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Diamoci del lei al teatro di Bistagno |
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Bistagno. Sabato 6 marzo, alle ore 21, la Sala della Soms di Bistagno riapre i battenti ospitando l’Associazione Teatro Ernesto che mette in scena Diamoci del lei. Scritto e interpretato da Eleonora Bombino, in scena con con Lilly Bollino e Roberto Rizza, il testo si avvale della regia di Marco Zanutto. Cinque saranno le figure femminili - Capitale, Chiara, Adele, Brigida e Marta - chiamate sul palco per raccontare, tra l’altro alla vigilia o quasi della festa della donna, con ironia, o nel dramma, la storia della loro vita ai margini della società. Non sono donne in carriera, non sono “veline”, non sono escort; non sono donne famose, nessuno parla di loro...eppure esistono. Donne sole. Che nulla lega tra loro, a parte due figure che il caso per un po’ fa intersecare. Eccezione alla regola. “Sorriso & riso vero e proprio, momenti comici e di riflessione, e altri di autentico commosso sentire - dice Marco Zanutto - si susseguono senza soluzione di continuità”. Ma per presentare la piece affidiamoci a chi l’ha potuta già applaudire. E’ Monica Buggia, che così ha scritto: “La sagacia di questo spettacolo è dovuta anche alla sapiente alternanza tra personaggi più lievi ed altri più oscuri e complessi, alla bravura nell’allentare la tensione al momento giusto e nel lasciare l’uomo come una figura di secondo piano, minuscola quasi, su cui giganteggia la donna, a volte anche, o proprio, per la sua inferiorità. Diamoci del Lei, ben interpretato da due attrici molto intense, corre solo il rischio, in certi momenti, di perdere il suo ritmo incalzante e di forzare un po’ la mano sugli stereotipi delle figure presentate, rischio che tuttavia i testi allontanano con prontezza, svelando il labirinto di delicatezza e complicatezza che fa parte dell’animo femminile. Non a caso, la scena lascia spazio solo a “monologhi” struggenti, momenti in cui il personaggio si confessa e racconta la sua vita, ad assoli femminili interpretati dalla voce maschile (la lettera di una madre letta dal fratello di lei), o a scene in cui l’uomo (lo psicologo) sparisce di fronte ad una “lei” che sfoga la sua intensissima personalità. La sola verità, giusta o sbagliata che sia, che rimane è questa: la donna vive la sua condizione avvertendone la difficoltà in ogni momento, in ogni fase della sua vita, ma non rinnegando mai i propri sentimenti e la propria sensibilità. Come se essere donna fosse la cosa più complicata del mondo ma, proprio per questo, un privilegio irrinunciabile”. Chi è Eleonora Bombino Nel 2002 vince il premio internazionale di narrativa e poesia “Michelangelo” con il libro autobiografico Diamoci del tu. Frequenta i corsi di recitazione dal 2002 al 2004 “La valigia dell’attore” patrocinati dal Comune di Acqui Terme (Al) e attivati da “La soffitta”. Nel 2004 partecipa a vari spettacoli della stessa compagnia teatrale di cui sopra nel ruolo di protagonista e coprotagonista; prende parte ad alcuni stage a Bologna tenuti da Mamadou Dioume, noto attore di Peter Brook. Nell’aprile 2006 fonda l’Associazione Teatrale “Ernesto”, di cui è vicepresidente, con l’attore Marco Zanutto. Nello spettacolo Bar Rito, ricopre tutti i ruoli femminili, cimentandosi in vari pezzi di De Filippo, Benni, Campanile (2006-07). Nel novembre 2006, arriva in finale al concorso di corti teatrali Donna mostra donna di Frascati, con un testo scritto e da lei interpretato. Nel maggio 2007 partecipa e viene selezionata fra i dieci vincitori al concorso Un amore di carta al Festival “La Fabbrica dell’uomo” di Milano. Nella passata stagione teatrale bistagnese aveva presentato E’ sempre domenica, un testo d’impegno che la vedeva sul palco con Wilma Sciutto e Don Franco Barbero. |
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