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Memoria: non dimenticanza

 
Cefalonia monumento alla Divisione Acqui
Il monumento alla Divisione Acqui eretto a Cefalonia.
"L'unico dato certo (quello delle vittime: 9.406, su 11.700 uomini) rende particolarmente odiose e intollerabili le strumentalizzazioni. Sarebbe come uccidere la 'Divisione Acqui' un'altra volta".
Con queste parole il Prof. Giulio Sardi concludeva su "L'Ancora" del 26 novembre 2000 una lucida rassegna storico-bibliografica sulla dolorosa vicenda del presidio militare italiano a Cefalonia, falciato dalla reazione tedesca dopo un'eroica resistenza nei giorni successivi all'otto settembre 1943.
Il recentissimo libro di Alfio Caruso (Italiani dovete morire, Longanesi) esaurito in breve volgere di tempo, parla di "epopea di eroi dimenticati", unendosi così ad un cospicuo gruppo di scrittori intenzionati a denunciare il voluto silenzio calato su quel cruento episodio bellico.
E sempre su "L'Ancora", in data precedente (24 ottobre 1999), lo stesso Prof. Sardi aveva già fatto rilevare "una sostanziale mancanza che sa di rimozione" riscontrabile anche sui libri di storia delle Scuole Superiori; e allegava al proprio articolo a tutta pagina alcuni passi in traduzione italiana - condotta dal valido grecista acquese Dr.Massimo Rapetti - del libro dello scrittore greco cefalonita Vanghélis Sakkatos Merarchìa Akoui (Divisione Acqui). Un libro, questo, che ancor oggi, malgrado l'indubbio interesse del contenuto, attende di essere pubblicato da un editore nostrano, perché ai lettori italiani sia offerta una preziosa e toccante testimonianza di fonte ellenica sul sacrificio dei nostri soldati a Cefalonia. E ci auguriamo che il libro di Sakkatos possa finalmente vedere la luce nella pregevole versione italiana del Dr. M. Rapetti, soprattutto nell'imminenza della visita del nostro Presidente Ciampi a Cefalonia.
A questo punto sarà bene ricordare che laggiù, in quell'isola bella e lucente dell'Arcipelago ionico, ci trovammo nell'agosto 1993 con la Corale di Acqui Terme e fummo al cimitero militare di Argostoli per le onoranze ai Caduti.
Furono giorni indimenticabili: la fulgida memoria dei Martiri e la calorosa accoglienza degli abitanti ci avvolsero in una solenne e commovente atmosfera di fraternità. In quell'occasione la Corale acquese, con la presenza del Sen. Adriano Icardi e del Sindaco Bernardino Bosio, suggellava il gemellaggio Argostoli-Acqui Terme, dopo che già nel 1989 una delegazione argostolita era giunta in Acqui per gettare le basi di questo vincolo gemellare. Ancor oggi, nella Sala Consiliare di Palazzo Levi, è visibile la grande pergamena con il testo del patto (synthìki) concluso fra le due Città geminate nel ricordo dei Martiri di Cefalonia.
Fu una promessa che allora appariva foriera di luminose speranze e progetti, ma che oggi si presenta monca e sospesa nel vuoto, come se su essa gravasse lo stesso immeritato destino dei nostri Caduti.
Non deve essere così.
La memoria storica non deve tramutarsi nell'ossimoro di una inconcepibile "dimenticanza storica". Tuttavia la presenza di una componente giovanile risoluta e sensibile ci conforta nella speranza che la memoria riviva e i vincoli interrotti con la Città Gemella, custode anch'essa d'un comune ricordo e di comuni tradizioni, siano presto riannodati.
La visita del nostro Presidente Ciampi in terra cefalonita è un'occasione da non trascurare. (Agostino Sciutto)

(Pubblicato su L'Ancora del 25 febbraio 2001)

 

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