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Presentato cortometraggio del regista Emiliano Cribari

 
Nizza Monferrato. Il cortometraggio "Diario di un disagiato", girato per le vie e negli interni nicesi lo scorso dicembre, è ritornato sul “luogo del misfatto” nella giornata di sabato 30 gennaio per la proiezione pubblica alla presenza delle autorità, della troupe e di uno sciame di spettatori che ha affollato la platea del Foro Boario, in una serata con doppia proiezione, ricco rinfresco e intrattenimento musicale a cura della band Falso Trio. Moderava l’incontro, in vece dell’indisposto Eugenio Carena (a cui va assolutamente accreditato l’intenso lavoro fatto come tramite tra la troupe cinematografica e il comune), il vicepresidente della Pro Loco Maurizio Martino. “Il progetto ha preso il via quando ci è stata presentata la sceneggiatura di Emiliano Cribari” ha esordito l’Assessore alla Cultura Fabrizio Berta. “Ci siamo subito accorti dell’interesse che poteva avere la storia, nonché dell’opportunità per la città di diventarne lo sfondo”. Come accennato in precedenza, Emiliano Cribari è un giovane regista fiorentino che ha trovato nel territorio piemontese, e astigiano in particolare, una location degna di interesse. La sua prima esperienza nella nostra regione è cominciata per un lungometraggio su commissione, ed è quindi proseguita per una serie di opere brevi (tra cui L’amore è un taxi) che fanno invece parte del suo percorso autoriale. Rifacendosi all’insieme di regole rese celebri dal cineasta scandinavo Lars Von Trier, Cribari ha dato vita a “Le cose che so di me”, progetto di stampo autobiografico che coinvolge la realizzazione di una serie di storie a basso costo, vincolate dall’assenza di molti artifici produttivi del cinema, nonché alla presenza tra i dialoghi della frase medesima che intitola il progetto. Diario di un disagiato prosegue su questa linea proponendosi di raccontare un uomo e la sua solitudine nella forma di una veloce commedia, e se la scrittura, forse, non è molto organica, il lavoro nel suo complesso è godibile e ricco di trovate divertenti e azzeccate. “Tra le principali obiezioni mosse ai miei cortometraggi precedenti c’è stata soprattutto la lentezza, così ora cerco di dare più ritmo possibile al racconto, in modo da aumentare il coinvolgimento dello spettatore”. Punto di forza del cortometraggio è senz’altro il suo interprete principale Roberto Accornero. “Mi sono ritrovato molto in sintonia con la parte” ha raccontato l’attore, visto tra l’altro di recente in Camera Cafè, che ha raggiunto Nizza per l’incontro pubblico in serata. Incontrato sul set, Accornero era convinto che si trattasse della sua prima visita nicese, ma la cultura cinematografica di Eugenio Carena ha scovato la sua partecipazione in zona, vent’anni fa, al film di Roberto Cottafavi Il diavolo sulle colline, tratto da Pavese. Intervento nella serata anche per l’aiuto regista Barbara Enrichi, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa ma dalla ricca carriera come attrice, spesso a fianco di Leonardo Pieraccioni: sono stati così proiettati alcuni spezzoni provenienti dai suoi film più celebri. Applaudito dal pubblico in entrambe le proiezioni, cosa conserva Emiliano Cribari da questa esperienza? “Sono molto critico nei confronti dei miei lavori, infatti nonostante abbia lavorato parecchio ho un curriculum breve, perché tendo a cancellare ciò che non mi soddisfa. Diario di un disagiato, per il momento, mi aggrada nel risultato e mi ha regalato un’esperienza unica, dal punto di vista della partecipazione e dell’entusiamo della cittadinanza”. Ora il corto farà il giro dell’Italia, iscritto a vari festival nonché ammesso alle selezioni per il prestigiosto premio David di Donatello. Porterà con sé anche un pezzetto di Nizza. (F.G.)

 

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