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Il futuro di Canelli nel nuovo piano regolatore e nel progetto del'Unesco

 
Canelli. Nonostante tutte le disavventure del gran gelo di sabato mattina, 6 febbraio, all’Enoteca regionale di Canelli (dott. Andrea Ghignone presidente), dietro sollecitazione del presidente di ‘Canelli domani’, dott. Lorenzo Vallarino Gancia, il Sindaco Marco Gabusi, ha avuto modo di esporre durante il convegno ‘Città e territorio’ le molte importanti novità che, con la necessaria tempistica, dovrebbero cambiare faccia a Canelli.
Stimolato dal dott. Gancia su Turismo, Unesco, Piano regolatore, affidamento del progetto ad un consulente esterno di provata capacità e di fronte all’ invito “a stare anche a Canelli, oltre che ad Asti, Torino, Roma e Bruxelles”, il sindaco Gabusi non si è trovato in affanno.
Piano regolatore - Unesco. «Il primo mattone della nostra ‘città del futuro’ è il Piano regolatore di cui già possiamo dettare le linee di indirizzo per lo studio approfondito portato avanti dall’Universià di Torino e che sarà direttamente collegato al progetto Unesco, ovvero ad un modo diverso di pensare le nostre colline e la nostra città. Una città diversa per un nuovo territorio.
Al bando per la scelta dell’urbanista hanno risposto in ventidue illustri professionisti di cui ne abbiamo già se lezionati cinque o sei. Per l’affidamento del progetto stiamo valutando la possibilità di avere la consulenza esterna della consulente della Regione per la candidatura Unesco, Irma Visalli cui, in gran parte, è dovuta l’entrata delle Dolomiti nel Patrimonio Unesco: “una vera garanzia di qualità e terzialità”.
Canelli gode di un territorio ricco di prodotti e di una storia unici. Abbiamo quindi bisogno di un urbanista che alzi ‘la qualità dei servizi’».
Turismo - Consapevolezza. Il tema del turismo è, logicamente, strettamente legato al riconoscimento dell’Unesco, all’attuazione del nuovo Piano regolatore e al cambiamento della mentalità dei canellesi che devono riappropriarsi della propria dignità, cultura, storia, ricchezza, eccellenza ed essere i primi a cambiare mentalità e lasciarsi coinvolgere nella ricerca di una città più pulita, ordinata, accogliente.
Istituto sperimentale per la Viticoltura. In regione San Giovanni, nel 1989 avrebbe dovuto sorgere una sezione dell’Istituro sperimentale per la viticoltura di Conegliano Veneto. La ditta Gancia ed il Comune avevano messo a disposizione, al 50%, il terreno. Il ministero dell’Agricoltura aveva stanziato 700 milioni di lire. «Noi ci batteremo per una scuola di eccellenza. Cominceremo con il riappropriarci del nostro terreno su cui dovrà sorgere un centro studi sulla filiera del Moscato e della Barbera».
Aziende dismesse e servizi. Il sindaco ne aveva ampiamente parlato durante la campagna elettorale: non potranno esserci ridestinazioni di aziende dimesse senza una preventiva trattativa con il Comune che dovrà pensare ai numerosi servizi di cui la città ha urgente necessità. A cominciare dalla scuola unica, dall’enoteca che attualmente ha un affitto troppo esoso, un teatro, una struttura polivalente, una biblioteca, una piazza, un’agorà che delimiti il centro cittadino (piazza Cavour), la riqualificazione di Corso Libertà.
«Se faremo, tutti insieme, una città in cui i cittadini vivono bene, con uno standar di vita elevato, ne arriveranno presto tanti altri. Per questo non basta costruire alloggi: diamo servizi e gli alloggi arriveranno».
Interventi. Non sono mancati suggerimenti e proposte dei presenti: “Spero che si parli e si viva di più di cultura” (Massimo Berruti); “Abbiamo ottenuto il patrocinio del ministro alla Cultura Biondi e speriamo in quello del presidente Napoletano” (Lorenzo Vallarino Gancia); “Alla domenica non vedo nessuno in piazza” (Piercarlo Demanuelli); “Qualcosa si è già fatto, faremo la piazza, le Cantine storiche aperte, migliorare servizi sulla Sternia, e questo tutti i giorni dell’anno” (Gabusi); “Manca un punto di Informazione, centrale e ben visibile e poi, da tempo, sogno un castello Gancia, simbolo della città, illuminato” (Beppe Orsini); “Trovo difficoltà ad inviare i turisti a visitare le Cantine - I canellesi sappiano che le loro eccellenze possono trovare spazio nel mio nuovo ristorante ‘Divizia’ che ho aperto in via San Tommaso, in pieno centro di Torino” (Giogio Cirio); “Se arriva il riconoscimento Unesco, sarà indispensabile la cultura dell’accoglienza, un bell’albergo, una riqualificazione delle ferrovie e della rete stradale” (Renzo Vallarino Gancia); “Spesso manca il senso civico e c’è troppa critica fine a se stessa” (Maria Atonia Pistone); “Aiutiamoci tutti ad essere più orgogliosi di quello che abbiamo e a pensare più in positivo” (Marco Gabusi).

 

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