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Cefalonia: il presente e la memoria dei reduci

 

Un servizio speciale di Rai Uno

Come prevedibile, avvicinandosi la visita del Presidente Carlo Azeglio Ciampi nelle Isole Ioniche, sale progressivamente il livello d'attenzione dei media riguardo ai fatti di Cefalonia. Venerdì 23 febbraio, il magazine "Frontiere" di Rai Uno ha presentato un lungo servizio dedicato all'eccidio della Divisione "Acqui" consumatosi nel settembre 1943, dopo che i soldati avevano deciso, attraverso un referendum, di imbracciare le armi contro i tedeschi.
I documenti filmati, ripercorrendo le tappe salienti dell'accaduto, hanno cercato di istituire un ponte tra presente e passato.
Punto di partenza il discorso dell'otto ottobre 2000, con il quale il Presidente Ciampi si interrogava sul significato dell'armistizio. Esso, pur avendo come conseguenza immediata la dissoluzione dello Stato, poteva presto riaffermare - attraverso i fatti di Boves, Piombino, Cefalonia - il senso della patria e non la sua morte.
Alle parole di Ciampi si alternavano, accompagnando la ricostruzione degli eventi, quelle dei reduci scampati alle fucilazioni tedesche: Pietro Giuliari, Battista Vasumini, Sergio Mazzi, Amos Pampaloni ed Ermanno Bronzini.
Pur largamente divulgati dalla memorialistica, gli episodi a loro relativi, raccontati dalla viva voce dei protagonisti assumevano una straordinaria profondità.

Due testimonianze.

mos Pampaloni, circondata la sua batteria dai tedeschi, vide i soldati, arresi al nemico, spogliati non solo dei moschetti, ma anche di bracciali, orologi, anelli e cinture. La truppa venne incolonnata senza darle il tempo di capire quanto stava per accadere. Un sottocomandante, che aveva colto qualche ordine in tedesco, ebbe appena il tempo di raccomandare ai suoi ragazzi di recitare l'"atto di dolore": una mitragliatrice aprì improvvisamente il fuoco.
Il capitano Pampaloni scampò alla strage. Il colpo di pistola, a lui riservato da un ufficiale tedesco, attraversò miracolosamente il collo senza causare danni irreparabili. Fu poi raccolto e curato dai greci; finì la guerra tra le fila della Resistenza.
Il capitano Bronzini vide morire, invece, molti dei suoi compagni d'armi alla fossa di S. Teodoro. I nostri soldati prigionieri erano invitati a presentarsi alla fucilazione a gruppi di quattro. Si recavano invece incontro alla morte in 15 - 20, suscitando lo scherno dei tedeschi: "I soliti italiani indisciplinati!".
Mentre la triste cerimonia proseguiva (e alcuni, nei loro ultimi attimi, cantavano l'inno del Piave), i tre ufficiali italiani di più alto grado avevano già deciso di avviarsi insieme alla fucilazione; chiesero anche al capitano Bronzini di seguirli: questi domandò ancora un po' di tempo. Ricevette una stretta di mano dal suo comandante e, col sorriso, un "arrivederci". Da lì a poco venne, tra l'incredulità dei superstiti, la grazia da parte del comando germanico.
Il documento filmato prendeva, poi, in considerazione il ricordo dei testimoni greci, per chiudersi con l'immagine degli studenti superiori di Argostoli (città con cui Acqui è gemellata), giovani custodi - per parte ellenica - di quella memoria storica. Essa meriterebbe sicuramente, nella nostra città, una più viva e concreta attenzione. (G.Sa)

Gemellaggio: veramente un'occasione mancata?

Cosa stabilisce in concreto il gemellaggio Acqui Terme-Argostoli? Quali le intese sottoscritte?
Ad esse si riferisce l'articolo della settimana scorsa del prof. Agostino Sciutto, che denunzia lo smarrimento della memoria e l'interruzione di dialogo che, invece, potrebbe essere foriero di un bagaglio prezioso di realizzazioni concrete.
Gli impegni sono ricordati da un verbale della seduta del 1 Settembre 1993. Nel pomeriggio di quel giorno, presso il Municipio di Argostoli convennero in collaborazione ufficiale le due rappresentanze. All'incontro, che si protrasse quasi tre ore, parteciparono da parte acquese (tra gli altri) il Sindaco Bernardino Bosio, il Senatore Adriano Icardi, l'Assessore Elena Gotta, il Professor Agostino Sciutto.
La parte greca era rappresentata dal Sindaco di Argostoli Alessandro Kalafàtis, dal Vice-sindaco Gheràssimos Fortes, dall'ex Sindaco Michàlis Vanghelàtos, da Spiros Ghalìatsàtos, presidente dell'Unione degli Albergatori, e da Panos Vardàcos, Direttore artistico dell'Impresa Comunale di Cultura (Depaps).
Nelle traduzioni preziosi servizi furono offerti da Anna Maria Mingardi, Console italiano a Cefalonia.
Dal documento, conforme all'originale, redatto alla fine della seduta, traiamo il progetto delle intese.

Acqui - Argostoli - Le intese del 1993

I colloqui sono stati condotti in due diversi tavoli di lavoro. Nel primo sono stati discussi temi che riguardano:

  1. il turismo
  2. la collaborazione in Programmi della Comunità Europea
  3. lo scambio di esperienze nelle due città.

Nel secondo tavolo sono stati discussi temi di interesse turistico e culturale.
I lavori si sono rivelati interessanti e speriamo che costituiscano la base per una collaborazione più consistente.

