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Energia pulita e rinnovabile dal sole e dal vento

 

Tagliolo Monf.to. Grande partecipazione di gente, addetti ai lavori, amministratori pubblici (sindaci ed assessori) al convegno su “Produzione di energia con fonti rinnovabili per enti pubblici, aziende e privati cittadini”.
In un salone comunale dove si faceva fatica ad entrare, tanti erano i presenti alla conferenza, si è parlato per tutta una giornata delle fonti energetiche rinnovabili, cioè l’energia derivante dal sole, dal vento, dal legno delle biomasse, dalla geotermia.
Il primo tipo di energia è stato spiegato dal prof. Delfino dell’Università di Genova, attraverso le tecnologie del settore a disposizione e le prospettive. Questa produzione di energia si sta diffondendo in Italia ed anche nella zona di Ovada e si basa sia sullo sfruttamento della luce (sistema fotovoltaico) che sul calore irradiato dalla stella del nostro sistema planetario (sistema a pannelli solari). Ambedue i sistemi offrono una buona resa in termini di energia ma hanno un costo ancora elevato (a differenza di altri Paesi come la Germania), che deve essere ammortizzato in non meno di una decina d’anni.
La produzione di energia dalle biomasse è stata spiegata dal prof. Pittaluga, anch’egli dell’ateneo genovese e, come il collega, del dipartimento di Ingegneria. Il sistema a biomasse si basa sulla combustione di materiale ligneo, ricavato quindi dal bosco. A bruciare, in una centrale per produrre energia, ci sono alberi ad alto fusto (per es. olmi) ed arbusti e vegetazione piccola (per es. biancospino). L’ideale sarebbe incrementare la coltivazione del bosco un po’ dovunque, per ottenerne legno da bruciare in apposito impianto e quindi ricavare energia rinnovabile, come quella solare. Con lo sfruttamento del bosco si migliorerebbe anche l’economia locale, con la creazione di nuovi posti-lavoro, a patto appunto che la materia prima si trovi in loco e non reperisca a decine di chilometri di distanza. Probabilmente per questo tipo di energia occorre anche saper creare la mentalità giusta, se è vero, come lo è, che il sistema a biomasse è stato bocciato a Rocca Grimalda ed a Voltaggio. Sembra comunque che nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale ovadese ci possa essere un simile impianto in zona Rebba.
La produzione di energia dal vento è stata spiegata dal prof. Ratto, dipartimento di Fisica, Università di Genova. Attraverso un aerogeneratore che converte la forza del vento nel movimento delle pale si produce energia, sempre rinnovabile perché il vento ci sarà sempre. E’ questo un sistema usato efficacemente, da anni, nella Francia del sud (Provenza e Roussillon), nelle mesetas spagnole e soprattutto nell’Europa del nord dove, grazie ai fondali bassi dell’Olanda e Danimarca, si usano grandi impianti off-shore. Uno di questi garantisce energia pulita e rinnovabile per circa 200mila abitazioni di una regione danese. E’ previsto che in Inghilterra, nel 2020, il 5% degli usi abitativi sarà coperto dall’eolico. In Italia il quadrante più favorevole è quello a sud-ovest ma anche la Liguria e lo stesso Alto Monferrato non sono certo privi di vento.
Soprattutto sole e vento offrono produzione di energia rinnovabile e pulita: allora perché continuare solo col petrolio quando ci sono integrazioni, non ancora sostituzioni, energetiche comunque eterne e pulite? Una pala eolica (la grande ha un diametro di 90 m., la piccola 50, altezza 50 m., durata 30 anni, affidabilità garantita) non “sporca” il paesaggio più di un traliccio dell’alta tensione o del flusso ininterrotto di veicoli su una strada.
Del resto, nel suo intervento, l’assessore regionale all’Energia, Bairati, ha detto, specie agli amministratori presenti, di “sfruttare le opportunità pubbliche in materia di energia, per migliorare la qualità della vita dei Comuni ed anche per incrementare il lavoro locale”.
Diversificati e numerosi gli altri interventi. L’arch. Bosisio ha spiegato l’iter amministrativo ed i finanziamenti pubblici per impianti fotovoltaici e solare termico. L’assessore provinciale all’Ambiente Rava ha ribadito il sostegno della Provincia per il rispetto dell’ambiente; l’assessore ovadese all’Ambiente Lantero ha precisato le realizzazioni ed i progetti del suo Comune. La dott.ssa Lanza ha parlato di stumenti finanziari per la realizzazione di impianti fotovoltaici da parte di enti pubblici. L’offerta del sistema bancario è stata curata dalla Cassa di Risparmio di Alessandria; l’ing. Pessina ha parlato di modelli innovativi per la gestione dell’energia nei Comuni. L’ing. Legrottaglie di impianti di cogenerazione a servizio dell’impresa; Godio della posizione delle associazioni ambientaliste.
Esempi di installazioni ed offerte di mercato: Federico Robbiano di Ca’ Bensi ha spiegato il sistema ad inseguimento in un agriturismo; Gino Gaggero un impianto fotovoltaico per il consumo domestico; l’arch. Bosisio ha fatto esempi di impianti geotermici con fotovoltaico (il geotermico è il più economico perché si ammortizza prima, una ditta è nell’ex sede Ferrania a Cairo M.).
Durante il convegno, le proposte delle aziende installatrici, nell’adiacente palestra. (E. S.)

