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Gabriele Hammermann e Federico Rampini
vincono il 38º Premio Acqui Storia

 
Acqui Terme. Gabriele Hammermann, scrittrice, con il libro "Gli internati militari in Germania, 1943-1945", edito da Il Mulino, per la sezione scientifica, e Federico Rampini, "european editor" di Repubblica, con il volume "Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo", edito da Mondadori, per la sezione divulgativa, sono i vincitori del Premio Acqui Storia edizione 2005.
Il riconoscimento speciale "La storia in tv" verrà consegnato a Corrado Augias, giornalista di chiara fama e collaboratore delle maggiori testate italiane, Augias è anche autore di romanzi che hanno ispirato film televisivi. Il gran finale della XXXVIII edizione del Premio Acqui Storia, organizzato dal Comune di Acqui Terme con il contributo della Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Terme di Acqui ed il significativo intervento della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria, è in programma sabato 29 ottobre, al Teatro Ariston di Acqui Terme e sarà condotta da Alessandro Cecchi Paone.
Alla competizione letteraria acquese hanno partecipato 69 volumi, il meglio del panorama letterario europeo. Dalla rosa degli 11 finalisti, le giurie hanno scelto i vincitori delle due sezioni, che verranno premiati assieme ai vincitori dei due riconoscimenti speciali "Testimone del tempo" e "La storia in tv".

La giuria della sezione scientifica del Premio era composta da Guido Pescosolido (presidente), Cesare Annibaldi, Camillo Brezzi, Antonio De Francesco, Umberto Levra, Andrea Mignone e Nicoletta Morino (in rappresentanza del gruppo dei lettori). La giuria della sezione divulgativa del Premio era invece composta da Ernesto Auci (presidente), Roberto Antonetto, Pierluigi Battista, Riccardo Chiaberge, Elio Gioanola, Alberto Masoero e Adriana Ghelli (come rappresentante dei lettori).
La giuria dei lettori è composta da circa settanta iscritti e coinvolge altrettanti volontari, non retribuiti, equamente distribuiti fra uomini e donne, giovani e non, con l'unico obbligo di leggere i volumi finalisti nelle due sezioni e di esprimere il proprio voto.

  • Nella motivazione dell'assegnazione del premio al volume "Gli internati italiani in Germania, 1943-1945" la giuria afferma che "il libro della Hammermann rievoca, attraverso ampie e minuziose ricerche d'archivio, le vicende dei cosiddetti Badogliosi, ossia delle centinaia di migliaia di soldati italiani internati nel Reich tedesco all'indomani del tracollo dell'8 settembre. Il libro ricostruisce con grande efficacia le drammatiche condizioni di vita e lavoro che un razionale progetto di sfruttamento economico a quegli uomini imponeva".
  • La motivazione della giuria per l'assegnazione del premio al libro "Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo" è la seguente: "Il volume di Federico Rampini offre un significativo spaccato di una nazione per molti versi a noi sconosciuta. L'autore, in maniera lucida e scorrevole, fornisce del fenomeno cinese una chiave di lettura da un diverso punto di vista: non il solito demagogico grido d'allarme, bensì un'analisi su vizi e virtù di una grande nazione. Con attenzione e perizia l'autore riesce a rendere gradevole e scorrevole il tema cinese, passando dal boom economico alla vita quotidiana, sociale e alla filosofia del popolo più numeroso del mondo".

Il Premio Acqui Storia oggi può fregiarsi dell'Alto patronato del Presidente della Repubblica, che onora l'eroismo e il sacrificio dei Caduti di Cefalonia e Corfù. Esattamente con questo scopo, nel 1968, nel retrobottega della farmacia acquese del dottor Piero Galliano, al tempo presidente dell'Azienda autonoma di cura e soggiorno, nacque l'"Acqui Storia". Con il dottor Galliano c'erano il dottor Ercole Tasca, all'epoca presidente dell'Ente provinciale per il turismo, Cino Chiodo e Marcello Venturi. Il gruppo volle dar vita ad un premio letterario cui legare nome di Acqui Terme con la Divisione che portava il suo nome durante uno degli episodi più drammatici del secolo. (red. acq.)

I vincitori

  • Gabriele Hammermann, dopo avere studiato nelle Università di Monaco e Treviri e all'istituto storico germanico di Roma, ha lavorato come ricercatrice al Memoriale di Buchenwald e dal 1997 è ricercatrice e vicedirettrice al Memoriale di Dachau. È autrice di diversi contributi sul lavoro forzato, sulle SS, sul campo di concentramento di Dachau così come sui "Campi speciali" sovietici nella Germania dell'Est tra il 1945 e il 1950. Il volume "Gli internati in Germania", è destinato a rimanere testo di riferimento indispensabile per chi vorrà avvicinarsi alla pagina tragica della guerra italiana. Si tratta di un lavoro storico scrupoloso con una eccezionale documentazione e profondità di analisi scritta da chi ha studiato a fondo la storia degli oltre 600 mila militari italiani che dopo l'8 settembre 1943 furono catturati, deportati e internati in campi di concentramento.
  • Federico Rampini, corrispondente de "La Repubblica" da Pechino, ha esordito come giornalista nel 1979. Già vicedirettore de "Il Sole 24 Ore" e capo della redazione milanese de "La Repubblica", editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, ha insegnato alle università di Berkeley e Shangai. Rampini, nel volume "Il secolo cinese", in maniera lucida e scorrevole presenta con chiarezza uno spaccato di una nazione da noi ancora non molto conosciuta. Con grande attenzione, non solo all'economia, descrive quasi tutto della Cina, che è già la seconda potenza economica mondiale, ma espone anche la vita quotidiana e sociale del popolo cinese il quale, con oltre 1/4 della popolazione della Terra, è il più numeroso del mondo.

 

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