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"Martiri - traditori" - Per Massimo Filippini tanto rumore per nulla

  Acqui Terme. Continua a far parlare la Divisione Acqui. In questa pagina raccogliamo uno sfogo dell'avvocato Massimo Filippini, orfano del magg. Federico Filippini, comandante il Genio della Divisione 'Acqui', fucilato il 25/9/1943 a Cefalonia, che commenta l'articolo uscito in prima pagina nel precedente numero. La notevole lunghezza del testo ha imposto una riduzione - riguardante le parti, a nostro giudizio, in un certo modo accessorie - che, crediamo, non abbia inficiato la comprensione del contenuto. Ce ne scusiamo preventivamente con autore e con i lettori.
(riduzione e titoletti di G.Sa)

Una questione di sostanza

"In merito all'articolo su Cefalonia Martiri di Cefalonia traditori? Una sentenza inqualificabile, rilevo che il Sindaco di Acqui continua - in buona compagnia - ad inanellare una serie di affermazioni assolutamente false (per quanto riguarda il numero dei morti: 9000!) e assolutamente prive di fondamento giuridico per quanto riguarda la decisione del PM tedesco che ha 'archiviato' - pur non assolvendolo assolutamente [corsivo del riduttore, così come i seguenti] - la denuncia contro l'ex s.ten. Otmar Muhlauser, mentre egli sostiene, invece, che costui sia stato 'assolto da ogni accusa'.
Riportando i fatti in questo modo si inganna l'opinione pubblica una seconda volta; la prima è quella dei "9000 morti" che il Sindaco si ostina a voler mantenere invariata senza pensare che un domani - non lontano - dovrà rendere conto alla storia di questo macroscopico imbroglio. [e qui Filippini cita il caso degli eccidi di Katyn, di cui furon inizialmente incolpati i tedeschi, con la verità emersa - la responsabilità fu sovietica - solo dopo l'apertura degli Archivi del KGB, nel 1990].
Per Cefalonia gli assassini restano i Tedeschi, ma il numero dei morti è appena un decimo di quelli reali, quasi tutti caduti nei giorni dei combattimenti, sì che parlare di immane eccidio è un falso di proporzioni ciclopiche, dovendosi, per quanto diremo più avanti, parlare di 'rappresaglia infame' contro gli Ufficiali, e non anche contro la truppa come sostenuto da Paolo Paoletti [...]".

In merito al profilo legale

"Tornando all'archiviazione del giudice tedesco vorrei spiegare al Sindaco Rapetti e a Marcello Venturi (che a Cefalonia mi disse testualmente "ma quale battaglia, i soldati volevano ritornare a casa!!") l'esatta configurazione della questione sotto il profilo giuridico di cui essi, stando a quel che leggo sono assolutamente digiuni".
[Ed è qui che Filippini riprende il presupposto, fondamentale per comprendere i termini della questione: l'archiviazione in Germania del procedimento penale contro un s. tenente di 86 anni che partecipò alle fucilazioni di Cefalonia, dopo la resa del 22 settembre, dirette - si ribadisce bene nel testo - esclusivamente contro gli Ufficiali (ed è proprio di esse che parlò il giudice americano Telford Taylor al processo di Norimberga contro il comandante tedesco gen. Lanz).
Filippini sostiene, inoltre, che le fucilazioni di massa contro i soldati avvennero sì, "ma limitate e durante i combattimenti". Nel corso dei quali non è escluso che possano avvenire tali atrocità: successe, ad esempio anche in Sicilia con gli Alleati su ordine del generale Patton].

Riprendiamo la lettura.

"La 'bomba' di cui sopra ha scatenato come era prevedibile una forsennata corsa al dalli al nazista, per tale intendendo il PM tedesco Stern che - a mio avviso - non ha detto nulla di diverso da quel che il pensiero di chi è in buona fede ritiene, e cioè che i nostri militari, alleati con i tedeschi fino alla sera dell'8 settembre, cambiarono alleato l'indomani, e pochi giorni dopo si misero a sparare contro il primo, malgrado l'ordine di arrendersi ricevuto il 9 settembre dal Comandante dell'XI Armata gen. Vecchiarelli, e per di più in assenza di uno stato di guerra dichiarato: un simile 'cambio di campo', che in gergo militare si chiama 'tradimento', avrebbe escluso conseguentemente motivi particolarmente 'vili' nell'applicazione dell'infame rappresaglia (le rappresaglie sono tutte infami) contro i 'responsabili' - per tali intendendosi gli Ufficiali - e, perciò, egli ha ritenuto non applicabile l'aggravante dei 'motivi abietti e futili o vili', che avrebbe impedito di prosciogliere il prevenuto per prescrizione, che in Germania è di 20 anni per l'omicidio semplice, cioè non aggravato da determinate circostanze come quella in questione.
E che l'ex sottotenente non abbia sparato ai nostri ufficiali per puro divertimento, ma perché ritenuti traditori dai suoi superiori, è fuori discussione, ed ecco perché il PM ha archiviato".

 

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