alla Provincia di Savona (fatto per nulla scontato)».
Erano assenti i rappresentanti della Regione e l’Avv. Briano non ha mancato di sottolinearlo: «Alla conferenza stampa era assente la Regione Liguria che è l’Ente a cui principalmente abbiamo chiesto le risorse per l’acquisto del Parco: ben 650.000 euro degli 870.000 totali utilizzati dalla Provincia».
Ed è proprio alla Regione che il sindaco ha voluto inviare, attraverso il suo blog, alcuni messaggi: «Non mi sembrano questi i tempi e i modi per attaccare la Regione: il Comune di Cairo plaude all’operato di tutti coloro che si sono adoperati per arrivare alla situazione di oggi di qualsivoglia colore politico o ente di appartenenza (più chiaro di così…)».
Il sindaco Briano non ha tralasciato di intervenire sulle problematiche venatorie con questo altro messaggio rivolto agli illustri assenti: «Tutti sanno come la penso sulla caccia. Sono stato uno di coloro che ha pubblicamente appoggiato il disegno di legge Orsi. Penso che qualsiasi piano di gestione per l’utilizzo del Parco dell’Adelasia debba partire da una gestione condivisa con gli ATC che operano sul territorio. Giovedì ho invece sentito parlare solo di zona di ripopolamento con logiche faunistiche che in linea di massima si possono anche condividere ma che so per certo non condivise con le associazioni venatorie. Sarà pertanto mia cura adoperarmi in tal senso in quanto sono certo che si possa trovare una logica di equilibrio tra le esigenze di tutti e nel pieno spirito della creazione del parco che diverrà di certo la maggior attrazione turistica di Cairo Montenotte (insieme al Museo di Ferrania….)».
Sta di fatto che, al di là dei dibattiti sui pro e i contro di certe scelte, il parco naturale regionale dell’Adelasia è una realtà, forse, come ha sottolineato l’assessore provinciale Paolo Marson, la più grande riserva della Regione. (PDP)

Enpa: la fauna resta senza tutele nell’area protetta dell’Adelasia

Cairo M.tte. Riceviamo dall’ENPA un intervento abbastanza critico relativo al parco regionale dell’Adelasia.
«La Protezione Animali savonese è felice che l’area cosiddetta protetta dell’Adelasia sia stata acquistata da Regione, Provincia e Comune di Cairo. Ma, dalle dichiarazioni recenti di Zunino e Boffa (Regione), Marson (Provincia) e Briano (Comune) è terrorizzata dalla mancanza di tutela per la preziosa fauna selvatica che vive nei boschi della zona, che non lasciano molte speranze per la vasta e preziosa biodiversità che è riuscita a sopravvivere alla caccia fino ad oggi esercitatavi».
«L’ENPA chiede invece che l’area sia destinata, almeno in un parte, a parco regionale, anche se la simpatia di troppi politici ed amministratori coinvolti si è troppo sbilanciata a favore della lobby venatoria, malgrado la stragrande maggioranze dei cittadini, anche valbormidesi, sia nettamente contro tale discutibile attività».

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