Polemiche per il divieto di conferire alla Rebba

Artigiani: “Lo scarto verde non deve essere nostro”

Ovada. Incontro con la minoranza consiliare e con alcuni artigiani locali per il problema causato dalla chiusura dei cancelli dell’isola ecologica alla Rebba. Come noto, da diversi giorni è scattato il divieto da parte della Econet, per le ditte artigiane, di conferire materiali speciali e “non assimilabili” (tipo inerti, scarti di lavorazione, verde, ecc.) per una quantità superiore ai 30 chili. Il che ha messo in agitazione diverse ditte artigiane e le associazioni di categoria Confartigianato e C.n.a. All’incontro era presente anche l’assessore comunale all’Igiene e ambiente Roberto Briata. Ma ha introdotto l’altro Briata, Fulvio, consigliere di minoranza di “Fare per Ovada”. Il quale ha spiegato che c’era una proposta per un’audizione di artigiani presso la commissione consiliare ambiente, proposta infine non accettata dall’Amministrazione comunale. Hanno parlato quindi i tre artigiani presenti, assai preoccupati della situazione, vista la sola alternativa del conferimento in discarica a Novi, “il che vuol dire tempo e denaro” ed un ricarico probabile sulla clientela.
Il contitolare di “Ville e giardini”: Abbiamo clienti anche nei condominii e nei palazzi della città ed acquistato nel tempo un bio-trituratore per lavorare meglio. Abbiamo sempre conferito i nostri scarti alla Econet della Rebba ma ora il divieto ci mette sull’orlo della chiusura.”
Il titolare della ditta Lottero: “I nostri clienti pagano già al Comune la tassa dovuta sulla spazzatura. Dovremmo applicargliene un’altra proprio noi, per stare nei costi?”
L’assessore Briata: “Intanto il divieto di conferire non arriva dal Comune ma dipende da uno specifico decreto legislativo regionale. Comunque è stata contattata (anche dalle due associazioni di categoria, n.d.r.) una ditta di Castelletto, la Switch, che dovrebbe accettare i conferimenti” Magari dietro pagamento delle relative pesate, in ogni caso si chiederanno i costi precisi alla ditta castellettese. Ancora gli artigiani presenti: “Bisogna che passi il fatto che il verde scartato non è materiale nostro ma del privato cui facciamo il lavoro, e che paga già le tasse del settore!” Gianni Viano contesta il decreto legislativo citato dall’assessore Briata, che risponde sulla possibilità di reperire un’area specifica in zona Rebba, cosa però non facile, stretti come si è dal fiume. Ancora Viano: “Il Comune vada in trattativa con Econet, per cercare una soluzione equa ad un problema che tocca tanti lavoratori e cittadini, altrimenti c’è rischio di chiusura delle ditte coinvolte.” Gli artigiani in coro ribadiscono: “A Comune ed Econet chiediamo di considerare il verde da conferire come non nostro. E’ l’unico modo per poterlo conferire in discarica alla Rebba.” E. S.

 

 

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