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Il nostro peso sulla terra
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Il prof. Gianfranco Bologna ha esordito affermando che negli ultimi anni si è fatto frequente nella letteratura scientifica l'utilizzo del termine Sustainability Science, scienza della sostenibilità, disciplina scientifica peraltro non ancora matura e senza chiare componenti concettuali e teoriche. Tale scienza viene intesa come ma convergenza transdisciplinare di riflessioni e ricerche derivanti da discipline diverse. Esse cercano di analizzare le interazioni dinamiche esistenti tra i sistemi naturali e quelli sociali, di comprendere i limiti nell'utilizzo delle risorse e nella produzione di rifiuti del nostro sistema economico, rispetto alle capacità rigenerative e assimilative dei sistemi naturali ed individuare i modi migliori per gestirle. La scienza della sostenibilità si sta formando in un momento in cui nell'intera cultura i confini disciplinari si fanno sempre più labili, tanti nuovi approcci e saperi s'incrociano e s'interfecondano, rendendo gli studiosi più consapevoli delle oggettive difficoltà di conoscenza effettiva della realtà, delle difficoltà di interpretarla, di governarla, di gestirla. Nei sistemi naturali, sociali ed economici appaiono evidenti i regimi di instabilità e le crescenti disomogeneità spaziali e temporali: continuità e discontinuità s'intrecciano continuamente, mentre piccole fluttuazioni nelle condizioni iniziali possono produrre effetti grandi ed amplificabili. L'elemento costante che caratterizza il comportamento di questi sistemi è il cambiamento: si tratta di sistemi adattativi complessi lontani dall'equilibrio che possono alternare periodi di stabilità relativa e cambiamenti drammatici. I nuovi problemi di dimensione globale che emergono dalla relazione tra sistemi naturali e sociali, possono produrre conseguenze di lungo periodo e con grandi difficoltà di reversibilità. In questo quadro spesso al ricerca scientifica può produrre solo modelli matematici e simulazioni che sono essenzialmente inverificabili. La situazione attuale posta dallo stretto intreccio dei problemi ambientali e sociali fa sì che i fatti risultino incerti, i valori in conflitto, la posta in gioco alta e le decisioni urgenti. Pur tuttavia in una situazione di oggettiva incertezza, è possibile fissare principi, metodologie e strumenti per cercare di gestire al meglio i sistemi naturali e le loro interrelazioni con quelli sociali ed economici. Avanzamenti scientifici nelle scienze sociali relative all'apprendimento, all'adattamento e sulle dinamiche dei sistemi adattivi complessi, nell'ambito delle scienze del caos e delle scienze della complessità costituiscono filoni di ricerca transdisciplinare, mentre le basi matematiche e fisiche dei sistemi adattativi complessi sono elementi importanti nei legami con la biologia e l'ecologia. I fenomeni dell'auto organizzazione, delle proprietà emergenti, dello stato critico dell'autorganizzazione sono basi significative per la scienza della sostenibilità. Le discipline che costituiscono una base necessaria per questo approccio sono quelle relative alle scienze ecologiche: la biologia della conservazione, l'ecologia del paesaggio, l'ecologia del ripristino e l'ecologia industriale. Il prof. Gianfranco Bologna ha accennato a numerose ed avanzate ricerche di scienziati che operano nel grande ed autorevolissimo sforzo collettivo dell'International Geosphere Biosphere Programme (IGBP) voluto dall'International Council Science (ICSU) dalla metà degli anni '80, per studiare il ruolo umano nelle grandi perturbazioni ambientali. Ha inoltre illustrato le dinamiche dei cambiamenti dei sistemi naturali e il ruolo dell'intervento umano su di essi, evidenziando come le attività umane provochino effetti multipli che interagiscono a cascata lungo il sistema Terra in modi complessi e catastrofici. Le ricerche realizzate nell'ambito dell'IGBP