| |
Identikit di Chiara Badano
una vita nella luce
Una come te
Questa è la storia di una ragazza - una come te, come una qualsiasi tua amica - una ragazza morta di cancro a 18 anni.
In apparenza è solo una storia triste, una vicenda come tante altre; quanti giovani muoiono prematuramente, vittime innocenti di mali incurabili che non hanno mai cercato, né meritato!
Eppure quella di Chiara Badano è un storia speciale, perché questa ragazza di Sassello ha saputo fare della malattia, della sofferenza e della morte stessa il momento più alto della sua breve vita, rovesciando completamente il modo di pensare di ogni giovane, che invece ama vivere, teme il dolore e ancor più non riesce a dare una spiegazione alla morte.
Al suo funerale la gente canta, sorride e ringrazia Dio: pur tra le lacrime non c’è posto per la disperazione e la ribellione. Come mai? Chi è questa ragazza? Perché la gente che l’ha conosciuta e le ha voluto bene si comporta in questo modo a dir poco strano?
Un dono di Dio
Chiara nasce il 29 ottobre 1971 a Sassello, un paese della nostra diocesi sulla strada che congiunge Acqui a Savona attraverso le montagne dell’Appennino Ligure.
Alla nascita i genitori, Ruggero e Maria Teresa, accolgono questa bambina come un dono di Dio, ricevuto per intercessione di Maria, la Madonna delle Rocche di Molare, che tanto avevano pregato perché il loro matrimonio fosse allietato dalla presenza di un figlio.
Una bambina sensibile e felice
Chiara è una bambina come tante altre, la vita a Sassello trascorre come in molti paesi delle nostre terre: il gioco, gli amici, lo sport, la scuola materna, la scuola elementare, il Catechismo, la Parrocchia, la Prima Comunione, la Cresima, la scuola media e le superiori a Savona. Una vita normale dunque. Il papà, camionista, la mamma, casalinga vedono crescere questa figlia e come molti altri genitori sognano per lei una vita piena e felice.
Fin da piccola, però, traspare dai comportamenti di Chiara, la presenza di qualcosa di speciale; i discorsi che fa con la mamma prima e con gli amici poi, rivelano una sensibilità non comune, una capacità di comunicare con gli altri che lascia un segno in chi l’ascolta.
Chi l’ha conosciuta la definisce “Comunicativa, intelligente e volitiva, vivace, allegra e sportiva”. Ha “occhi limpidi e grandi, il sorriso dolce”. “Ama la natura e il gioco, si distingue per l’amore verso gli ultimi, gli ammalati, le persone anziane, che copre di attenzioni e di servizi, rinunciando spesso a momenti di svago.
Dai suoi quaderni dei primi anni delle elementari traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è una bambina felice”.
“Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: ama appassionatamente”. E Dio, non può essere che Lui, attraverso l’educazione dei suoi genitori e dell’ambiente in cui vive, sta guidando la sua vita verso il cielo. E Chiara sente la Sua presenza, è docile alla sua grazia e al disegno che ha su di lei: un progetto da scoprire a poco a poco.
La scelta di Gesù
come stile di vita
A nove anni conosce il Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, entra a far parte del movimento e vi coinvolge anche i suoi genitori. Dirà: “Noi, con Gesù in mezzo, siamo la famiglia più felice del mondo”.
Vive il rapporto con Gesù in modo molto intenso, l’amicizia con Lui si concretizza in scelte di vita quotidiana: si immerge nelle attività del Movimento, frequenta la Messa quotidianamente, spende tempo per gli anziani e i bisognosi, si occupa costantemente dei piccoli del terzo mondo. Tutto questo ardore è, però, motivo di incomprensione da parte dei coetanei che sovente la prendono in giro; Chiara soffre, ma va avanti per la sua strada. Qualcosa dentro le dà la forza di continuare nonostante l’impopolarità presso alcuni compagni.
Le difficoltà della vita:
una risorsa per crescere spiritualmente.
Finite le medie la famiglia si trasferisce in città, a Savona, per permetterle di frequentare il liceo classico. Il distacco dal paese, dagli amici d’infanzia e dall’ambiente della sua fanciullezza sono un’altra occasione di sofferenza che mette alla prova la sua serenità. Ma Chiara non si smarrisce, anzi cresce nella vita spirituale. La meditazione, la lettura della Bibbia, la preghiera, la devozione a Maria sono pratiche che diventano sempre più abituali e non contrastano con le normali attività tipiche di una ragazza della sua età: studia, pratica sport, il tennis è la sua passione, frequenta le riunioni Gen, il movimento giovanile dei Focolari, torna a Sassello quando può ed ogni fine settimana.
Vive anche momenti di forte simpatia per un ragazzo, ma vi rinuncia, quando si accorge della superficialità dei sentimenti di lui, rimanendogli amica.