  1. È stata accertata l'identità di intendimenti per un reciproco sviluppo nel settore del turismo tra le due città e le loro più ampie regioni, fatto che aiuterà lo sviluppo economico, ma pure intensificherà le relazioni tra i cittadini di Acqui Terme e di Argostoli.
    È stato individuato che il turismo cui guardano Acqui Terme e Argostoli è un fatto di aspetto differente, elemento molto positivo poiché non determina rapporti concorrenziali.
    Un problema importante per il movimento dei turisti è la mancanza di collegamenti aerei tra Cefalonia e la più ampia zona di Acqui (voli charter). Inoltre, alcuni problemi si presentano nei collegamenti navali di Cefalonia con l'Italia.
    Durante la discussione sono state esaminate le possibilità di voli charter ma anche di migliori collegamenti navali.
    La parte greca ha formulato il desiderio che il flusso turistico verso Cefalonia si rinforzi specialmente nei mesi maggio-giugno e settembre-ottobre.
    La parte italiana ha espresso il desiderio che l'intensificazione avvenga nei mesi di gennaio-febbraio-marzo.
    I due Comuni si impegnano a portare a contatto le classi produttive delle loro città che si occupano di turismo, cosicché nel prossimo incontro vi sarà la partecipazione dei rappresentanti di queste classi per discutere dettagliatamente come si possa sviluppare il movimento turistico tra le due città e le più ampie province.
  2. È stata messa in evidenza la grande necessità di collaborazione tra le città in diversi programmi che sono elaborati e realizzati nell'ambito della CEE. È stata decisa la collaborazione nei quadri di questi programmi.
    Una città collaborerà e promuoverà la partecipazione dell'altra città allorché avrà l'occasione di fare questo.
    Argostoli ha analizzato la proposta che riguarda il Programma di Democrazia Immediata che ha elaborato in collaborazione con il Politecnico Nazionale Metsòvio e ha chiesto il finanziamento alla CEE.
    Acqui Terme ha dimostrato particolare interesse ed è stato concordato che, qualora vi sia un finanziamento, metterà al corrente la città gemella la quale potrà partecipare come collaboratrice in questo programma. Argostoli ha consegnato una copia del progetto per studio.
    Infine è stato deciso che una città può proporre l'altra come collaboratrice in diverse proposte dei Programmi Europei.
  3. Si è svolta una discussione sulla grande necessità che sussiste nello scambio di esperienze in problemi comuni che affrontano le due città. Questi problemi possono essere problemi di infrastruttura tecnica o avere una dimensione comune.
    Inoltre ogni città s'assume l'impegno di intercedere in altre città della sua regione o di altre regioni per aiutare la città gemella in tematiche specifiche.
    Con una continua corrispondenza sarà mantenuto vivo lo scambio reciproco (di informazioni) su diversi problemi locali che le due città stanno affrontando.
  4. Sono stati ampiamente discussi i temi di interesse civile e culturale. C'è stata pure una coincidenza di punti di vista delle due rappresentanze, cioè che la cultura con tutte le sue espressioni può costituire il fattore più valido per l'avvicinamento, la comprensione e l'intensificazione delle relazioni dei cittadini di Acqui Terme e Argostoli.
    La rappresentanza di Argostoli ha proposto ed è stato accettato che Acqui Terme e Ashfield in Gran Bretagna si dispongano come collaboratori nel programma di Educazione Teatrale per il quale si chiederà l'approvazione della Comunità Europea.
    È stata esaminata e evidenziata la necessità di realizzare visite di gruppi di studenti da una città all'altra. È la gioventù che darà continuità e approfondirà l'amicizia e la collaborazione già esistenti.
    È stato concordato di ricercare la collaborazione di gruppi artistici delle due città nelle manifestazioni che vengono organizzate dai due Comuni.
    Tramite corrispondenza epistolare saranno proposte e concordate le date per lo scambio di gruppi di ragazzi e di artisti.

Un canto popolare reinterpretato
Gli Yo Yo Mundi e i Banditi della "Acqui"

La sigla di testa del documentario Rai Uno su Cefalonia, andato in onda venerdì 23 febbraio, era costituita da un pezzo degli "Yo Yo Mundi". ll gruppo rock acquese nel 1995 mise in musica (la si deve a Paolo Archetti) un testo di fonte popolare, dal titolo Banditi della "Acqui", raccolto da Paolo Virgilio Savona.
Il brano, originariamente cantato sulla melodia di altre canzoni in voga negli anni Quaranta, fu segnalato alla band da Franco Castelli, dell'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria. La composizione, quindi, entrò a far parte della fortunatissima raccolta Materiali resistenti, uno dei dischi più venduti dal rock italiano. Distribuito dalla Polygram, il CD vide il contributo anche di Mau Mau, Ustmamò e altri; l'idea fu quindi trasposta in una pellicola, dall'omonimo titolo ('96), girata da Davide Ferrario e Guido Chiesa (regista del recentissimo Partigiano Johnny, tratto da Fenoglio).
Questo il testo, nell' adattamento proposto dagli "Yo Yo Mundi" (tra parentesi quadre l'unica aggiunta non originale):

"Banditi della "Acqui"
in alto il cuore,
sul monte di Cefalonia
sta il tricolore.
Quelli che han combattuto
non son tornati,
sui monti di Cefalonia
sono restati.
Soldati prigionieri
[vigliaccamente] trucidati,
nel mare e nelle cisterne
furono poi gettati.
Quelli che han combattuto
e torneranno
la sorte dei compagni
ci racconteranno.
Banditi della "Acqui"
in alto il cuore."

Il brano è uno dei più richiesti nei concerti che il gruppo ha tenuto in Italia in questi anni. Gli "Yo Yo Mundi" stanno prendendo seriamente in considerazione la possibilità di una nuova incisione del pezzo (questa volta come singolo), che potrebbe uscire in concomitanza con la presentazione delle firme per Cefalonia. (G.Sa)

(Pubblicato su L'Ancora del 4 marzo 2001)

 

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