Ovada. In cinque Comuni della zona (Castelletto, Mornese, Montaldeo, San Cristoforo e Parodi Ligure) c’è una certa preoccupazione per la percentuale di quantità di nichel nell’acqua potabile.
Sono i Comuni riforniti dall’acquedotto consortile delle Rocchette, anche se la concentrazione del metallo nell’acqua non è superiore alla soglia di tolleranza dei 20 milligrammi per litro d’acqua. Tuttavia il nichel è al limite della tolleranza, essendosi alzato il suo valore, per es. a Castelletto, sino a 16 mg/l, dopo un considerevole “picco” in primavera (aprile) sino a 26.
È stato eseguito subito un monitoraggio dell’acqua, da cui risulta che la presenza del nichel nell’acqua da bere, come precisano sindaci ed assessori comunali interessati al problema, può essere collegata al “dilavamento” del metallo che si trova naturalmente nel suolo roccioso delle Rocchette. In ogni caso, la situazione è tenuta costantemente sotto controllo, anche perché è ancora troppo recente il caso dell’acqua al nichel di Silvano. Nel paese della grappa e dei burattini il problema è stato risolto qualche anno fa con un sistema all’avanguardia di filtraggio “a carbonio attivi”. Ora i cinque sindaci della zona coinvolta dallo stesso problema auspicano l’attivazione di un sistema ultra sofisticato, capace di dimezzare gli attuali valori di nichel nell’acqua, con controlli incrociati tra Consorzio delle Rocchette ed Asl provinciale. Ed infatti è lo stesso sindaco Fornaro a ribadire che è allo studio un sistema di doppio filtraggio dell’acqua, anche per prevenire l’intrusione di qualsiasi altro elemento nel liquido che serve poi le case degli abitanti nella popolosa zona.
L’allarme è stato dato giorni fa dal capogruppo dell’opposizione consiliare castellettese Ferdinando Sciutto, che si è riferito anche al livello primaverile di nichel.
Ma anche allora non era stata emessa alcuna ordinanza perché il valore del nichel si era poi normalizzato.