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Bon pat
Acqui Terme. La lettura dei dati relativi alla quantità di persone che sabato 28 e domenica 29 hanno scelto Acqui Terme per partecipare alle “Giornate del Bon Pat” dimostra il boom e l’affermazione della manifestazione, ma anche l’evoluzione del “settore turismo” dal punto di vista programmatico.
Programmazione attraverso la quale i soggetti coinvolti nel sistema hanno preso atto del proprio ruolo e, come affermato dall’assessore al Turismo e Commercio, Anna Leprato, del valore della risorsa “turismo” che deve sempre maggiormente essere diffusa e condivisa con attuazioni di strategie di azioni fissate per la promozione della nostra città e del territorio.
Due grandi spettacoli musicali, con Jerry Calà e Genio e Pierrots sono stati inseriti nell’ambito della manifestazione, organizzata con la collaborazione dell’Enoteca Regionale Acqui “Terme e Vino” e con il sostegno della Fondazione C.R.AL e di Amag, Bennet e Istituto Nazionale Tributaristi ed ha visto una città piena di luci e colori con tanta gente che ancora una volta ha scelto Acqui Terme per godere di una serata piacevole e allegra.
Chi ha partecipato alla serata con Jerry Calà ne è rimasto entusiasta per il ricco panorama musicale degli anni ’80, periodo in cui l’artista si proponeva al grande pubblico sia televisivamente con gli amici de “I gatti di vicolo miracoli”, sia al cinema con i film che lo vedevano tradizionalmente tra i protagonisti.
Al termine dello spettacolo ha firmato una notevole quantità di autografi, quindi in un locale pubblico ha effettuato un brindisi con amici e posato per foto ricordo.
Non da meno il concerto di domenica con l’orchestra Genio e Pierrots: due ore di uno spettacolo da mozzare il fiato: la musica più disparata da Shubert a Battisti, dai Queen a Rino Gaetano, la roboante simpatia di Genio, i giochi di luce proiettati sui palazzi a cornice del palco, le immagini ed i filmati proiettati sul mega screen e un piccolo spettacolo pirotecnico in apertura ed in chiusura del concerto.
Mentre in piazza Italia la musica faceva il “tutto esaurito”, la “movida” si è sviluppata nel resto del centro città: quasi tutti i negozi aperti, grandi affari sia per gli acquirenti che per i commercianti, locali e bar pieni e allegria per tutti.
“Sono veramente felice del successo ottenuto dalle giornate del Bon Pat, credo che, manifestazioni come questa, debbano essere sempre più valorizzate nell’ambito di un’adeguata politica di sviluppo del turismo di qualità che va ad arricchire il tessuto cittadino.
Acqui è in un territorio dove manifestazioni come questa si sposano perfettamente con la bellezza dei luoghi in cui si svolgono.
Mi sento di ringraziare - ha concluso l’assessore Leprato - gli sponsor che hanno voluto con il loro sostegno condividere le nostre scelte, i commercianti acquesi che hanno ben compreso lo spirito dell’iniziativa e partecipato numerosi, il signor Mauro Guala che si è reso disponibile a concedere gratuitamente il Palladium Studios quale sede alternativa al chiuso per gli spettacoli in caso di maltempo”.
Riferendoci all’argomento spettacoli, enogastronomia e divertimento, è interessante prendere carte e penna per appuntare quanto propone ancora il settembre acquese: sabato 4 settembre, in piazza Bollente, spettacolo d’operetta; sabato 11 e domenica 12, Festa delle Feste-La Festalonga comprendente Show del vino e Palio del Brentau; 25 e 26 settembre, finalissima de “La Modella per l’Arte”. (C.R.)
Servizi socio assitenziali
Acqui Terme. Ci scrive l’assessore Giulia Gelati:
«Mi permetto di scrivere mossa dalla forte preoccupazione dovuta ai tagli operati nella Sanità a livello regionale, dovuti a carenze di risorse e non a mala volontà, ma che comportano grandi sacrifici e adozione di scelte diverse rispetto allo status quo dei servizi.
Ritengo giusto anche che i cittadini del territorio dell’acquese siano informati con chiarezza estrema delle risorse erogate dai servizi socio-assistenziali, che, ad oggi, hanno offerto davvero un livello di supporto e qualità, a fronte di sofferte e meditate scelte per corrispondere al meglio alle mutate esigenze.
Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono stati spesi più di 1.000.000 di euro. Solo per il disagio generale delle famiglie si sono erogati 60.000 euro, suddivisi in contributi e borse lavoro.
L’assistenza agli anziani ha preso dal bilancio 133.000 euro di mensa a domicilio e lavanderia, per l’integrazione delle rette di anziani la spesa è stata di 85.000 euro.
Il contributo a famiglie per il mantenimento di anziani nel proprio domicilio ammonta a 197.000 euro a cui si aggiungono altri 5.000 per iniziative di socializzazione per la terza età. E poi si arriva ai minori, si va dalle iniziative rivolte ai soggetti che hanno problemi di disagi comportamentali a quelli della disabilità per una spesa complessiva di 115.000 euro. Capitolo distinto per tutti i servizi destinati a disabili con una spesa di 151.000 euro, a cui si aggiungono 25.000 euro per l’autonomia scolastica, che, anche se non di obbligata competenza dei servizi sociali, ho, comunque, scelto di erogarli per consentire l’integrazione scolastica di studenti disabili, essendo ben a conoscenza della problematica in quanto insegnante con abilitazione al sostegno.
Alla luce del dilagante disagio giovanile, legato alla scarsità di posti di lavoro, abbiamo dato vita ad un progetto finalizzato a dare la possibilità ai giovani di acquisire competenze professionali e vivere un’esperienza lavorativa, con un impegno di 20.000 euro.
Nella stessa ottica vanno i cantieri di lavoro. Un cantiere si sta concludendo in questi giorni, con la partecipazione di lavoratori provenienti da lunga disoccupazione, mentre ne stiamo approntando uno nuovo, rivolto sia ai disoccupati di lunga iscrizione sia a giovani, per altri 20.000 euro.
Anche nel 2010, come negli anni passati, è stato organizzato un centro estivo per minori che ha visto la partecipazione di un centinaio di giovani con una spesa di 70.000 euro. A tutto questo si aggiungono le risorse provenienti da progetti regionali e nazionali ai quali il Comune da attuazione.
Discorso a parte, ma di gravità terribile, è quello dei minori allontanati dalla famiglia, su sentenza del tribunale dei Minori, che il Comune ha l’obbligo di mantenere nelle strutture competenti. Il costo è di 100 euro al giorno, a minore, e le situazioni drammatiche che nel 2010 hanno comportato l’allontanamento di 5 minori dal proprio nucleo familiare, hanno rappresentato a oggi un costo di 180 mila euro.
Se non saranno presi provvedimenti di adozione e affido, per la fine dell’anno dovremo trovare altri 35.000 euro.
Come ben si capisce questi costi incidono pesantemente sul bilancio e comportano il dover tagliare servizi o progetti per essere onorati.
Questo è davvero un grave problema che meriterebbe di essere valutato in incontri con i rappresentanti regionali e con i magistrati del Tribunale.
Sono rimasta colpita dalla lettura dell’articolo apparso nei giorni scorsi dal quale si evincono le attività del Centro d’ascolto, ecco perché mi sono sentita in dovere di rendere pubblico quanto viene erogato dal Comune di Acqui Terme.
La nuova distribuzione delle risorse è frutto di una scelta che ha privilegiato il contributo diretto ai cittadini bisognosi, in quanto, in un momento di crisi economica, abbiamo ritenuto doveroso essere vicini agli utenti in termini concreti.
Purtroppo, molte volte lo Stato non riesce a corrispondere ai bisogni adeguandosi alle evoluzioni delle necessità, in un mondo dove sempre più spesso gli anziani hanno la famiglia lontana o, comunque, non in grado di supportarli, mentre, queste persone possono essere addirittura una risorsa. Per fortuna nel nostro territorio molti godono di buona salute e sono addirittura un aiuto per i loro figli, però, sempre più ci sono situazioni in cui l’anziano malato si trova in grandi difficoltà, in solitudine, in quella che il Cardinal Martini aveva definito “l’eutanasia dell’abbandono”.
