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Col sole arrivano le moto, primi incidenti e pericoli

 
Masone. Riceviamo e pubblichiamo un intervento scritto in data 30 maggio:
«Egregio Direttore chiedo ospitalità al suo ottimo giornale per un intervento, scaramantico, sullo scottante problema rappresentato dal transito delle moto sulle nostre strade e più in generale sui rischi connessi alla circolazione dei veicoli nei nostri piccoli centri.
Mentre mi accingevo a scrivere questo ennesimo, lamentoso e alla luce dei fatti del tutto inutile intervento, in qualità di Sindaco di Masone e Presidente della Comunità Montana Valli Stura, Orba e Leira, da cui dipende il Servizio Associato di Polizia Locale, ricevo la seguente notizia: “Primo weekend con il sole, è strage di motociclisti: 17 morti.
Negli ultimi 10 anni oltre quattordicimila morti e novecentomila feriti”.
Nel segno della regola giornalistica però, prima i fatti e poi i commenti.
Domenica 23 maggio, ore 18 circa a Masone: una moto di grossa cilindrata col solo conducente, all’altezza del pericoloso incrocio tra la Provinciale 456 del Turchino, per noi Via Marconi, Via del Carmine e Via ponte San Francesco, cadeva a terra per evitare di tamponare un’auto che, con regolare segnalatore luminoso in funzione, attendeva di completare la manovra.
Nulla di grave per il motociclista, di Novara (!), trasportato per precauzione in ospedale dalla nostra Croce Rossa, mentre due agenti della suddetta Polizia Locale redigevano il verbale dei fatti, aiutati dai numerosi passanti e testimoni oculari.
Lunedì 24 maggio ore 14,30 circa a Masone: un giovane compaesano, non certo un teppista, impenna la moto in pieno paese all’altezza del centrale Bar Simoni e, in quella nobile postura, percorre qualche centinaio di metri tra lo stupore generale, magari anche di qualche suo parente, o della ragazzina cui forse era dedicata la non straordinaria bravata.
Ora i commenti, che non sono cinici ma solo realistici premesso che, stante così le cose, accadono ancora pochi incidenti, prepariamoci al peggio quindi.
“Normalmente” infatti la circolazione in paese vede il costante eccesso di velocità di auto e moto; il non rispetto degli attraversamenti pedonali; il parcheggio creativo, però con le quattro “frecce” accese. Ricevo in Comune molti cittadini che chiedono maggiori controlli, sanzioni, multe, sequestro di mezzi, ritiro patente.
Puntualmente nel primo anno da sindaco ho trasferito queste richieste agli organi di polizia, qualche volte ho agito di persona, circa un mese fa ho radunato in Comunità Montana i Carabinieri di Campo Ligure, Rossiglione e Voltri, la Polizia Provinciale, la Guardia Forestale e naturalmente Polizia Locale, per attivare subito tutte le misure preventive e punitive del caso, ottemperando alle disposizioni della Prefettura di Genova che ci ha chiesto di intensificare i servizi su strada, con pattuglie e Tele laser di cui ci siamo dotati, al fine di ridurre l’incidentalità le conseguenze infortunistiche nel tentativo di limitare, sarebbe meglio eliminare, la mortalità.
Attività puntualmente e con successo implementate, nonostante l’organico ridotto dei Carabinieri di Campo Ligure, inopinatamente passato da sei a quattro effettivi.
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente le forze dell’ordine.
I fatti però ci dicono che, al netto dell’esponenziale incremento della maleducazione stradale generale, l’aumentato accesso all’acquisto di moto e scooter di notevole potenza da parte di principianti, per giunta spericolati, che ogni fine settimana debbono dare sfogo alle loro pulsioni competitive o di semplice esibizionismo, fa sì che i nostri centri abitati siano posti in scacco dal sabato mattina alla domenica sera, con un rumore assordante ed ogni tipo di comportamento negativo perpetrato proprio nell’abitato “per farsi vedere”, neanche fosse una cosa intelligente.
A cascata i nostri giovani, e tra un po’ arriveranno come ogni anno i nuovi motorizzati da licenza media, imiteranno i comportamenti deteriori in una catena infinita di bravate e disturbo della cittadinanza.
Quanto descritto, e la statistica, confermano purtroppo che non possiamo che essere pessimisti, e che non ci sarà mai sufficiente controllo poliziesco, se i genitori prima di tutto non agiranno sul comportamento dei figli cui comprano l’Ape 50 (?!) ed i motorini vari, e se i motociclisti, quelli nostrani innanzitutto, e quelli che arrivano da ogni parte non saranno così gentili dal permetterci di vivere sicuri e tranquilli nei nostri bei paesi.
Ricordo infine cha la civile e in merito sempre citata Svizzera, ha un numero elevatissimo di appassionati motociclisti che, come i nostri quando vi si recano, rispettano con cura i limiti di velocità, sacrosanti poi nei centri abitati.
Spero vivamente di non dover tornare sull’argomento per commentare fatti luttuosi, intanto le amministrazioni, con fatica, si stanno attivando per installare impianti semaforici che però sono costosi, limitati nel potere di deterrenza e spesso aggirati da codici e codicilli che favoriscono il reprobo alla faccia del pedone, del ciclista di chi va per strada senza dover dimostrare niente che attenga al suo orgoglio personale e alla dimostrazione di potenza.
Capisco che chi va a piedi non genera commercio di mezzi, tute, ricambi, carburante, ma non vorremmo dover passare quei due mesi di bella stagione, che a stento ci toccano, tappati in casa e con le finestre chiuse.
Grazie a tutti.
Paolo Ottonello»

 

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