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Il restauro della Madonna Addolorata
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Abbiamo rivolto alcune domande al prorettore della Basilica don Mario Bogliolo, che ci ha rilasciato alcune note in proposito. "La scultura della Madonna è a tutto tondo, di ottima fattura; raffigura la Madre Addolorata trafitta da pugnale, accasciata sulla roccia del Calvario. Per l'aspetto espressivo drammatico del volto, le accurate proporzioni anatomiche, il movimento del manto, la scultura è ascrivibile al XVIII secolo. La statua, di notevoli proporzioni, è stata eseguita con legno massello, assemblando più blocchi, successivamente ingessato e decorato per mezzo di tempere. La policromia è stata realizzata nel contrasto tra i rosei dell'incarnato, il blu intenso del manto e il rosso della veste, colori classici nella raffigurazione della Madonna Addolorata, 'Stabat Mater dolorosa iuxta Crucem lacrimosa dum pendebat Filius'". Al restauratore Costanzo Cocuzza chiediamo come ha trovato la statua e come pensa di intervenire in accordo con la Soprintendenza. "La statua presenta un degrado non solo estetico, ma anche strutturale: i suoi duecentocinquant'anni circa, gravano impietosi sul suo stato attuale. Fattori abiotici (temperatura, umidità, luce) e biotici, (organismi viventi come l'anobium punctatum, coleottero di piccole dimensione di 4/6 mm, in grado di assimilare cellulosa e composti azotati), sono presenti in quantità nel legno". I lavori di restauro sono svolti sotto la direzione della Soprintendenza del Piemonte nella persona del dott. Giovanni Donato. Come sta procedendo nel restauro? "La Soprintendenza chiede un intervento conservatio, nel rispetto delle tecniche con cui la statua è stata scolpita e dei materiali usati nel XVIII secolo. Ci proponiamo la valorizzazione storica ed artistica della Sacra Effigie che dovrà risultare, nella sostanza e nella forma, tale e quale l'hanno vista i primi devoti acquesi. Nella prima fase del lavoro si è provveduto al consolidamento della patina pittorica e della struttura fibrosa del legno, per mezzo di resine acriliche disciolte in acetone e colle animali adeguatamente diluite, al fine di restituire compattezza a tutta la scultura. Si procederà quindi alla pulitura della superficie policroma e delle parti trattate a lamina metallica, per mezzo di adeguati solventi selezionati attraverso il test di Feller e saggi di pulitura". Dal lavoro fin qui realizzato, risulta che la Sacra Effigie sia già stata restaurata in duecentocinquant'anni? "Dalla analisi della fluorescenza ultravioletta risulta di si; nostro compito è anche l'eliminazione di strati di vernici alterate, mettendo in evidenza i passati restauri pittorici. Passeremo quindi alla stuccatura e imprimitura delle piccole lacune con gesso di Bologna e colla animale". Per eliminare il rischio che gli insetti continuino nel lavoro di degrado come si pensa di procedere? "Si procederà nel trattamento degli insetti silofagi con antitarlo a base di permetrina con funzione stabilizzante e riduzione dell'assorbimento dell'umidità. Il prodotto agisce su larve e adulti per contatto o ingestione esplicando anche una azione antifeeding (anti alimentare) nei confronti degli insetti. Per rendere pienamente efficace questa disinfestazione la grande statua rimarrà sigillata per tre settimane in un involucro antirespirante". In cosa consiste l'ultima parte del complesso intervento? "Si tratta della integrazione pittorica solo nella parti essenziali, mantenendo intatte le prime colorazioni originali e la sua visione tradizionale, che tutti gli acquesi conoscono e hanno cara nella loro memoria. L'ultima operazione conservativa consisterà in una verniciatura unicamente a scopo protettivo con resine e cere naturali che la riporteranno totalmente alla patina originale ed antica". (g.r.) Il costo del restauroIl costo del restauro ammonta complessivamente a 3.500 euro. Pubblicato su L'Ancora del 22 giugno 2008 |
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