I servizi sociali devono supplire in questi casi al lavoro della sanità, che nonostante il prodigarsi di singoli operatori, medici, infermieri, per motivi di intoppi burocratici, è un sistema malato che non sempre è in grado di fornire servizi efficienti.
Un esempio che vale per esprimere il concetto generale è quello del caso di anziano che viene dimesso dall’ospedale, (e la degenza è sempre più breve) e deve sottoporsi a continue e costanti visite o cure presso altre strutture, ma non può andarci da solo perché non più in grado di guidare e senza famigliari che possano accompagnarlo.
Lo sforzo del Comune consiste proprio nell’intervenire verso le necessità più immediate e impellenti, supportando al meglio possibile, la domiciliarità, fornendo aiuti economici e servizi a quanti scelgono di vivere nella propria casa.
Infine, ritengo importante ricordare che i servizi sociali sono erogati nel rispetto di una normativa che prevede requisiti categorici che si devono possedere per avere diritto alle prestazioni assistenziali.
Non si deve dimenticare che i contributi erogati sono il frutto delle tasse pagate dai cittadini e la normativa ha proprio il compito di tutelare la corretta ed equa distribuzione delle risorse.
Il centro d’ascolto di Acqui, citato in un recente articolo su un quotidiano nazionale, offre un servizio del quale gli va reso merito, si rivolge, infatti, a tutti coloro che ne fanno richiesta (extracomunitari regolari o irregolari, cittadini in possesso di requisiti e non) basandosi sul principio della carità cristiana.
Ben venga, dunque, e grazie al volontariato che rappresenta una grande risorsa di supporto alle necessità delle persone.
Proprio per questo motivo, da anni, collaboriamo con il volontariato avendone riconosciuta l’importanza e mi permetto di rivolgere un appello a tutti quei cittadini, muniti di buona volontà, che vogliano dare una mano a quanti già si adoperano presso il Centro d’ascolto».
Il Comune accusa l’Atc
Acqui Terme. sempre più tesi i rapporti tra Comune acquese e ATC. Al proposito ci scrive l’assessore Giulia Gelati:
«Da tempo, la gestione delle case popolari, di competenza dell’ATC di Alessandria, rappresenta un annoso problema per gli utenti e, di conseguenza, per il Comune che, pur incolpevole, è sempre visto come incapace di dare risposte adeguate ai disagi dei cittadini.
Come assessore per le problematiche delle case popolari, numerose volte ho scritto, interpellato, sollecitato i funzionari dell’ATC, a risolvere i mille disagi degli inquilini, ma i miei interventi sono sempre rimasti lettera morta.
Prendo spunto da quanto verificatosi recentemente in merito all’attribuzione dei costi del riscaldamento di un immobile secondo il sistema dei millesimi e non in base al consumo, per informare dettagliatamente i cittadini dei rapporti tra ATC e Comune e per comunicare l’intenzione di modificare radicalmente, per quanto possibile, alcune situazioni.
A questo proposito, tale attribuzione dei costi è stata causata, in un primo momento, dalla mancanza dei contacalorie, ma la competenza a comunicare agli inquilini il metodo di suddivisione dei costi spetta in toto all’ente gestore e cioè all’ATC.
Esistono, infatti, due convenzioni, una per i Bandi delle case popolari e una per la Gestione delle stesse.
In base alla prima l’ente ATC è competente all’emissione dei bandi, alla compilazione della graduatoria,all’individuazione degli assegnatari, ai cambi alloggio, mentre il Comune offre gratuitamente il servizio di raccolta delle domande, per evitare il disagio del viaggio ad Alessandria, presso lo sportello del socio assistenziale.
Ai sensi dell’altra convenzione, l’ATC gestisce gli immobili di proprietà del Comune, fatta eccezione per l’edificio di via M Ferraris 58 e cioè: quelli di via Santa Caterina, Via Nizza, e il centro storico.
L’ATC presenta un conto al Comune per il servizio che si aggira sui 20.000 euro annui e questo secondo una Convenzione del 1982.
Il meccanismo dovrebbe essere il totale degli affitti, sottratto il totale delle spese,e il restante dovrebbe essere investito nella manutenzione delle case stesse.
Perché allora, non sono quasi mai evase le domande e le richieste presentate puntualmente dagli inquilini?
