Cairo M.tte. Anche le scuole valbormidesi accusando quella grave situazione di disagio che sta attraversando un po’ tutta l’istruzione pubblica sul territorio nazionale: «Dirigenti che si rivolgono al Prefetto (80 a Genova) - si legge in un comunicato della Cisl-Scuola savonese - scuole che in molte zone d’Italia prendono in considerazione la non approvazione del bilancio (rischiando così il commissariamento), docenti che rifiutano lo straordinario non avendo la garanzia di averlo retribuito …».
In un documento dal titolo significativo “Profondo Rosso” la sezione locale dei COBAS vengono messe in evidenza le serie difficoltà che stanno attraversando le scuole medie ed elementari in provincia di Savona: «Entro il primo marzo dovranno approvare il bilancio (programma annuale), cosa che per ora appare impossibile. I fondi per il funzionamento didattico e amministrativo delle scuole sono azzerati. Nelle prossime ore si aspetta che Tremonti stanzi nuovi fondi; in mancanza, le scuole sono destinate al fallimento. Con un gioco contabile, si è riusciti ad evitare di conteggiare i fondi che le scuole hanno già speso lo scorso anno per le ore di straordinario e per le supplenze. Sono fondi che lo Stato deve “restituire”, ma non si sa se lo farà. Nei prossimi giorni proveremo a spiegare l’inghippo. Intanto,in attesa dello sciopero del 23 marzo, con i precari a casa e i supplenti pure, le scuole non sanno più come funzioneranno».
Il Consiglio d’istituto dell’Istituto Secondario Superiore di Cairo Montenotte si è riunito il 12 febbraio 2010 per l’approvazione appunto del programma annuale 2010. Il verbale della seduta è stato inviato al Ministro Maria Stella Gelmini, al Ministro Giulio Tremonti e a tutti gli altri uffici competenti, statali, regionali e provinciali: «Il Consiglio d’Istituto - così si conclude il verbale - decide di approvare il Programma annuale 2010 e contestualmente il presente documento ed invita le istituzioni, per le quali questo Istituto ha anticipato fondi per cassa, a provvedere ad un sollecito saldo delle somme dovute, attraverso l’integrale liquidazione dei loro debiti secondo principi di correttezza, solvibilità e responsabilità contabile propri del “ben amministrare”, ed in particolare della pubblica amministrazione».
Il verbale della prestigiosa scuola cairese è stilato in maniera molto tecnica ma esprime chiaramente lo stato di sofferenza che stanno attraversando tanti altri istituti: «Il problema è in piedi da qualche anno - si afferma nel documento succitato della CISL-Scuola - da quando cioè il Ministero, spacciando per una riforma che avrebbe dato maggiore efficienza alla scuola, abolì di fatto i cosiddetti capitoli di spesa che venivano finanziati distintamente, vincolandone l’uso dei fondi assegnati, ed istituì un capitolo unico, quale contenitore di tutte le risorse che sarebbero arrivate (da: Stato, comune, regione, privati ecc.) i vantaggi prospettati erano che così le scuole avrebbero potuto far fronte a tutte alle spese, in tempi brevi, attingendovi in ordine di priorità».
Detta così la cosa sembrava di fatto risolvere tanti dei problemi che fino ad allora, come minimo, avevano rallentato se non addirittura bloccato il buon funzionamento degli istituti. Ma allora dove sta la trappola? Quel che manca non è una cosa di poco conto, vale a dire la certezza del finanziamento…».
Di questa situazione a dir poco inquietante sono consapevoli gli operatori della scuola ma forse non ancora abbastanza i genitori e i ragazzi come sottolinea il comunicato della CISL: «Di certo la situazione non è più sostenibile però onestamente dobbiamo prendere atto che il problema è senz’altro sentito dagli insegnanti e dai dirigenti che in qualche caso sono arrivati a rivolgersi anche al prefetto, però la stonatura che dovrebbe farci riflettere tutti è il comportamento dei ragazzi e dei genitori; per essere più chiari ci chiediamo: è possibile che, giustamente si protesti per un giorno di malfunzionamento dei caloriferi o per la mancanza del servizio dovuto allo stop didattico e poi a larga maggioranza si tace quando l’insegnamento non viene assicurato nel rispetto della legge? Forse dovremmo chiarirci meglio tutti le idee su cosa si vuole veramente dalla scuola». (RCM)
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