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Una targa con la storia di palazzo Debenedetti

 
Targa commerotativa ghetto degli ebrei a Nizza MonferratoNizza Monferrato. Martedì 25 aprile, 61º anniversario della Liberazione, dopo la cerimonia della posa della corona d'alloro ai monumento ai caduti, è stata scoperta la lapide, sulla facciata di palazzo Debenedetti, a ricordo del "Ghetto degli ebrei".
Ad integrazione della notizia, riteniamo opportuno riportare l'intera scritta della lapide:

Il Ghetto degli Ebrei

Nizza ospitò dal 1732 al 1848 la Comunità Ebraica Nicese composta da diciannove famiglie costrette a vivere nel Ghetto per Decreto Reale.
Il Ghetto veniva chiuso ogni giorno, dal tramonto all'alba e nei giorni festivi nell'ora delle Sacre Funzioni.
Nizza non dimentica le famiglie Bedarida, Debenedetti, Fabiani, Foà, Levi, Piazza e tutte le innumerevoli vittime delle persecuzioni subite nel corso di secoli fino alla "shoah" perpetuata dal nazismo durante la seconda guerra mondiale.
Per non dimenticare

A proposito del Ghetto dobbiamo ancora dire che questo si trovava in via Massimo D'Azeglio in un grande caseggiato, dove, in quegli anni, erano praticamente isolate (e quindi facilmente controllabili), le famiglie degli ebrei nicesi, che a quel tempo costituivano una Comunità, una delle più importanti (per numero di componenti) del Piemonte.
Invece per quanto riguarda Palazzo Debenedetti, la Città di Nizza Monferrato ha provveduto a sistemare (come è già successo per i palazzi più importanti di Nizza) una targa in plexiglas con la descrizione del Palazzo con alcune notizie storiche.
Quella di Palazzo Debenedetti, recità così:

Palazzo Debenedetti Sec. XIX.

Grazie all'applicazione dello Statuto Arbertino del 1848 il Piemonte riconobbe ai suoi cittadini la libertà religiosa. Fu così che la Comunità Ebraica di Nizza potè lasciare il Ghetto e divenne libera di possedere beni immobile.
La famiglia Debenedetti si dedicò al commercio di tessuti e costruì questo palazzo con annesso il negozio che affaccia su via Carlo Alberto. La promulgazione delle leggi razziali, voluta dal governo fascista e la successiva persecuzione degli Ebrei dispersero la Nostra piccola comunità. Rimasero a Nizza i soli fratelli Debenedetti che esercitarono l'attività commerciale fino agli anni sessanta del secolo scorso. Sentendo prossimo il compimento della loro vita terrena, in segno di fratellanza e riconoscenti per la solidarietà espressa agli Ebrei dal popolo nicese durante l'infamante persecuzione, i fratelli Debenedetti donarono questo palazzo alla nostra città. Questa storia vera, nella sua esemplare semplicità, ci ammonisce sul fatto che tutti gli esseri umani hanno diritto di cittadinanza e che le barriere religiose, culturali, razziali, economiche offendono i nostri principi cristiani e provocano conflitti e dolori insensati. L'Amministrazione comunale sentito il dovere di lasciare memoria del fatto pose il 25 aprile 2006. Shalom.

In questo modo per i più giovani si fa memoria di fatti che hanno toccato da vicino la nostra città e si ricordano avvenimenti che fanno parte della storia di Nizza.

Pubblicato su L'Ancora del 7 maggio 2006

 

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