L'ANCORA [VAI ALL'INDICE - ACQUI STORIA 2005] [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

Le recensioni ai volumi del 38º Premio Acqui Storia

Biografia del '68"

di Giuseppe Carlo Marino - Ed. Bompiani

 
"Fantasia al potere" è uno degli slogan più noti del '68: accattivante ed effimero, come le sfere di cristallo dipinte da Bosch nel "Trittico delle delizie". Parte dei giovani voleva migliorare il mondo abolendo miseria e disoccupazione, e innalzare il livello culturale ottenendo dallo Stato un'istruzione superiore semi-gratuita; le borse di studio erano poche, molti studenti erano costretti a lavorare, e spesso interrompevano l'Università. Un'analisi dettagliata delle rivendicazioni giovanili e dei gruppi organizzati dell'epoca si può leggere in "Biografia del '68" (sottotitolo "Utopie, conquiste, sbandamenti"; autore Giuseppe Carlo Marino; tascabili Bompiani). Il libro è tra i finalisti dell'"Acqui Storia" per la sezione divulgativa.
Cose avvenne nel '68?
Furono assassinati Martin Luther King e Bob Kennedy; nel "maggio francese" ci furono scontri armati fra gli studenti e la polizia, con barricate a Parigi, specie nel Quartiere Latino. La Sorbona divenne un luogo-simbolo della protesta giovanile. Sartre intimò di uscire dal limbo dell'inconcludenza per compiere una scelta di vita.
Nella "Divina Commedia" il Limbo è il primo cerchio dell'Inferno, che non merita tormenti perché racchiude le anime dei giusti che morirono prima del Cristianesimo, e dei bimbi senza battesimo; tuttavia chi abita il Limbo non potrà accedere alla luce divina. Se ne deduce che l'inconcludenza, il non poter decidere, è una pena infernale.
Gli studenti nel '68 chiedevano un maggior poter decisionale, con autogestione tramite seminari di autoapprendimento, e abolizione della figura tradizionale del docente, soprattutto per quanto riguarda l'insindacabilità del suo operato, allo scopo di "spezzare l'isolamento della cultura accademica dai problemi politici che travagliano il resto dell'umanità".
Il '68 operò una grande mobilitazione di massa, con composizione sociale trasversale a tutti i ceti. Molti i cambiamenti: nelle Università aumentarono le studentesse; il movimento femminista voleva assicurare alle donne una qualifica professionale adeguata, e una riforma democratica della scuola. Diversi mutamenti ideologici del '68 perdurano ancora oggi: il desiderio generalizzato di evasione e di libertà; cambiamenti estetici che indirizzavano gli uomini a una maggiore femminilità, da cui l'abbigliamento unisex e la preferenza per la magrezza, collegabile alle idee di spiritualità e non consumismo. Si vendevano molti libri, motorini, dischi; una musica alternativa per ritmi e parole divenne una forza identitaria di massa: ancor oggi ascoltiamo De André, la Vanoni, Dalla. Più collegati all'epoca: Guccini, Battisti, "I Nomadi". Derivati del '68 sempre attuali sono: il pacifismo, l'obiezione di coscienza, la cultura del viaggio, che ci fa vivere usi differenti dai nostri e attenua l'intolleranza per il "diverso".
È attuale l'interesse per le filosofie orientali, soprattutto per lo Zen, più individualista del Confucianesimo, religione di Stato. I monaci Zen sono ironici anche verso se stessi, consci di quanto sia ridicolo l'atteggiamento di chi è pomposamente pieno di sè, poiché tutto è transitorio e soggetto a cambiamenti imperscrutabili; questa terra è un "mondo fluttuante". Chi pratica lo Zen cerca l'illuminazione interiore anche con metodi non convenzionali, quelli più adatti alla sua personalità profonda. Scrisse il poeta Basho: "Ancora vorrei vedere/tra i fiori dell'alba, vagare/il volto divino".

Egle Migliardi

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA [VAI ALL'INDICE - ACQUI STORIA 2005] [VAI ALLA PRIMA PAGINA]