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Le recensioni ai volumi del 38º Premio Acqui Storia

Guerra totale

di Gabriella Gribaudi - Editore Bollate Boringhieri

 
Nell'età contemporanea il carattere "totale" dei conflitti bellici è andato progressivamente accentuandosi, le popolazioni civili sono diventate spesso un bersaglio privilegiato per il conseguimento della vittoria finale. Dalla seconda guerra mondiale, alla guerra del Vietnam, ai più recenti conflitti nei Balcani e in Medio Oriente, il bombardamento intensivo sui centri abitati e sui civili ha rappresentato una costante dell'evento bellico, nonostante il tentativo di minimizzarne l'impatto enfatizzando la capacità di centrare chirurgicamente solamente obbiettivi strategici.
Proprio l'Italia ha avuto la sventura di essere stata uno dei primi paesi nei quali tra il '43 e il '45 è stata esercitata questa tipologia di guerra che, secondo le stime ufficiali, ha prodotto circa 64.000 vittime. La storiografia tradizionale ha privilegiato un approccio a tale tragedia secondo il quale le vittime provocate dai bombardamenti alleati avrebbero convinto gli italiani a cambiare fronte e che quindi andassero considerate come un tributo ineluttabile ed inevitabile della guerra di liberazione dal nazifascismo. Tali considerazioni inducevano quindi ad edulcorare o a trascurare completamente il carattere spesso terroristico delle incursioni aeree anglo-americane.
Questa rappresentazione del fenomeno viene criticamente rivisitata dal ricco volume della Gribaudi nel quale viene raccolta una ricchissima mole di testimonianze provenienti dall'area di Napoli e del fronte meridionale capace di restituire le autentiche reazioni popolari di fronte al fenomeno dei bombardamenti aerei dalle quali emerge un sentimento di ambivalenza perfettamente comprensibile. Gli americani liberatori ma anche "barbari" e "pirati" quando sganciano bombe senza alcun controllo sugli obbiettivi.
Nel Mezzogiorno d'Italia dove la guerra fu combattuta dall'estate del '43 fino al maggio '44 la rappresentazione della guerra antifascista appare infatti piuttosto lontana dalla celebrazione retorica delle quattro giornate di Napoli rese celebri da una celeberrima interpretazione di Alberto Sordi nel film Tutti a casa.
Nelle memorie raccolte dalla Gribaudi prevale invece lo stupore per l'accanimento degli anglo-americani contro i civili, il ricordo dei bombardamenti palesa il comune sentire per il quale "chi non ha fatto niente non può essere punito".
I numerosi racconti raccolti nel volume svelano la contraddizione prodotta dai bombardamenti. Riconoscendo le ragioni storiche alla base delle loro particolari esperienze , gli intervistati definiscono "liberatori" gli Alleati, ricordando il loro entusiasmo per il loro apparire, ma contemporaneamente non possono non rievocare le proprie drammatiche storie personali di bersagli involontari rilevando la discrepanza di significato tra i due momenti, opposti ma connessi. Il libro della Gribaudi in questo senso si inserisce nel tema storiografico attuale della "memoria divisa" che vari altri studi hanno ricostruito con riferimento alle varie zone d'Italia coinvolte nella tragica dinamica verificatasi tra il '43 e il '45: caduta del fascismo - occupazione tedesca - resistenza - attacco degli Alleati. La novità dello studio in oggetto sta nell'aver incentrato l'analisi sulla realtà ancora piuttosto trascurata del Meridione.

Giorgio Botto

 

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