Chiara: l’Amore è la forza nella prova più dura.
La sua immensa fiducia nella vita, la capacità di abbandonarsi alla volontà di Dio, di “stare al suo gioco”, come dirà, le saranno indispensabili per affrontare la prova più dura della sua esistenza. Durante una partita a tennis un improvviso, forte dolore alla spalla sinistra la obbliga a lasciar cadere a terra la racchetta. Quello che all’inizio sembra essere un episodio passeggero, si rivela invece un male molto serio: nel febbraio del 1988 si scopre che quel dolore è dovuto alla presenza di un tumore alle ossa della spalla. “Il mondo pareva crollarci addosso”, diranno i genitori, ma Chiara non si arrende, è ormai allenata alle prove, sa di avere un alleato forte che la guiderà sul cammino della croce: Gesù stesso.
Da questo momento inizia davvero la sua Via Crucis: ospedali, medici, cure, il dolore per il male che galoppa e si diffonde nel resto del suo giovane corpo, un vero Calvario. Ma Chiara dimostra una forza incredibile; la sua camera diventa luogo di incontro per coloro che le rendono visita, ha belle parole per tutti, parole che arricchiscono dentro, parole che danno consolazione, parole che illuminano il dolore e le sofferenze presenti nella vita di ciascuno. Tutti se ne vanno con una grande pace dentro e persino i medici si stupiscono della solarità di questa giovane paziente.
Continua ad interessarsi del Movimento dei Focolari, delle missioni in Africa, scrive lettere e comunica con tutti attraverso la preghiera e l’amore. Ed è proprio l’amore la chiave di questa vita straordinaria, l’amore presente in ogni momento della vita, in ogni attimo dell’esistenza. Come dirà il Vescovo di Acqui, Mons. Maritano, al suo funerale: “Quello che trasforma, che fa il miracolo è l’amore, una fede che accende questo amore per Gesù e che ci mette in compagnia con lui 24 ore su 24”.
I mesi passano, il male avanza, il momento si avvicina: per Chiara è il momento dell’incontro con Gesù, il suo amico, il suo sposo. Ed è proprio un abito bianco, come quello di una sposa, che vorrà indossare quando giungerà il momento.
Chiara muore il 7 ottobre 1990, non ha ancora 19 anni. Al suo funerale una marea di gente, soprattutto giovani canteranno le lodi al Signore per questa loro amica che è stata davvero un dono di Dio.
Un suo professore lascerà sulla sua tomba questo pensiero: “Ti ho preso per mano per guidarti lungo la strada del sapere alla sorgente della vita. Mi hai preso per mano per guidarmi lungo la strada del dolore alla sorgente della salvezza. Ciao!”
Nel 2008 Chiara Luce Badano viene dichiarata “Venerabile”. Nel 2010 sarà dichiarata “Beata”
Tre fulgidi modelli di vita cristiana
Per tre volte, in dodici anni, la Chiesa, nella persona del suo pastore supremo, il Vescovo di Roma, ha ufficialmente presentato tre cristiani della Diocesi di Acqui come modelli di vita cristiana e come intercessori a cui ci si può rivolgere per presentare a Dio le necessità personali o di altri.
Nel 1998 è stata dichiarata “beata” una giovane contadina di S. Giulia di Dego, Teresa Bracco, che, a vent’anni, nel 1944, ha preferito la morte alla profanazione della propria persona, ricordando la verità: “Il vostro corpo è tempio di Dio…” (1 Cor. 6,19)..
Nel 2001 è stato proclamato “Santo” il Vescovo Giuseppe Marello, pastore zelante della Diocesi dal 1889 al 1895.
Il prossimo 25 settembre sarà proclamata “beata” Chiara Badano, una diciottenne studentessa di Sassello, che ha saputo offrire la vita al Signore, fidandosi della sua bontà paterna, anche nel periodo di atroce sofferenza che ha dovuto affrontare. Ella è morta nel 1990.
Sia per i credenti, sia per coloro che sono in ricerca di Dio, le tre figure ricordate offrono, con la loro esistenza, un messaggio eloquente per le persone. Aiutano a comprendere che la vita vissuta senza ideali non ha senso. Sono segni concreti della vitalità della Chiesa che offre la possibilità, a coloro che accolgono senza riserve il messaggio e l’amicizia di Cristo, di godere di una particolare pienezza di vita: quella che deriva appunto, da Gesù Cristo, “via, verità e vita”.
Tale pienezza, derivante da un autentico legame di amicizia con Cristo, vissuto in un rapporto personale con lui e nella comunione con i fratelli, risulta evidente dalla considerazione della breve, ma intensa vita di Chiara Badano (1971 - 1990).
Senza l’amicizia profonda con Gesù Cristo, alimentata dalla meditazione della parola di Dio, dalla partecipazione all’Eucaristia, dal servizio alle persone nelle quali è presente il Signore, non si comprende l’esistenza di Chiara e, in particolare, il periodo della sua vita segnato dalla malattia.
