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Camilla Salvago Raggi, una vita per le lettere
e serata Volunteers con il dott. Mortara e Alì Rashid

 

L’incontro giovedì 4 a palazzo Robellini
Camilla Salvago Raggi una vita per le lettere

Acqui Terme. Cinquanta candeline “speciali”. Per festeggiare mezzo secolo di scritture.
A “spegnerle” è stata Camilla Salvago Raggi (presidente della sezione del Premio “Acqui Storia” dedicata al romanzo storico), giovedì 4 marzo, nel tardo pomeriggio, nella sala davvero gremita di Palazzo Robellini.
Erano presenti al tavolo delle autorità l’Assessore per la Cultura dott. Carlo Sburlati, Lucia Baricola, de “La Soffitta”, lettrice di alcune pagine, e Carlo Prosperi, amico di sempre e critico finissimo, tanto dei romanzi della scrittrice, quanto delle opere del marito, il compianto Marcello Venturi.
E proprio il prof. Prosperi non ha molto indugiato prima di orientare il lavoro di Camilla Salvago Raggi (quindici libri di racconti e prose lunghe, senza contare le poesie e i volumetti fotografici) riprendendo l’autorevole giudizio delle pagine del Domenicale de “Il Sole 24 ore” che hanno salutato in lei, che da sempre ha eletto “Il Campale”, a Molare, come sua residenza, quale “migliore scrittrice italiana vivente”.
E, al di là di un primo ricordo dei titoli di questo interessantissimo carnet di lavori - da La notte dei mascheri (1960) alla trilogia dei Raggi, ovvero a Ultimo sole sul prato, Il noce di Cavour e Prima del fuoco, cui si aggiungono forse il romanzo più amato, Buio in sala, e i recentissimi racconti di Prima o poi, usciti per Viennepierre edizioni l’anno passato - Carlo Prosperi ha voluto subito segnalare i punti di forza di questa narrativa.
Da un lato il sapiente (e saporoso) utilizzo del flusso di coscienza, che oltre a Joyce attinge ai modi di Henry James e di Virginia Woolf (con un “pensare che dipende dalla distrazione”, che ingenera una diaspora dei pensieri, dilata il tempo; con un presente che ingloba il passato), e dall’altro la capacità di moltiplicare i punti di vista.
Un bel pomeriggio. Perché le letture facevano da contrappunto. E, allora, incuriosisce davvero la situazione del racconto de Il sacrificio della messa su cui anche il prof. Ferraris, del Liceo “Plana” di Alessandria, andrà a soffermarsi verso la fine dell’incontro. Sottolineando frammenti che rivelano, con la loro punteggiatura, davvero espressiva, un “passo” magistrale.
La persistenza degli oggetti
Quindi le chiose del prof. Prosperi insistono su quel tempo che fugge, sui panorami della vita che si scoprono pieni di assenze, e cui rimediano le cose.
Che sopravvivono. Che sono lascito. Son retaggio. Di cui vale la pena occuparsi.
Talismani.
Emblemi.
E sopravvivenza, è ovvio, diviene anche la scrittura.
Quando la parola passa a Camilla Salvago Raggi, i discorsi sono rivelatori di una positività, di una felicità creativa che, in fondo, nei suoi riscontri, rasserena anche l’uditorio.
“Perché questa età mi piace molto: si posso cogliere, certo grazie all’esperienza, le realtà nelle loro molteplici sfaccettature: e allora c’è anche tanta fretta di scrivere, di sviluppare progetti…”.
I modi sono familiari, non studiati, spontanei: ecco che l’Autrice butta lì un “spero di avere tanti lettori” che fa breccia al pari delle belle pagine che Lucia Baricola propone.
Quando viene il momento delle domande il discorso si allarga alle scuole di scrittura, al “come l’Autrice scrive” (prima a penna, poi al PC, macchina infernale, che impone letture e riletture delle bozze…), alle difficoltà di trovare un editore… alle caratteristiche “un po’ british” di Camilla Salvago Raggi, che in alcuni lavori si diverte anche, con la giusta cattiveria, “a distillare un po’ di veleno nel the...”
Qualche ricordo autobiografico (ma nessuna anticipazione sul prossimo libro) e giunge il suggello dei calorosi applausi finali.
La cui eco prosegue anche nel brindisi che si leva presso l’Enoteca, nelle profondità di Palazzo Robellini. (G.Sa)

Serata Volunteers con il dott. Mortara e Alì Rashid

Acqui Terme. È notevole l’attesa per l’incontro, promosso da “Volunteers” Onlus, in programma venerdì 12 marzo, alle ore 21, presso il Grand Hotel “Nuove Terme” di Piazza Italia.
Con l’occasione il dott. Maurizio Mortara, radiologo ovadese, che per un anno ha prestato servizio presso alcuni ospedali afghani nell’ambito di un programma Emergency, poi autore di un volume Dall’altra parte delle stelle (stampato presso le officine tipografiche acquesi della EIG), i cui proventi sono stati interamente devoluti alla associazione umanitaria di Gino Strada, riallaccerà il filo del discorso in merito al suo progetto finalizzato all’acquisto e all’invio di una attrezzatura TAC nelle terre martoriate dalla guerra.
Anche in questa occasione (dopo l’incontro di novembre al Movicentro: in allora con lui c’era Giulietto Chiesa) Maurizio Mortara - attivissimo anche presso gli istituti superiori cittadini: pochi giorni fa ha visitato tutte le scuole per sensibilizzare i nostri studenti, a molti dei quali aveva presentato nel recente passato i contenuti salienti della sua esperienza asiatica - ha scelto di farsi accompagnare da un altro “testimone” della storia contemporanea.
Si tratta del diplomatico di nascita giordana Alì Rashid, primo segretario della Delegazione palestinese in Italia, che da tempo cerca di promuovere la cessazione del conflitto armato arabo israeliano e il pieno rispetto dei diritti dell’uomo.
Durante l’incontro saranno visionati contributi filmati e immagini.
Nata da un paio di mesi, “Volunteers” Onlus vede crescere di settimana in settimana i suoi aderenti, per la maggior parte giovani.
I progetti “Volunteers” per le vittime della guerra in Afghanistan si possono sostenere con versamenti sul conto corrente intestato a “Volunteers”: IBAN IT 89 Y 02008 48450 000100854667 presso UniCredit Banca.
Informazioni all’indirizzo www.volunteers.it, scrivendo alla mail volunteers@live.it, o telefonando al cellulare 348.2378655. (G.Sa)

 

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