L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

Nell'agenda del turismo l'Acquese in bella vista

 

Monferrato. Il territorio in mostra.
Non solo a Parigi o a Barcellona.
I segni di un rilancio complessivo della Langa e del Monferrato, delle valli e dei paesi, delle colline e del patrimonio storico culturale, del dono dell’acqua e dei fanghi della salute, tutti questi segni si colgono anche nelle iniziative editoriali.
Così, nell’ambito di un progetto interregionale denominato Itinerari storico culturali in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, promosso dalle Regioni di cui sopra (col coordinamento degli Assessorati milanesi e con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri), progetto che coinvolge anche il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), è stata di recente stampata e diffusa l’Agenda (tutta a colori) del Turismo 2010, che è disponibile anche in una versione multimediale e interattiva all’indirizzo www.agendaturismo2010.com.
Le pagine web si comportano, infatti, come quelle di carta; su esse si possono scrivere appunti e appuntamenti, che saranno ricordati all’utente tramite mail.
Ma, al di là di queste potenzialità, a noi interessa segnalare che tra belle ville e suggestivi palazzi, borghi incantevoli, itinerari del sale, vie romane o di Francia, castelli e chiese e musei ricchi di tesori, compaiono alcuni siti del nostro territorio.
E spiccano, davvero, i “nostri” castelli di Cremolino e Prasco, che non sfigurano accanto a quelli, blasonati, di Gressoney o Aymavilles, d’Ussel, d’Agliè, Bard o di Miramare.
E poi, ecco, Villa Ottolenghi a Monterosso. Monumento irripetibile.
Tre presenze importanti. Perché, allargando la visuale, gli scrigni d’arte cui, nelle pagine, ci si riferisce sono di inestimabile valore: la Pinacoteca di Brera, l’Abbazia di Staffarda, la Cattedrale d’Aosta e la basilica di Aquileia...

Un’acropoli moderna senza pari

Tra la cinquantina di mete turistiche segnalate, la prima a comparire tra le tre nostre, colta da una affascinante veduta aerea, è la Villa Ottolenghi di Monterosso. Segue un breve testo di invito che qui riproduciamo. Il complesso di Monterosso ad Acqui Terme è un importante esempio, in Italia, di stretta collaborazione tra architetti, pittori, scultori e mecenati per dare vita alla creazione di una dimora padronale caratterizzata dalla presenza di importanti opere d’arte.
Nel 1920 i conti Ottolenghi, Arturo e Herta von Wedekind zu Horst, ne affidarono  la progettazione prima a Federico d’Amato e poi a Marcello Piacentini. Il mecenatismo degli Ottolenghi portò a Monterosso un buon numero di artisti: Ferruccio Ferrazzi, Fortunato Depero, Adolfo Wildt, Libero Andreotti, Fiore Martelli, Arturo Martini, Rosario Murabito, Venanzo Crocetti e Ferruccio Ferrazzi.
Alla morte dei conti, è il figlio Astolfo che si impegna al
completamento della villa con  il parco ad opera di
Pietro Porcinai.
Non lontano sorgono il mausoleo, oggi Tempio di Herta, e il parco, ricavato da un
preciso disegno scenografico che prende il nome di
Paradiso Terrestre.
L’enorme portale del Tempio, monumentale opera dei maestri Ernesto e Mario
Ferrari, fa da preludio alla bellezza degli affreschi di Ferruccio Ferrazzi, e dei mosaici realizzati dalla Scuola musiva di Ravenna.
E poi  intorno alla villa
il Giardino formale, il Pozzo, gli Studi, il Cisternone  e la passeggiata che corre lungo il perimetro del complesso, sono tappe di un percorso di scoperta che sorprende per  la cura del particolare.
Qua e  là spuntano capolavori in ferro battuto e fra tutto ciò emergono le imponenti Sculture di Herta.

Una primavera d’arte

Non poteva mancare, ovviamente, il rimando al sito web specifico, www. borgomonterosso.com, ancora oggi più interessante da consultare dal momento che a cominciare dal mese di marzo (vernissage il 19, alle ore 17.30) e sino a luglio la Villa di Monterosso diverrà teatro di una importante iniziativa culturale - promossa dal Palazzo del Monferrato e dalla Cassa di Risparmio di Alessandria - che coinvolgerà tutta la Provincia.
Si tratta di Roma Sessanta (maggiori particolari nella pagine di Acqui del nostro giornale), una iniziativa di ampio respiro (altre sedi espositive ad Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Tortona, Valenza), che porterà sulla collina che domina Acqui le opere plastiche di Nicola Carrino, Mario Ceroli, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Giuseppe Uncini.
Ne verrà fuori un carnet composito, tra neodada e arte povera, intagli di sagome umane e animale nel legno, “ferrocementi” e “cementiarmati” legati alla minimal art: una sorta di “adstrato” che non è difficile immaginare si vada ad amalgamare con quel “substrato” architettonico e d’arte visiva, “d’ambiente” che sempre affascina chi varca i cancelli di Monterosso.
G.Sa

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]