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Finanziato dalla Regione Liguria il museo della fotografia di Cairo Montenotte

Cairo M.tte. La Regione ha finanziato con un milione e 100 mila euro di fondi Fas la realizzazione del museo della fotografia e dell’industria cinematografica di Cairo Montenotte. Spiega il consigliere regionale Michele Boffa:
«Oltre al grande valore testimoniale relativo alla storia, alla teoria e alla prassi di una delle produzioni più importanti della Val Bormida, il progetto del Museo si pone come obiettivo quello di favorire la visibilità e la consapevolezza del patrimonio documentale, fotografico e filmico ancora esistente, recuperando e valorizzando nel contempo un edificio del centro storico cairese».
Ci sono dunque i fondi che permetteranno di trasformare l’antico oratorio di San Sebastiano in museo della fotografia, dove saranno raccolti e conservati tutti quei reperti che erano un tempo il vanto dell’imprenditoria locale.
Per realizzare quest’opera di grande spessore culturale e simbolico era stato individuato questo particolare edificio sacro, che si affaccia sulla piazza Savonarola, nel bel mezzo del centro storico di Cairo, di proprietà della Curia Vescovile di Acqui Terme, che ne ha concesso al Comune l’utilizzo in comodato gratuito per la durata di 30 anni.
Il progetto preliminare, approvato dalla Giunta Comunale, una delibera del 30 dicembre 2008, prevede il recupero del fabbricato esistente soprattutto attraverso un intervento sulla copertura e la realizzazione di una nuova pavimentazione.
L’oratorio di San Sebastiano da tempo non è più utilizzato per scopi di carattere religioso ma era stato impiegato dapprima come palestra e successivamente come deposito.
Lo scopo del progetto sarebbe quello di sistemare gli spazi esistenti in modo che possano svolgere decorosamente il nuovo ruolo al quale sono stati destinati.
Quando incominciava a concretizzarsi l’idea di questo museo la Ferrania aveva subito offerto la sua collaborazione mettendo a disposizione i primi reperti.
Si tratta peraltro di un materiale abbondante e di pregio, per la prima volta messo a disposizione della cittadinanza e dei numerosi appassionati e intenditori che sicuramente non si lasceranno sfuggirei questa occasione.
Ed era gia arrivato il primo pezzo da mettere in esposizione, un “estrusore” del 1956 che veniva utilizzato per stendere al buio gli strati di emulsione fotosensibile sulla pellicola per la realizzazione del supporto a colori. (PDP)

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