ricordano, tra l'altro che, in poche generazioni l'umanità ha consumato delle riserve di combustibili fossili avvicinandosi alla soglia dell'esaurimento, il 50% della superficie terrestre è stata modificata dall'intervento umano, più di metà della quantità globale di acqua dolce accessibile è utilizzata direttamente o indirettamente dalla nostra specie e le riserve si stanno rapidamente esaurendo. Il relatore ha più volte sostenuto con accenti appassionati l'importanza dell'economia ecologica nell'ambito della Sustainability Science, attenta ad una distribuzione equa e di un'allocazione efficiente corrispondente alla domanda effettiva, dedita al mantenimento della dinamica evolutiva degli ecosistemti, del mantenimento della biodiversità e dei servizi ecologici. Con l'autorevolezza dello studioso e l'umiltà del ricercatore ha richiamato più volte l'urgenza inderogabile di mantenere la straordinaria ricchezza della vita sulla terra, obiettivo principale dell'economia economica e della sostenibilità del nostro sviluppo, che passa attraverso molti fattori, tra cui la stabilità del clima, il supporto di acqua dolce disponibile, la generazione del suolo, la disponibilità di risorse alimentari, il mantenimento della vasta libreria genetica, ecc. All'economia ecologica si affianca la biologia della conservazione che applica i principi dell'ecologia, della biogeografia, della genetica delle popolazioni dell'economia della sociologia, dell'antropologia e della filosofia, coinvolgendo le più moderne ricerche nel campo della dinamicità e dell'evoluzione dei sistemi naturali. Il relatore ha indotto i presenti a riflettere sui principi guida della biologia della conservazione, rilevando come gli esseri umani sono e continueranno ad essere una parte importante dei sistemi ecologici sia naturali che degradati. Oggi è necessario uno sviluppo sostenibile che soddisfi i bisogni della generazione attuale senza compromettere quelli delle future generazioni, perciò il nostro peso complessivo sui sistemi naturali deve essere riportato ad un livello in cui non superi la capacità di carico della natura. "Al di là del fatto che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, abbiamo non poche difficoltà nell'individuare quale sia la capacità di carico dei sistemi naturali rispetto al nostro impatto, è evidente a chiunque, leggendo i principi operativi della sostenibilità, che non sono applicati in nessun luogo al mondo. Ciò deve far seriamente valutare quanto la ricerca, l'analisi e la comprensione dei fenomeni non siano riusciti realmente a tradursi in azioni politiche, in applicazioni operative che mettano in seria discussione moltissimi degli attuali punti di riferimento culturale, prendendo con coraggio decisioni secondo prospettive a lungo termine. La politica, legata com'è al contingente e all'immediato, sarà in grado di rispondere a questa sfida epocale che mette in serio pericolo tutto ciò che, sin qui, abbiamo costruito?". (Nicoletta Morino)Introdotto dal prof. Borgatta (che ha trasmesso, tra l'altro, un saluto della comunità ebraica di Genova), e dal benvenuto dei dirigenti scolastici Proff.ri Carla Ghilarducci (Ist. "Parodi") e Renzo Benazzo (Ist. "Torre"), le lectiones hanno preso in esame dapprima alcuni aspetti della legislazione italiana sulla razza e l'andamento demografico della comunità ebraica tra Otto e Novecento. Non sono mancate alcune letture testuali dedicate al tema monografico della shoah delle donne e dei bambini (da Liana Millu, Helen Lewis, Rosetta Loy, Elisa Springer). Dopo questa prima parte, svolta dagli alunni della classe III A dello Scientifico, il testimone è passato al Classico (I sez. A) che ha voluto ricostruire in CD Rom le biografie (sintetiche) dei perseguitati acquesi, collocando le residenze degli Ancona, dei Bachi, dei Dina, dei Ghiron, seguendone le tracce sino all'ultimo viaggio, nei vagoni piombati, verso i campi. |
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