Roccaverano. Riprendendo un’antica tradizione contadina che nel tempo si era smarrita, l’Amministrazione comunale e la Pro Loco di Roccaverano, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, della Regione Piemonte, dell’Amministrazione provinciale di Asti, dell’Associazione Provinciale Allevatori di Asti, della Cassa di Risparmio di Asti e della Comunità Montana “Langa Astigiana-Val Bormida” organizzano domenica 5 settembre la 7ª Mostra Caprina di Roccaverano per animali esenti da Caev attraverso la quale far conoscere ad un più vasto pubblico la particolarità delle caratteristiche della razza autoctona di Roccaverano e Camosciata dalle quali si ottiene il latte usato per realizzare la famosa Robiola di Roccaverano d.o.p. Il programma della manifestazione si articolerà lungo tutta la giornata di domenica 5 settembre.
La mattina inizierà con l’arrivo dei capi e l’allestimento della mostra caprina presso il campo sportivo e la seguente Valutazione dei migliori capi presenti. All’ora di pranzo sarà possibile gustare i piatti tipici langaroli preparati dai sapienti cuochi della pro loco. A partire dalle ore 15, avrà luogo l’intervento del dott. Mauro Cerruti - presidente Sezione Ovicaprina A.P.A. Torino, che relazionerà su “Allevamento caprino e trasformazione del latte in Africa subsahariana (Sahel) e, a seguire, la premiazione dei capi nelle varie categorie.
La manifestazione sarà rallegrata dal Trio Giannetti Folk più uno.
Nell’arco della giornata si svolgeranno le riprese della trasmissione di Telecupole: “Obiettivo Agricoltura”.
Per tutta la giornata Mercatino dei prodotti caratteristici dove sarà possibile degustare ed acquistare oltre la squisita Robiola di Roccaverano d.o.p. direttamente dai produttori anche altre prelibatezze tipiche langarole.
I partecipanti e i turisti hanno così la possibilità di prendere parte ai dibattiti e ai convegni, degustare le specialità langarole, visitare le tante bellezze paesaggistiche ed artistiche di Roccaverano (quali la chiesa parrocchiale Bramantesca, la Chiesa Romanica di San Giovanni, il Castello e la Torre Medioevale), fare acquisti al mercatino di prodotti tipici.
Meta del turismo estivo in Langa Astigiana
dalla Torre di Vengore un panorama stupendo
Roccaverano. Tra i molti turisti che hanno preso d’assalto la Langa Astigiana, ed in particolar modo, la sua capitale, Roccaverano, metà fissa è stata la visita alla restaurata torre di Vengore ed alla sua area paesaggistica.
Spiega il presidente della Comunità Montana “Langa Astigiana-Val Bormida”, Sergio Primosig: A fine giugno, esattamente, nel pomeriggio di domenica 27 giugno, è stata inaugurata la Torre di Vengore. La Torre rappresenta storicamente un simbolo identificativo della popolazione della Langa Astigiana e della Val Bormida. Situata in posizione predominante nel territorio del Comune di Roccaverano rimane logisticamente indipendente e in eguale misura punto focale di collegamento con le altre torri dei paesi limitrofi.
Collocata nella frazione omonima, la torre di Vengore presenta i caratteri tipici delle torri di avvistamento a protezione del feudo acquese, pianta quadrata, utilizzo di pietra locale di Langa, feritoie e mensole sommitali a sostegno di un camminamento.
La Comunità Montana da anni perseguiva l’obbiettivo di restaurare la torre e di ripristinare l’accesso ai visitatori. L’area di accesso si presentava in totale stato di abbandono non permettendo la fruizione al visitatore, la torre anche se in discrete condizioni di conservazione non consentiva la visita all’interno. Dopo aver acquisito la disponibilità della Torre mediante sottoscrizione di atto di concessione con l’Agenzia del Demanio si è iniziata l’opera di recupero.
Negli scorsi anni con un forte investimento, sia da parte della Regione Piemonte e sia da parte della stessa Comunità Montana, si è riusciti a recuperare il monumento e tutta l’area adiacente.
L’intervento principale del costo complessivo di circa 404.000 euro finanziato in parte dalla Regione Piemonte per 290.000 euro in parte dalla fondazione CRT per 40.000 euro e per la restante quota con fondi del bilancio della Comunità Montana ha interessato il recupero del monumento sia esternamente e sia internamento con la realizzazione di una scala in legno per permettere al visitatore di raggiungerne la sommità e la sistemazione del fossato e del relativo muro di sostegno.
L’intervento è stato progettato dall’arch. Paolo Curletto di Asti e i lavori sono stati realizzati dall’Impresa Ottino di Torino.
Con un secondo intervento, terminato nei scorsi giorni si è invece sistemata l’area di accesso alla torre, provvedendo alla realizzazione di un camminamento, di bagni per il visitatore, di un area parcheggio e di un area ristoro.
Il costo complessivo dell’intervento è stato di 123.000 euro finanziato per il 60% dalla Regione Piemonte e per la restante quota con fondi del bilancio della Comunità Montana.
I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Balocco di San Giorgio Scarampi mentre la progettazione è stata eseguita dal dott. Doglio Cotto Ernesto e dall’arch. Icardi Giacomo».