L’ATC manda un geometra come suo rappresentante, una volta ogni 15 giorni presso l’ufficio casa, locato presso i Servizi socio-assistenziali, proprio per raccogliere le istanze che tornano ad Alessandria nella borsa del geometra e finiscono in qualche cassetto dell’ATC.
Via San Defendente 58 aspetta da anni che sia risolto il problema del tetto, che vede gli inquilini costretti a convivere con ingenti infiltrazioni di acqua (piove nel sottotetto), in condizioni vergognose e pericolose. In campagna elettorale fioccano promesse, si invia a fare sopraluoghi qualche furgone con cestello, che, fatto un giro sul tetto, torna da dove è venuto senza aver fatto nulla.
In via Amendola sono stati assegnati alloggi in condizioni di tale degrado, che il Comune ha dovuto fare i lavori a proprie spese e poi chiedere il rimborso all’ATC.
In via dei Marinai, ci sono infiltrazioni di acqua, crepe dovute all’umidità, cadono pezzi di cornicione con serio pericolo per i residenti, ma un cartello, opportunamente esposto all’interno del portone, avverte chi sta per uscire di guardare in alto, perché possono cadere pezzi di materiale dal tetto (uomo avvisato…)
Ci si aspettava un maggiore intervento, tanto più da un esponente dirigenziale che è addirittura Acquese, ma nulla da fare. I problemi e disagi sono sempre gli stessi e sempre lì, visibili a tutti e mai risolti.
Orbene, è giusto comunicare che spesso, ingiustamente, ma comprensibilmente, i cittadini sono fuorviati e portati a fare di “tutta un’erba un fascio” e, di conseguenza, a confondere le responsabilità dell’ATC come fossero del Comune.
In realtà lo sportello del Comune ha il solo scopo di permettere ai cittadini di avere un tramite attraverso il quale comunicare con l’ente provinciale risparmiando loro il disagio del viaggio ad Alessandria. Nulla possiamo per intervenire al posto dell’ATC. Questo logorio lento e costante ha fatto, però, giungere a configurare l’ipotesi, da verificare per i tempi di realizzazione previsti dalla normativa, (si presume 6 mesi di anticipo), di togliere dalla gestione dell’ente ATC gli immobili di proprietà del Comune. Codesta scelta, non potrà rappresentare la panacea di tutti i mali, ma, almeno, potremo intervenire direttamente sugli edifici di nostra proprietà. Non dovremo più fungere solo da semplici sollecitatori dell’azione dell’ATC, bensì, saremo in grado di agire direttamente per quanto riguarda le problematiche degli immobili di nostra proprietà».
Il premio di poesia
Acqui Terme. Il Premio di Poesia “Città di Acqui Terme” (giunto alla seconda edizione), vivrà, sabato 4 settembre, la sua giornata più importante, i suoi momenti di gala.
Il programma
Alle ore 16 e trenta appuntamento in Biblioteca Civica (via Maggiorino Ferraris), con la lectio magistralis di Guido Oldani, con il conferimento del premio alla carriera. A lui andranno una moneta tirolino, offerta dal Comune di Acqui, la targa di Archicultura ed il trittico Alberi sulle lettere, acquaforte e acquatinta, di Francesco Casorati. Alle 21.30 la cerimonia di premiazione presso la Sala Belle Epoque del Gran Hotel Nuove Terme (cinque le sezioni in concorso, di cui tre riservate ad autori compresi tra i 6 e i 19 anni, poi la categoria seniores e una sezione speciale, quest’anno dedicata al vino; quasi sei mila euro il montepremi complessivo).
Un territorio - il nostro - per la poesia e la letteratura, per l’arte, la musica e la cultura.
Possibile? Certo la vocazione cresce (ma registra anche inopinati impasse: dopo i fuochi d’artificio 2009, niente fine settimane Benessere- Bellessere, in città, ad Acqui, e più di una “ruggine” tra Palazzo Levi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, che sta reclamando - ci ha detto Rolando Picchioni, a Santo Stefano Belbo - il versamento di contributi, in precedenza concordati con l’ amministrazione locale; ma si sente anche l’assenza di una pinacoteca comunale; il museo archeologico esige nuove sale; ci manca maledettamente un “Teatro Garibaldi”, che oggi, con il senno di poi, tutti avrebbero salvato).
