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Mario Cresci espone a Masone, gradito ritorno di Mario Vidor

 
Masone. La quattordicesima edizione della Rassegna Internazionale di Fotografia, allestita ed organizzata dall’”Associazione Amici del Museo di Masone”, patrocinata dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Genova e dal Comune è stata inaugurata, sabato 10 luglio, dal sindaco Paolo Ottonello presenti i due importanti ospiti di quest’anno: Mario Cresci e Mario Vidor, che si sono a lungo intrattenuti col numeroso pubblico di appassionati presente alla sobria cerimonia. Mentre per Vidor si tratta di un gradito ritorno, è questa la prima volta che, grazie all’apporto della FIAF, Masone presenta un altro fuoriclasse della fotografia italiana ed internazionale.
Il ligure Mario Cresci autore, tra i primi in Italia della sua generazione, di un’opera eclettica all’interno della ricerca fotografica in cui le analisi della percezione visiva e della forma del pensiero fenomenico acquisite al Corso superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano negli anni Settanta con l’esperienza diretta del lavoro sul campo in ambito etnico e antropologico delle regioni del Mezzogiorno italiano. Dalla fine degli anni Settanta si dedica anche all’insegnamento come attività di esperienza creativa condivisa con gli altri e intesa come parte integrante del suo lavoro d’autore nella convinzione che l’opera d’arte può consistere in un dispositivo formale che genera relazioni tra le persone o nascere da un processo sociale.
Nel 1969 realizza la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria “Il Diaframma” di Milano esponendo, nel rapporto tra produzione e consumo, un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie anch’esse trasparenti intese come frammenti del consumismo di allora nel dualismo tra immagini della ricchezza e della povertà.
Nel 1968 e nel 1969 tra Roma e Parigi collabora con la Galleria l’Attico ed entra in contatto con Pascali, Mattiacci, Patella e Kounellis, realizzando una serie di performance urbane con due nastri fotografici di contenuto sociale e aderenti all’idea del teatro di strada. 1974 alcune sue fotografie sono acquisite dal Moma di New York.
Dagli anni Novanta ad oggi, dopo aver diretto dal 1991 al 2000 l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e aver organizzato numerosi eventi culturali dedicati ai giovani artisti in collaborazione con Vittorio Fagone e la Gamec di Bergamo come: “Arte e Impresa”, “Clorofilla” e “Accademie in Europa”, riprende il suo lavoro d’autore su problematiche come: l’ appropriazione, lo slittamento di senso, variazioni, coincidenze e analogie in cui l’estetica della fotografia rifiuta la logica dello spettacolo, della ricerca del consenso, per restituire un modo di sentire e di vedere il mondo come esperienza da condividere.
Nel 2004 si è tenuta alla Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di Torino la sua prima mostra antologica, “Le case della Fotografia, 1966-2003”
Mario Vidoer è nato nel 1948 a Farra di Soligo. Dalle prime esperienze pittoriche negli anni Ottanta, la sua attenzione si è in seguito focalizzata sulla fotografia. Dal 1982 la sua personale ricerca,- partendo dalla lezione dei maggiori maestri dell’immagine di questo secolo, si sviluppa in due direzioni: l’indagine storico-scientifica e il linguaggio creativo.
Alla sua prima pubblicazione “Sulle terre dei Longobardi” (1989), sono seguiti numerosi altri volumi di fotografia, e alcune singolari cartelle foto-litografiche.
A Pontremoli nel settembre del 1992, con il libro “Semplicemente Italia” ha ricevuto il Premio Bancarella. Altri premi da menzionare: a Padova per la miglior fotografia veneta (1996) il Premio “Carlo Goldoni”, a Macerata, il Premio “Territorio Odissea 2000”(1998), per il libro “Le torri di Babele” e, a Orvieto nel marzo 2002, con il libro “Pagine Bianche”, si è classificato primo nella categoria “Fotografia Creativa” e a Garda (VR) nel maggio 2003 ha ricevuto il riconoscimento B.F.I. dalla FIAF.
Ha tenuto numerosissime mostre personali (oltre 230) nelle principali città italiane e all’estero.
A completare la straordinaria proposta espositiva, dall’Archivio Fotografico dell’Entroterra conservato presso il Museo Civico Andrea Tubino, sarà possibile ammirare una serie di curiose “foto storiche”.
Il concerto serale in piazza della “Banda Musicale Amici di Piazza Castello” ha ben suggellato l’evento.
Orari di visita “XIV Rassegna internazionale di fotografia”:
luglio e settembre: sabato e domenica dalle 15,30 alle 18,30; agosto: tutti i giorni dalle 15,30 alle 18,30; settimana di Ferragosto apertura anche serale dalle 20,30 alle 23,00
Contatti: Cell. 347 1496802 e-mail: museomasone@tiscali.it

 

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