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Lavori di restauro a Casa Bruni di Rivalta Bormida

  Casa Bruni - Rivalta BormidaRivalta Bormida. Prosegue a pieno ritmo la ristrutturazione di Casa Bruni, l'antico palazzo del centro storico di Rivalta Bormida.
Il recupero di questo splendido palazzo patrizio, costruito nel secolo XVI con aggiunte progressive nei secoli dal XVII al XIX, e addossato alle mura che anticamente cingevano il paese di Rivalta quando questo costituiva una fortezza di confine del Marchesato del Monferrato, costituisce l'intervento più importante nell'articolato piano di riqualificazione del centro storico portato avanti dall'amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Valter Ottria.

Originariamente di proprietà della famiglia Torre, la più importante di Rivalta (al suo interno venivano scelti i segretari del Marchesato del Monferrato), l'edificio fu acquistato nel 1800 dalla famiglia Bruni, una ricca casata di notai, da cui poi la casa prese il nome. Lasciata sfitta dai proprietari, ed in condizioni di incipiente degrado, Casa Bruni fu acquistata nel 2002 dal Comune di Rivalta, con quello che, oggettivamente, si può considerare un oculato investimento, visto che per rilevare una superficie di ben 1250 mq (senza contare il cortile interno e le immense cantine) furono pagati "soltanto" 200mila euro.
"In realtà - fanno notare con un ragionamento inattaccabile il sindaco Ottria e il suo vice, Robbiano - l'affare è stato fatto da ambedue le parti, perchè la casa era chiusa da 50 anni, e necessitava di ristrutturazioni, che però nessun privato si sarebbe mai potuto permettere di apportare: la poteva comprare solo un comune...". E per fortuna è stato così: sarebbe stato un peccato lasciar andare in rovina un edificio che, oltre a rappresentare un simbolo per tutto il paese, è anche di elevato pregio architettonico.
L'intervento per il recupero di Casa Bruni ha preso il via circa due anni fa, articolato su diverse fasi, su progetti dell'architetto Adolfo Carozzi di Acqui Terme e dell'ingegner Italo Bruno di Novi Ligure.
La spesa complessiva, stimata in 1.364.173,12 euro, è stata finanziata con un contributo del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale attraverso la Regione Piemonte per euro 898.361,09 (circa il 70% del totale), un contributo della comunità collinare di euro 31.660,33, ed un mutuo a carico del Comune di Rivalta per euro 434.151,7.

Dopo il rifacimento del tetto, ormai fatiscente (e ricostruito con capriate e travatura in legno e copertura in coppi tradizionali), si è passati alla ristrutturazione vera e propria, col rifacimento delle parti strutturali interne deteriorate, seguito poi dalla realizzazione delle opere complementari in muratura, degli intonaci, dei pavimenti e dell' impiantistica. Nella zona destinata ad ospitare le cucine, durante i lavori di abbattimento di alcuni soffitti ed alcune tramezze, sono stati tra l'altro rinvenuti due antichi saloni, dei quali uno interamente affrescato con motivi risalenti agli inizi del '600. Si è deciso quindi, di variare leggermente il progetto per recuperare questi nuovi spazi. Questo ha causato un certo rallentamento al progetto, ma d'altra parte, si sapeva sin dall'inizio che i lavori avrebbero richiesto tempi lunghi: in casi come questo, conta il risultato finale e la fretta è spesso controproducente. Già ora, comunque, è possibile ammirare i primi risultati dell'intervento. Dal punto di vista strutturale, Casa Bruni si presenta perfettamente recuperata: restano ora da portare a termine le fasi più delicate, comprendenti i restauri di affreschi, stucchi e intonaci.
Intanto, il sindaco e gli amministratori sono già al lavoro per dare un futuro all'edificio. "I fondi che abbiamo ottenuto - spiega il vicesindaco Robbiano - sono stati in parte erogati per un progetto che prevede interventi sul piano del sociale, e in parte per la creazione di ambienti legati alla formazione professionale". In pratica, il grande complesso sarà adibito a funzioni miscellanee, anche sfruttando la sua particolare forma: infatti, essendo costruita su tre grandi ali attorno ad un cortile interno di forma rettangolare, Casa Bruni, ben si presta ad essere teatro di attività diverse fra loro.

"Non abbiamo ancora deciso i particolari - spiega ancora Robbiano - anche perchè un edificio di questa bellezza e di questa grandezza non può essere utilizzato per tenervi un corso due mesi all'anno o come sede di un "Museo delle spille da balia". Vogliamo assolutamente che a trovare spazio al suo interno siano attività che possano effettivamente dare lustro a Rivalta. Di certo, stiamo ipotizzando la creazione di un istituto didattico... per ora l'ipotesi che si è fatta è quella di farne la sede di un corso di restauro, ma stiamo ancora valutando. Ci piacerebbe poter adibire un settore dell'edificio a sede di un museo, mentre per quanto concerne lo spazio restante, stiamo valutando se sia meglio farne la sede di un centro di promozione per le attività e i prodotti locali, piuttosto che un ristorante, visto che Rivalta è priva di vere e proprie attività di ristorazione, oppure ancora trasformarlo in un polo che possa attirare varie associazioni impegnate in campo sociale... tutte cose che però valuteremo solo tra qualche mese, magari dopo il vernissage...".
Già, un vernissage... A quanto pare, infatti la riapertura al pubblico di Casa Bruni non si annuncia troppo distante nel tempo, visto che il sindaco Ottria si sente di dare appuntamento a tutti per il mese di luglio, non appena sarà stato ripavimentato il cortile interno e verranno riposizionati gli infissi originali, al momento ancora sotto restauro: "Sappiamo per certo che non tutte le stanze di Casa Bruni saranno state completate per quella data, anzi, che per allora la maggior parte saranno ancora inaccessibili per via dei restauri in corso alle pitture - è il parere del sindaco Ottria - ma contiamo di averne almeno un paio già agibili, per festeggiare in maniera adeguata questa sorta di secondo battesimo dell'edificio".
Insomma: per i restauri è giusto aspettare tutto il tempo necessario, ma allo stesso tempo, il desiderio di riaprire comunque Casa Bruni, e di restituirla a Rivalta in tutto il suo splendore è così grande che tutti, in Comune, sperano che il mese di luglio possa arrivare presto... M.Pr)

Pubblicato su L'Ancora del 30 aprile 2006

 

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