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"Martiri - traditori" - Per Massimo Filippini tanto rumore per nulla |
| Acqui Terme. Continua a far parlare la Divisione Acqui. In questa pagina raccogliamo uno sfogo dell'avvocato Massimo Filippini, orfano del magg. Federico Filippini, comandante il Genio della Divisione 'Acqui', fucilato il 25/9/1943 a Cefalonia, che commenta l'articolo uscito in prima pagina nel precedente numero. La notevole lunghezza del testo ha imposto una riduzione - riguardante le parti, a nostro giudizio, in un certo modo accessorie - che, crediamo, non abbia inficiato la comprensione del contenuto. Ce ne scusiamo preventivamente con autore e con i lettori. (riduzione e titoletti di G.Sa) Una questione di sostanza"In merito all'articolo su Cefalonia Martiri di Cefalonia traditori? Una sentenza inqualificabile, rilevo che il Sindaco di Acqui continua - in buona compagnia - ad inanellare una serie di affermazioni assolutamente false (per quanto riguarda il numero dei morti: 9000!) e assolutamente prive di fondamento giuridico per quanto riguarda la decisione del PM tedesco che ha 'archiviato' - pur non assolvendolo assolutamente [corsivo del riduttore, così come i seguenti] - la denuncia contro l'ex s.ten. Otmar Muhlauser, mentre egli sostiene, invece, che costui sia stato 'assolto da ogni accusa'. In merito al profilo legale"Tornando all'archiviazione del giudice tedesco vorrei spiegare al Sindaco Rapetti e a Marcello Venturi (che a Cefalonia mi disse testualmente "ma quale battaglia, i soldati volevano ritornare a casa!!") l'esatta configurazione della questione sotto il profilo giuridico di cui essi, stando a quel che leggo sono assolutamente digiuni". Riprendiamo la lettura."La 'bomba' di cui sopra ha scatenato come era prevedibile una forsennata corsa al dalli al nazista, per tale intendendo il PM tedesco Stern che - a mio avviso - non ha detto nulla di diverso da quel che il pensiero di chi è in buona fede ritiene, e cioè che i nostri militari, alleati con i tedeschi fino alla sera dell'8 settembre, cambiarono alleato l'indomani, e pochi giorni dopo si misero a sparare contro il primo, malgrado l'ordine di arrendersi ricevuto il 9 settembre dal Comandante dell'XI Armata gen. Vecchiarelli, e per di più in assenza di uno stato di guerra dichiarato: un simile 'cambio di campo', che in gergo militare si chiama 'tradimento', avrebbe escluso conseguentemente motivi particolarmente 'vili' nell'applicazione dell'infame rappresaglia (le rappresaglie sono tutte infami) contro i 'responsabili' - per tali intendendosi gli Ufficiali - e, perciò, egli ha ritenuto non applicabile l'aggravante dei 'motivi abietti e futili o vili', che avrebbe impedito di prosciogliere il prevenuto per prescrizione, che in Germania è di 20 anni per l'omicidio semplice, cioè non aggravato da determinate circostanze come quella in questione. |
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