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Società partecipate di valle, le risposte dei responsabili

 
Masone. Inconsueto appuntamento politico quello celebratosi, giovedì 11 marzo, presso la sala del Consiglio Comunale.
Aderendo alla richiesta scritta della minoranza di chiarimenti in merito alle società partecipate Sobea a Amter, il sindaco Paolo Ottonello ha invitato i dottori Paolo Derchi e Claudio Sartore, rispettivamente consigliere e presidente della prima e, Sartore, responsabile anche della Spa che gestisce il servizio idrico e fognario per conto dei Comuni della Valle Stura e di Cogoleto.
Il sindaco, spiegando i motivi dell’adunanza, ha sottolineato come con questa riunione estesa anche alla partecipazione delle minoranze comunali di Campo Ligure e Rossiglione, come richiestogli dalle stesse, ha inteso approfondire ancora una volta importanti temi giuridici e tecnici relativi alle centrali termiche che sfruttano le nostre biomasse forestali e al delicato “problema dell’acqua”, per non dover tornare periodicamente a riaprire il dibattito generale.
L’agronomo Derchi ha riassunto i punti salienti del progetto, avviato da una decina di anni, mediante il quale con fondi della Regione Liguria si è giunti all’avvio di una centrale termica per il teleriscaldamento in ognuno dei tre Comuni della Valle Stura.
In particolare ne ha poi esaminato le criticità, con le misure previste per superarle e, facendo riferimento a quella di Masone, l’ha definita “un gioiellino” tecnologico che abbisogna però di ulteriori interventi di adeguamento, prima del prossimo avvio invernale. Ha quindi dato risposta alle numerose domande rivoltegli dai presenti, che si sono definiti soddisfatti dall’ampio dibattito.
Il dottor Sartore ha invece spiegato gli aspetti legati ai patti parasociali di Sobea, che debbono essere rinnovati a breve, mentre per quanto riguarda la richiesta di rappresentanza della minoranza nel nuovo Consiglio d’Amministrazione, ha ricordato quanto previsto dallo Statuto.
Il consigliere Stefano Bessini ha infine posto una serie di incalzanti domande circa la gestione, soprattutto idrica, di Amter. Il responsabile genovese ha prima chiarito la sua posizione nei confronti dell’Amministratore Delegato, di recente nomina, e dei Comuni della Valle Stura, respingendo con forza le insinuazioni a proposito della scarsa tutela dei nostri interessi rispetto a Cogoleto sottolineando invece, sostenuto con forza dai consiglieri di maggioranza di Masone, gli investimenti per oltre novecentomila euro previsti solo per l’anno in corso in Valle Stura.
Il colorito dibattito ha poi esaminato anche il ruolo dell’Ato provinciale, da alcuni consiglieri di minoranza ritenuto inutile e controproducente, anche alla luce del famoso Decreto Ronchi che, secondo gli stessi, consentirebbe il ritorno alla gestione diretta degli acquedotti da parte dei Comuni.
Ricordato il commissariamento dei Comuni di Sassello e Pontivrea perché non hanno aderito all’Ato savonese, Sartore ha spiegato che la gestione tariffaria provinciale rappresenta l’ultimo baluardo alla privatizzazione, introdotta dal Governo Berlusconi, che diverrà operante nei prossimi anni, apportando sicuri aumenti tariffari per tutti.
Ha inoltre ricordato che l’Ato deve occuparsi di gestire e realizzare i costosi depuratori fognari, a pro di tutta la collettività.

 

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