Ma il Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, la nuova realtà che è nata tra Langhe e Monferrato e Roero, trova una ragione d’essere non solo nelle manifestazioni istituzionali del cartellone (il Premio Pavese, ad esempio, organizzato da CEPAM con l’aiuto di tanti partner), ma anche con altre iniziative, forse - per ora - meno ambiziose, ma che della proposta di prestigio della Regione Piemonte un domani potranno fare parte.
Mostre e concorsi musicali, balletti, concerti e Premi, come l’ “Acqui Storia” o la Biennale dell’Incisione, gli appuntamenti di Agriteatro (e Fausto Paravidino, che furoreggia a Parigi, ma poi tornerà con noi…) sono indiscutibilmente ottimi contributi. E anche il Premio di Poesia “Città di Acqui Terme”.
Chi è Guido Oldani
Nato a Melegnano nel 1947, voce poetica di valore internazionali, ha contribuito alla riscoperta, già nel 1985, di Clemente Rebora.
Nel 1987 è stato invitato da Antonio Porta e Giovanni Raboni al festival internazionale Milano Poesia e, nell’edizione 1988, ha presentato la delegazione dei poeti russi, ricevendone l’invito per Mosca.
Curatore delle quattro edizioni dell’ Annuario di Poesia (Crocetti Editore), ha collaborato alle pagine culturali de “La Stampa” e de “Avvenire”. Autore per la Rai di trasmissioni culturali, è stato in passato ospite della Fondazione “Svardo” di Stoccolma e della Columbia University di New York.
Nel 2009 e nel 2010ha preso parte ai Festival Mondiali della Poesia di Medellin in (Colombia) e Granada (Nicaragua). È stato membro del consiglio direttivo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano (dove ha curato nel 2008 la mostra dei giovani pittori cinesi). Si è occupato di identità della cultura lombarda attraverso la mostra I tre di Brera che riguarda il Novecento visuale.
È ideatore e direttore artistico di Traghetti di Poesia 2009-2010, primo festival internazionale di poesia della Sardegna.
Dirige la collana Argani (Mursia) e fa parte del comitato scientifico del mensile di “Avvenire” Luoghi dell’Infinito.
Presente in diverse antologie, edite da Garzanti Mondadori ed Einaudi, la critica a lui ha dedicato le pagine efficaci de Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana (1948-2008) del Pegorari (Moretti & Vitali 2009), vari numeri della rivista “Kamen’”, e poi i rilievi di G. Isella (Block notes. Indispensabile poesia, Torpedo 2006) e di Amedeo Anelli (Alla rovescia del mondo. Introduzione alla poesia di Guido Oldani, Lietocolle 2008).
Da ultimo le sue raccolte: Stilnostro con la prefazione di Giovanni Raboni, Cens 1985; Sapone, contenuto nella rivista “Kamen’” nº 17-2001; La betoniera, Lietocolle 2005, divenuta in spagnolo La hormigonera. La sua ultima raccolta poetica si intitola Il Cielo di Lardo, Mursia 2008.
Alcune sue opere sono tradotte in spagnolo rumeno, ungherese, svedese, tedesco, inglese, greco, arabo, uzbeco.
Guido Oldani è l’ideatore del realismo terminale, teoria - ne tratterà nella lectio magistralis di sabato 4 - secondo cui la poca natura rimasta nella realtà imita fedelmente gli oggetti divenuti oramai predominanti.
In questo panorama, la distanza tra l’uomo e le cose risulta annullata, cioè insuperabilmente terminale, inducendo all’inversione delle similitudini. (A cura di G.Sa)
Patrocinio al concorso
Acqui Terme. Il Comune ha concesso il patrocinio alla seconda edizione del Concorso nazionale di poesia “Città di Acqui Terme” organizzato dall’Associazione Archicultura, che si concluderà nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 settembre. Comprende la predisposizione di manifesti e locandine, servizio navetta per eventuale visita turistica al sito Archi Romani, servizio guida turistica per il giorno 4 settembre 2010, eventuale utilizzo Sala Palazzo Robellini o Spazio Espositivo Movicentro. |