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Le recensioni ai volumi del 39º Premio Acqui StoriaRifugio all"infernodi Daniel B. Silver - Marsilio |
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L"avvocato americano Daniel B.Silver - a lungo consulente dei servizi segreti americani - ha pubblicato negli Stati Uniti un racconto-documento ambientato nell"ospedale ebraico di Berlino tra il 1941 e la fine d"aprile del 1945; nella traduzione italiana il titolo è un alternarsi di frasi che induce ad un"errata aspettativa spettacolare: "Rifugio all"inferno. L"incredibile storia dell"ospedale ebreo di Berlino"; come pure è da imputare alla, non eccellente, traduzione la ripetizione stancante dei medesimi vocaboli in alcuni tratti del racconto.
La vicenda è, al contrario, l"inconfutabile conferma del prezzo che gli ebrei pagarono nei dodici anni del dominio nazista. L"ospedale, per quattro anni, costituisce una fonte per le deportazioni di massa, una sorta di riserva in casa del "carnefice". A Berlino, in quest"antica istituzione sanitaria, si è svolto un ambiguo gioco delle parti dove gli ebrei erano protetti e al tempo stesso perseguiti. Medici e infermieri tollerati per le cure mediche che dispensavano - non solo alla comunità ebraica ma a pazienti di varia etnia e religione - e tuttavia destinati, nella maggior, parte alla deportazione ed alla morte. La storia, drammaticamente vera, confermata dai documenti degli archivi nazisti e dalle molte testimonianze dei protagonisti, inizia nel 1941 - quando a Berlino risiedeva ancora una numerosa comunità, nonostante la notte dei cristalli del novembre 1938 e la deportazione degli ebrei polacchi. Durante una funzione religiosa, la Gestapo chiede al rabbino capo Leo Baeck le chiavi della Sinagoga per trasformarla in un campo di raccolta in attesa del trasferimento nei campi di concentramento e, cosa ancor più incoerente, Baeck accetta che siano ebrei gli estensori degli elenchi dei deportati. Walter Lustig è il personaggio chiave della vicenda, direttore dell"Ospedale Ebraico e leader della comunità israelita di Berlino; di fatto è il compilatore delle "liste". Lustig è al contempo l"angelo protettore della comunità e l"artefice delle condanne a morte di pazienti ricoverati, di medici e di infermieri dipendenti dell"ospedale. Gran parte dei medici e del personale paramedico, che lavoravano all"ospedale, riuscì tuttavia a sfuggire alla deportazione e trovare asilo in Europa e negli Stati Uniti: sono le loro testimonianze ad aver dato corpo alla storia. Così ogni personaggio è tratteggiato nell"aspetto fisico e interiore; ogni situazione si costruisce nella mente del lettore con vivida luce reale, tra i reparti sembrano rieccheggiare i dialoghi. Si condivide la speranza dei ricoverati, l"ottimismo della ricerca scientifica svolta dai medici, il quotidiano con i suoi amori e le sue storie, il dramma per le partenze senza ritorno. Silver ha la capacità di raccontare alla maniera degli sceneggiatori, come tanta parte di scrittori americani, ma non evidenzia situazioni accattivanti né ad effetto speciale; le pagine fanno rivivere una sequenza di quotidianità pesantissima, che scorre nella mente in bianco e nero. Patti Uccelli (pubblicato sul numero del 24 settembre 2006) |
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