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Prosegue l’indagine
sull’acqua della Bollente

 

Acqui Terme. Nel secolo scorso, ogni volta che il getto d’acqua calda proveniente dalle bocche della Bollente diminuiva, la gente si preoccupava, salvo rassicurarsi in quanto il problema era risolvibile con azioni d’ordinaria manutenzione. Le antiche tremarelle si sono ripresentate a giugno/luglio dello scorso anno. Questa volta l’allarme era derivato dalle rilevazioni effettuate dall’Arpa provinciale che avevano indicato un inquinamento subdolo. Si trattava, anche se non rilevanti, di tracce di benzene. Tali microinquinamenti non sarebbero stati rilevati in altre sorgenti termali. Ad agosto, sempre del 2009, Arpa e Asl.Al avevano convocato una conferenza stampa per fare chiarezza sul problema. In quell’occasione era stato interessante avere appreso che il valore intrinseco dei microinquinanti non aveva pericolosità, e che era iniziata una ricerca per determinare le cause dell’inquinamento prodotto chissà da quale fonte. Per rintracciare le cause della presenza nell’acqua, che sgorga dalla fonte della Bollente, di microinquinanti chimici, la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine ed ha incaricato il geologo Elio Orsi di effettuare rilievi nel sottosuolo situato nel circondario di piazza Bollente per scoprire le derivazioni della pur lieve contaminazione dell’acqua.
Su sei carotaggi previsti, cinque sono già stati effettuati con un’attrezzatura adatta a raggiungere la falda idrica onde prelevare campioni d’acqua per analizzarli ed ottenere dati sui vari livelli. Al termine dei prelievi si tireranno le somme. Per ricavare maggiore chiarezza sulla vicenda e sapere cosa è accaduto e quali sono le responsabilità, in modo da estirpare le cause e procedere a norma di legge verso eventuali inquinatori, la fonte principale della Bollente, quella costruita a forma di conchiglia è stata «intubata», cioè il geologo Orsi ha provveduto a far introdurre una «pipetta», vale a dire un tubo di gomma nel canale per prelevare acqua prima del camino ed in questo modo poter verificare dati sui diversi livelli della provenienza del prezioso liquido.
Dai carotaggi si dovrebbe dunque conoscere le cause e le eventuali responsabilità di chi o che cosa ha provocato il microinquinamento.
La Procura della Repubblica vuole vederci chiaro su questo problema, e l’apertura di un fascicolo per indagare sul caso è stata accolta con grande favore dall’opinione pubblica. Tutelare la Bollente significa difendere la città, la sua storia e la sua economia. (red. acq.)

 

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