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Primo incontro del distretto industriale Canelli - Santo Stefano Belbo

 
Canelli. Il primo incontro del redivivo Distretto Industriale Canelli - S. Stefano Belbo, si è svolto nella sala consiliare di Canelli, martedì 26 gennaio.
Il nuovo comitato tecnico consultivo, presieduto dal sindaco di Canelli, Marco Gabusi, è formato da Angelo Torrielli per S. Stefano B., Fabio Isnardi per Calamandrana, Giuseppe Rattazzo di Rocchetta Palafea, Emilio Ravotti di Cossano Belbo, Oscar Bielli in rappresentanza della Provincia di Asti, Luigi Genesio Icardi per la Provincia di Cuneo, Lorenzo Paniate per l’Unione Industriale, Mario Scrimaglio per la Confapi Asti, Alvaro Bonosa per l’Associazione Artigiani Asti, Mario Tanino per il CNA Asti, Gian Marco Coppo per la CGIL, Stafano Calella per la Cisl, Fabrizio Pace per la CCIAA Cuneo, Vittorio Vallarino Gancia per la CCIAA Asti.
Dopo una breve introduzione, il sindaco Gabusi ha passato la parola ad Oscar Bielli per una doverosa analisi storica.
Il Distretto, nato in base alla legge regionale 24 del 1997 (Assessore Gilberto Picchetto Frattin), si è costituito, a Canelli, nel 1998.
La legge prevedeva la possibilità di finanziamenti alle aziende della filiera enologica ed enomeccanica su alcuni temi quali l’internazionalizzazione, la formazione professionale, la ricerca… a condizione che si formassero consorzi o associazioni temporanee di impresa con l’intento di sviluppare progetti compatibili con le finalità della legge.
Il punto di forza del Distretto consisteva nel ‘costringere’ le aziende a far nascere progetti in collaborazione, superando l’atavico individualismo del territorio.
Bielli ha quindi fatto il punto su quella prima esperienza.
Dal1998 ai primi anni 2000 vennero presentati da altrettanti gruppi di aziende, quattro progetti di lavoro che comportarono finanziamenti per oltre 3miliardi di vecchie lire, con il 40% a fondo perduto.
Non tutto è filato per il meglio: in molti casi il Distretto è servito per partecipare a fiere senza far nascere una vera cultura di sistema.
L’ultimo progetto presentato e approvato risale al 2002. Per tutta la gestione Dus il consiglio di Distretto non è mai stato convocato.
«Riprendendo oggi il tema del Distretto - si è augurato Bielli - è di estrema importanza che vi siano, da parte delle istituzioni, incentivazioni tali da coinvolgere nuovamente le aziende, e dall’altra parte che per le aziende non si tratti di una opportunità ‘mordi e fuggi’, ma sia veramente un’occasione per consolidare la logica della collaborazione e far crescere un vero sistema integrato.
Il nostro è stato il primo Distretto sia a livello regionale che nazionale, ma di fronte alla nostra immobilità, si sono poi formate importanti realtà distrettuali in Lombardia e nel Triveneto».
Forte di queste premesse, Bielli ha quindi suggerito che vengano avviati contatti e collaborazioni con il sistema dei Distretti industriali del Nord Est «perchè oltre che a poter rivestire il ruolo di rappresentanti dei distretti piemontesi, potremmo sviluppare un’interessante collaborazione in campo enologico ed enomeccanico. E questo perchè il nostro Asti Spumante ed il Prosecco, prodotti con caratteristiche totalmente diverse, costituiscono oggi la maggior realtà enologica italiana.
Per quanto riguarda il settore enomeccanico va evidenziato che il Nord est si è sempre caratterizzato a seguire tecnologie che vanno dalla pigiatura all’autoclave, per contro il nostro Distretto, nei decenni, ha affermato la propria supremazia dall’imbottigliamento al packaging».
Durante l’incontro c’è poi stata una disanima sulla crisi che ha colpito la filiera vino, si è parlato di Consorzi di acquisto, della formazione all’interno delle aziende e della fondamentale necessità di sapersi presentare non come singole aziende, ma come sistema produttivo.

 

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