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Così è stato ricordato Monsignor Giovanni Galliano

 

Numerosi momenti celebrativi si sono tenuti la settimana scorsa per ricordare monsignor Giovanni Galliano, ad un anno dalla sua scomparsa.
Tre giorni di riflessione sulla figura sacerdotale nella chiesa di Sant’Antonio, un pellegrinaggio alla tomba di Morbello, la proiezione di immagini della sua ricchissima vita ed infine la messa anniversaria solenne in Duomo, con Vescovo e autorità.

Ad un anno dalla scomparsa

Acqui Terme. Sabato 6 febbraio, la comunità parrocchiale del Duomo ha celebrato il giorno anniversario della morte di monsignor Giovanni Galliano.
La celebrazione della ricorrenza è stata vissuta nello spirito dell’anno sacerdotale che il papa ha indetto nel ricordo del 150º anniversario della morte del Santo Curato d’Ars.
Il primo momento sono stati quindi tre giorni di preghiera e riflessione sulla figura del Sacerdote, dal 3 al 5 febbraio, nella chiesa di Sant’Antonio in Pisterna, guidati da don Colla, don Parodi e Padre Lorenzo Minetti. Tre momenti di riflessione intensi che hanno aiutato a capire meglio la figura del sacerdote proprio sulla scorta dell’esperienza di sacerdozio di Mons. Galliano (Sacerdote ministro dei Sacramenti, Sacerdote ministro del vangelo, Sacerdote guida della comunità). I tre relatori hanno unito con commossa rievocazione i principi che reggono la vocazione sacerdotale ai grandi insegnamenti lasciati da monsignor Galliano.
Sabato 6 febbraio, giorno anniversario della morte, si è svolto un pellegrinaggio alla tomba di monsignor Galliano al cimitero di Morbello. Sosta per il rosario nella chiesa della frazione, grazie all’ospitalità di don Giovanni De Iaco, quindi a piedi fino al cimitero dove, sotto la guida di mons. Paolino Siri, si è svolta una preghiera con la parola di Dio.
Alti cumuli di neve (con pasaggi provvidenziali fatti predisporre dal sindaco) hanno reso più suggestivo il momento di commemorazione.
I momenti celebrativi sono proseguiti alle 16,30 nell’Auditorium san Guido in piazza duomo. Di fronte ad un numeroso ed attento pubblico monsignor Galliano è stato ricordato con la proiezione di immagini della sua vita accompagnate da brevi note biografiche. Infine alle 18 in cattedrale, la messa anniversaria, presente anche l’amministrazione comunale acquese, è stata presieduta dal Vescovo Mons Micchiardi.

Semi e frutti

Dal 1º anniversario della morte di Mons. Galliano

Mi batteva il cuore quando nei mesi scorsi pensavo cosa fare per ricordare degnamente mons Galliano. Da solo non sapevo. Ho chiesto a qualche persona consigli. Sono uscite le idee che tutti conoscete. E così abbiamo fatto.
Ed anche sapete come sono andate le cose. Il tempo ci ha un po’ penalizzato tra neve e gelo. Ma alcuni coraggiosi nei vari giorni hanno sfidato anche le intemperie.
Personalmente ho vissuto questi quattro giorni con molta intensità spirituale e con una profonda partecipazione… Perché al pensiero di Monsignore che mi accompagna abitualmente (io vivo dove Lui ha vissuto per più di 50 anni… celebro dove lui ha celebrato per più di 50 anni...) si è aggiunto anche il valore spirituale di quello che abbiamo vissuto, sentito, pregato, visto, in questi quattro giorni intensi…
Per esempio i tre sacerdoti che si sono succeduti a S Antonio nella celebrazione della messa, son stati così bravi, che mi hanno lasciato dei pensieri su cui davvero riflettere… don Colla ci ha presentato il sacerdote uomo dei sacramenti e dell’Eucaristia e ci ha invitati a pregare per i parroci; don Paolo ha evidenziato la voce che ha parlato in tutti i pulpiti della diocesi; padre Minetti ha ricordato la devozione a Maria e il Ricre… queste parole le ho ricevute come dono e come impegno… e le ho fissate…
E poi l’emozione di ritornare al cimitero di Morbello, immerso nella neve (grazie al Sindaco che ha fatto spalare appositamente la copiosa e dura neve per noi). Non ero più stato dal giorno della sepoltura e ho provato la meraviglia di vedere come anche sotto la neve riposano i nostri cari… forse un po’ come il seme che sotto la neve… muore per dare frutti… I frutti di monsignore li ho visti nella rassegna fotografica davvero bella preparata da Mario Piroddi e Vittorio Rapetti (che pubblicamente ringrazio…). Una vita così intensa che ha toccato un’infinità di persone e tanto ha seminato. Nella messa abbiamo pregato bene, accompagnati dalla Corale, con il vescovo che ha presieduto l’Eucaristia e ci ha detto come una vita vale veramente se ci entriamo e viviamo da “mandati” nel mondo da Gesù.
Ecco il mio sentire: Monsignor Galliano ha seminato semi di umanità, di fede, di vita sacerdotale. Sapremo noi tutti, parrocchiani, acquesi, diocesani portare quei frutti che il Signore si aspetta e che maturino nel solco dell’esempio che Monsignore ci ha lasciato? Non dobbiamo fermarci allo sterile, superficiale rimpianto. Dobbiamo lavorare e irrigare, coltivare il terreno del nostro cuore, delle nostre famiglie, della parrocchia, della città se volgiamo domani raccogliere questi frutti tanto attesi, per cui Monsignore tanto ha lavorato… (dP)

 

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