Il rapporto di amicizia con il Signore è stato fatto scoprire a Chiara, come dono di Dio, dalla famiglia, dalla parrocchia, dal Movimento dei Focolari, ma è stato coltivato da lei con costanza, utilizzando tutte le circostanze dell’esistenza quotidiana.
Ella è stata sostenuta in questo cammino dalla spiritualità del Movimento con la caratteristica sottolineatura della presenza di Cristo in mezzo ai discepoli riuniti nel suo nome e dell’abbandono fiducioso nelle mani del Padre, sull’esempio di Gesù crocifisso.
La beatificazione di Chiara Badano, che segue di poco quella di Teresa Bracco, rappresenta un dono e una responsabilità per tutta la Diocesi. È, soprattutto, un invito forte a interrogarci sulla nostra pastorale giovanile. Dobbiamo, innanzitutto, chiederci: ci impegniamo ad offrire agli adolescenti, che hanno ricevuto il dono della Cresima, un percorso di vita cristiana? E quando ci cimentiamo in questa difficile, ma entusiasmante avventura, ci rendiamo conto della necessità di indirizzare gli adolescenti e i giovani per vie che conducono ad un rapporto personale e profondo con Gesù Cristo?
Spesso essi ci appaiono poco interessati al Vangelo; in realtà, molti di loro sono disposti a rispondere con generosità a progetti di vita caratterizzati dalla luce di Cristo e sostenuti dalla sua grazia.
L’esempio di Chiara Badano che ci viene presentato dalla Chiesa, ci faccia riflettere seriamente e ci infonda fiducia e coraggio nel nostro impegno educativo.
+ Pier Giorgio Micchiardi
Vescovo di Acqui
Ha scritto… ha detto…
Ha scritto…
Sassello 4 gennaio 1979
Anno nuovo
“E’ incominciato un nuovo anno. Tutti si scambiano gli auguri, perché il nuovo anno porti ad ogni persona tanti doni buoni e belli. Anch’io chiedo al Signore di benedire l’anno appena nato; anch’io attendo i doni preziosi della bontà, della forza, della pace.
So che il tempo è un dono di Dio, so che ogni ora del giorno è una monetina da spendere con giudizio e con bontà”.
(Da un testo di Chiara alla Scuola Elementare).
Ha detto…
Alla scuola materna, dopo aver visto delle diapositive sull’Africa, per i bambini di quel continente Chiara (quattro anni) afferma “Ora dobbiamo pensare a loro”.
Il giorno in cui la mamma ospita una compagna di scuola molto povera, Chiara chiede alla mamma di usare la tovaglia più bella, perché “oggi viene Gesù a tavola con noi”.
“Io sogno il giorno in cui i figli degli schiavi e i figli dei padroni si siederanno insieme al tavolo della fraternità, come Gesù con gli apostoli”.
“Aprici gli occhi, Signore, perché possiamo vedere la fame degli altri. Tu ci dai il tuo amore. Aiuta noi pure a donare ciò che abbiamo ricevuto: pane e amore”.
“Ho capito che posso trovare Gesù nei lontani, negli atei e che devo amarli in modo specialissimo, senza interesse”.
“Voglio amare chi mi sta antipatico”.
“Mamma - disse un giorno riguardo a due giovani caduti nel tunnel della droga - tu non puoi giudicarli: sono questi i poveri di oggi”.
“Ciò che conta è essere belli dentro”.
“A me interessa solo la volontà di Dio, fare bene quella nell’attimo presente: stare al gioco di Dio”.
“Fidati di Dio, poi hai fatto tutto”.
“Amare, amare tutti e alla fine della giornata poter dire: ho sempre amato”.
“Ho riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce. Ora voglio fare di questo magnifico libro il mio unico scopo della vita. Non voglio e non posso rimanere analfabeta”.
“ Come per me è facile imparare l’alfabeto così deve esserlo anche vivere il Vangelo”.
Segue e sorregge con la preghiera e con l’offerta dei suoi dolori l’attività di un amico in Africa, “Và tranquillo, io ti seguirò da qui: io il materiale ce l’ho”.
“Se amiamo…il paradiso possiamo sperimentarlo da qua”.
Gesù abbandonato… “Lo scelgo come mio primo sposo, preparandomi per quando viene: devo preferirlo”!
“Insieme a Lui noi vinceremo il mondo”.
“Mi sento così piccola e la strada da percorrere è così ardua. Ma è lo sposo che viene a trovarmi”.
“I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. Hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene”.
Le citazioni sono state desunte da:
- Maria Grazia Magrini, “Chiara Luce. Una grande avventura: stare al gioco di Dio”, Ed. Elledici
- “Credere all’Amore”, organo a cura della Postulazione.
|