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Sulla vetta del Kilimangiaro con il Cai di Acqui Terme

 

Acqui Terme. I componenti della spedizione Kilimangiaro 2010 del CAI di Acqui Terme che nel 2007 visitarono il Neema Hospital ricordavano una spianata di area edificabile e cintata su cui si stava avviando la costruzione di un centro sanitario polivalente per i pazienti più poveri delle baraccopoli di Nairobi. Ora quell’ospedale è una solida realtà in cui transitano già più di 200 pazienti al giorno, numero in costante crescita. La spedizione 2010 sul monte Kilimangiaro, guidata da Aurelio Repetto, si è posta dunque come obiettivo quello di potenziare ulteriormente questa realtà, raccogliendo fondi (finora più di 10.000 euro) per la campagna “Nati nel posto giusto” di World Friends, finalizzata alla costruzione del Reparto di Maternità del Neema Hospital.
Composta da 19 elementi delle sezioni CAI di Acqui Terme, Asti, Cuneo, Ovada e Novi Ligure, tra cui il dott. Gianfranco Morino, anima dell’associazione World Friends Kenya e del Neema Hospital, la spedizione ha scelto come via di scalata alla vetta la Marangu Route, scalata che si è svolta in un arco di tempo di 6 giorni, secondo le tappe previste dall’avvicinamento. Il primo giorno di ascensione (14 febbraio) è cominciato con il trasferimento in prima mattinata dalla città di Moshi fino all’ingresso del parco (Marangu Gate - 1.420 mt), con inizio del trekking alle ore 9,30 circa; attraverso la foresta pluviale che caratterizza il primo tratto della via, è stato raggiunto il Mandara Hut (2.727 mt), per un totale di 5 ore di camminata su circa 12 km. La giornata è stata completata con la visita al cratere Maundi, ora ricoperto dalla rigogliosa vegetazione tipica di questa parte di sentiero.
Il secondo giorno prevedeva invece partenza alle 8,30 per il raggiungimento del secondo campo, Horombo Hut (3.793 mt), attraversando la brughiera per una distanza totale di circa 15 km. Dopo un tratto iniziale ancora caratterizzato dalla foresta, la vegetazione si diradava via via per lasciare spazio a piante di erica arborea, seneci e lobelie. Tra gli spazi più aperti iniziavano a stanziarsi il Mawenzi (5.148 mt) e il Kibo (5.985 mt).
La giornata del 16 febbraio è stata riservata all’acclimatazione ad Horombo, con ascensione attraverso il Mawenzi Peak fino alla Zebra Rock (4.138 m) e successivamente alla sella da cui si dipartono due sentieri verso il Mawenzi e il Kibo (circa 4300 mt).
Il 17 febbraio è stato invece un giorno drammatico per la spedizione: durante l’ascensione al terzo campo (Kibo Hut - 4.703 mt) uno dei componenti è stato colto da mal di montagna acuto. Solo la prontezza del dott. Morino e di Valentino Subrero, che hanno rinunciato in prima persona all’ascensione alla vetta, unita al lavoro lodevole di due guide locali e alcuni portatori, ha consentito di trarre in salvo lo sfortunato alpinista riportandolo in giornata a quota 2700 mt. e di permettere la scalata finale agli altri componenti del gruppo.
Il raggiungimento della vetta del Kilimanjaro (5895 mt) è pertanto avvenuto con successo, da parte di tutti gli alpinisti rimasti, il 18 febbraio, alle ore 5,40, nonostante il tempo proibitivo e la neve caduta durante la notte. Al termine della scalata il gruppo ha fatto ritorno al secondo campo di Horombo per il pernottamento (3.793 mt). Il giorno successivo è stata completata la discesa fino all’ingresso del Marangu, con partenza alle ore 7 del mattino per un totale di circa 5 ore di camminata. Da qui il definitivo rientro a Moshi, prima del ritorno a Nairobi nella giornata successiva.
Il CAI di Acqui Terme organizzerà una serata per presentare nel dettaglio la spedizione attraverso le foto, i filmati e i racconti dei protagonisti: sarà l’occasione per contribuire ulteriormente ad una raccolta di fondi per il sostegno di World Friends e del Neema Hospital.

 

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