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Nasce un nuovo gruppo consiliare, trema la maggioranza Rapetti

 

Acqui Terme. L’amministrazione comunale è in gran fermento. La notizia è da valutare con attenzione in quanto potrebbe modificare l’equilibrio del governo cittadino, cioè dare una scossa al rapporto del numero di maggioranza a livello della massima assise cittadina: il Consiglio comunale.
Sta prendendo forma, e dopo mesi di gestazione ha ormai le persone e criteri per la nascita ufficiale, il movimento “Rete civica Acqui Doc”.
Ideatori e componenti della nuova formazione, sono i consiglieri comunali Maurizio Gotta, Luca Marenco, Enrico Pesce, e Gianni Zunino; l’assessore al Turismo e Commercio Anna Leprato, il presidente del Consiglio comunale Mirko Pizzorni, l’assessore ai Lavori pubblici ed Ecologia Paolo Tabano.
Il gruppo riveste notevole importanza nell’ambito del Consiglio comunale ed in altre realtà istituzionali, pertanto il nuovo movimento non è da sottovalutare per la “stoffa” di ognuno dei fondatori e per l’importanza che la Rete civica potrà avere al momento delle decisioni consiliari, e non solo.
La nuova formazione, secondo le prime interpretazioni dedotte dai fondatori, si collocherebbe in posizione trasversale, alternativa ed indipendente rispetto ad una posizione ormai non più valida dei giochi politici e dei giochi di potere.
Secondo quanto espresso dal capogruppo della “Rete”, Maurizio Gotta, “ritorniamo ‘civici’ come quelli che eravamo nel 2007 con ‘Acqui nostra’ quando siamo riusciti a formare l’attuale governo cittadino”. Il movimento, al quale potrebbero aggiungersi altri due consiglieri comunali, potrebbe diventare gruppo di maggioranza nell’ambito del Consiglio comunale.
“Non ci poniamo in contrapposizione con altre forze politiche, ma intendiamo operare perchè le decisioni a livello di amministrazione comunale siano prese per il bene della città e non da giochi della politica derivati dalla Provincia o dalla Regione. Acqui deve ridiventare degli acquesi”, sono ancora parole di Gotta che valgono anche per la gestione delle nomine, non più a livello familiare, ma compiute in base alle capacità prima ancora che al grado di parentela.
Si parla, dunque, di un progetto trasparente, nuovo, che si porrebbe come obiettivo fondamentale la valorizzazione delle capacità, professionalità e risorse acquesi, le prospettive di sviluppo in ambito economico, culturale, turistico commerciale, artigianale ed agricolo della città.
La fondazione della Rete civica è iniziata alcuni mesi fa quando un gruppo di amministratori comunali si erano riuniti attorno ad un tavolo con la ferma e decisa intenzione, nata da profonde e meditate riflessioni frutto di una chiara comunanza di intenti e di idee, di attuare qualcosa di nuovo per gli acquesi e da parte degli acquesi, ma anche per fornire occasioni di confronto, dialogo ed innovazione del governo locale.
La “Rete”, naturalmente, intende anche crescere con la partecipazione d’ogni cittadino, associazioni, professionisti, perchè ogni acquese possa raggiungere obiettivi comuni, costruire e non subire la realizzazione di una nuova Acqui Terme.
Si tratterebbe, secondo le prime informazioni ottenute, di un progetto di promozione da e per la comunità della città della Bollente. A questo punto il cittadino che viene a conoscenza della notizia, presume che il nuovo movimento cittadino, senza se e senza ma, diventi un punto di contatto, estraneo alle vecchie logiche di potere, con l’amministrazione comunale per aggregare forze che rischiano di essere disperse.
Se qualcosa si può aggiungere, l’amministrazione comunale, che ha ormai superato la metà del mandato che gli acquesi gli avevano conferito nella tornata elettorale del 2007, si presenterebbe con un Consiglio comunale modificato, almeno per la loro appartenenza a schieramenti politici diversi da quelli in cui si erano candidati nelle elezioni che avevano portato al governo di Palazzo Levi l’attuale giunta. Comunque, gli appartenenti al nuovo movimento continuerebbero nell’appoggio al sindaco Rapetti, ma, a ben leggere la notizia, con dei distinguo.

Mirko Pizzorni si dimette dall’Udc

Acqui Terme. «Con la presente intendo presentare le mie dimissioni irrevocabili dall’incarico di Commissario della sezione UDC di Acqui Terme con decorrenza immediata, intendendo altresì non fare più parte del Gruppo consigliare dell’UDC».
È il testo della lettera di Mirko Pizzorni inviata il 25 agosto alla Segreteria provinciale dell’Unione di centro Giovanni Barosini. Si tratta di un congedo “irrevocabile”, da cui non si torna indietro, dettato dal fatto che Pizzorni è tra i fondatori del nuovo movimento “Rete Civica”.
Mirko Pizzorni presiede l’assemblea consiliare di Palazzo Levi, la sua elezione è avvenuta nella serata di lunedì 25 giugno 2007 in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio comunale.
Pizzorni, oltre all’incarico di presidente del Consiglio comunale, a livello politico ricopriva quello di commissario di Acqui Terme della segreteria dell’Udc, commissariata ai primi di novembre del 2009 dalla segreteria provinciale e regionale, che ne aveva sciolto il direttivo dichiarandolo decaduto.

 

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