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La Divisione Acqui di Vanghèlis Sakkàtos

  Acqui Terme. Ancora buone notizie per la memoria. Quella della Divisione Acqui, da cui nasce anche il Premio "Acqui Storia", ormai proiettato verso la XXXVII edizione.
L'opera di Vanghèlis Sakkàtos La Divisione Acqui. Cefalonia: l'eccidio degli italiani e la Resistenza, inedita per il nostro Paese, ma più volte ricordata da "L'Ancora" (che ne pubblicò già cinque anni fa una pagina, quale anticipazione, sempre disponibile nella sezione "Per Cefalonia" del nostro sito lancora.com) e da tutte le bibliografie utili per qualsivoglia ricostruzione del settembre 1943 nelle Isole Jonie, sarà pubblicata in traduzione italiana dalla casa Edizioni Impressioni Grafiche (EIG) di Acqui Terme.
Promossa dalla Provincia di Alessandria, la lodevole impresa editoriale - cui si augurano fortune analoghe a quelle maturate in Grecia; del resto il libro, a conferma della sua validità, è ormai disponibile anche in tedesco - coinvolge, nelle vesti di traduttore, l'acquese prof. Massimo Rapetti, che ormai da anni si sta applicando alla versione italiana.
Già nella prossima primavera il saggio/romanzo, arricchito da inediti apparati fotografici, potrà essere disponibile in libreria.

La struttura dell'opera

Il racconto - che ha molto in comune con la tecnica della sceneggiatura cinematografica - è giocato su di un lungo flash back. Esso permette al Narratore il recupero memoriale dei ricordi personali e dei fatti storici che si intrecciano con l'invenzione fantastica.
Quanto alla trama, eccone alcuni accenni.
Nell'Atene degli anni '50 ancora profondamente segnata dalle conseguenze della guerra, Milio - il giovane protagonista - ripensa agli anni passati e alle drammatiche vicende di cui è stato spettatore e protagonista.
Quasi una pellicola, la narrazione scorre dal periodo prebellico ai tragici avvenimenti del secondo conflitto mondiale, per proseguire con le vicende della Lotta di Resistenza greca, come anticipa l'Autore stesso nel Prologo: "Anche se l'argomento fondamentale dell'opera è la rivolta antifascista degli italiani a Cefalonia nel settembre del 1943, la tragica e macabra strage di massa attuata dai carnefici di Hitler in seguito alla repressione di quella rivolta, il mio racconto prosegue con l'epopea della Resistenza Nazionale, come la vissi allora, da ragazzo".
Certo la sezione sul dopo-strage risulta - per il lettore italiano - la più valida ed inedita: qui si evidenziano gli elementi di novità che affiorano dalla fitta rete di ricordi personali dello Scrittore.
E il merito di testimonianza, informazione e documentazione costituisce la cifra più pregevole dell'opera.

Le edizioni greche

  1. La prima edizione de La Divisione Acqui, pubblicata da Hestìa nella Serie Testimonianze, in occasione del cinquantenario dell'eccidio dei soldati italiani a Cefalonia nel settembre 1943, ha avuto un'egregia accoglienza da parte di pubblico e stampa. E subito ha ricevuto il premio Iniochos dell'Anfizionìa Delfica.
  2. La seconda edizione, del febbraio 2002, si presenta accresciuta di nuove parti, in particolare da interviste a testimoni oculari (di parte greca e italiana: tra questi Amos Pampaloni) e da un rapporto militare proveniente dagli archivi tedeschi.

Rassegna critica

Conosciutissima il tutta la Grecia, l'opera è stata accolta positivamente dalla comunità culturale ellenica.
Ecco alcuni giudizi. Cominciamo da Dionìsis Kostìdis, "Eolika Grammata", fasc. 1 2, (151 152), gennaio - febbraio 1996, pp. 3-4.
"…Con ammirevole semplicità di esposizione Sakkàtos descrive tutti gli avvenimenti, offrendoci uno spaccato di vita. Lo stesso testo comprende pure numerosi particolari autobiografici desunti dai turbolenti anni della gioventù dello scrittore da cui scaturisce anche una rappresentazione molto chiara e interessante di quell'epoca storica".
Iànnis Karavìdas, poeta e critico, Presidente della Società degli Scrittori Greci scrive: "Si scorge nel libro uno stile degno di Ioannis Makrighiànnis, ma anche il tono di un ragazzo che racconta oggi ciò che ha vissuto allora, con le stesse sensazioni giovanili, quasi che con il passare degli anni non sia diventato adulto. Siamo di fronte ad un quadro di morte tracciato mediante la descrizione della barbarie più efferata. Il macabro vissuto da Milio, paragonabile allo stile di Edgar Allan Poe, si imprime per sempre come un'immagine indelebile attraverso la raffigurazione dei corvi che, levandosi in volo, alzano verso il cielo per tutta la loro lunghezza gli intestini dei soldati trucidati. E certo il messaggio è: "Mai più fascismo"".
Fedra Zambathà Pagulàtu, poetessa, saggista e traduttrice, segretaria generale della Società degli Scrittori Greci, infine, esprime l'impressione "che proprio su questo fatto, la strage degli italiani a Cefalonia e la Resistenza, non esista un racconto più documentato e minuzioso".
Concludiamo tracciando una sintetica biografia del narratore e dell'artefice della versione italiana.

L'autore

Vanghèlis Sakkàtos (1930), è nato nel villaggio di Niochòri, a Cefalonia. Dopo l'eccidio degli italiani da parte della Wehrmacht nel settembre del 1943, partecipa alla Resistenza nelle file dell'EAM. Tra il 1944 e la fine del conflitto vive ad Itaca; dal 1945 al 1960, ad Atene dove lavora come a meccanico.
Dal 1950 circa incomincia ad occuparsi di giornalismo e, più tardi, di editoria. Al termine del servizio militare (1954) è incarcerato per motivi politici e nel gennaio del 1960 viene perseguito legalmente per la pubblicazione dell'opera di Anatolij Lunacarskij (1875-1933, letterato di idee marxiste, assai vicino alle avanguardie), ma il procedimento a suo carico si conclude con l'assoluzione.
Nel settembre del 1960 si trasferisce in Germania Ovest (RFT). Qui per 8 anni, dall'ottobre del 1966 fino alla caduta della giunta dei colonnelli, è rifugiato politico.
Esponente della comunità greca antidittatoriale, ma anche dei sindacati tedeschi (miniere, edilizia, stampa e cartiere) ha vivacizzato l'ambiente culturale e letterario tedesco con innumerevoli interventi.
Ha fatto ritorno in patria nel 1992.

Il traduttore

Il prof. Massimo Rapetti (1968), già allievo della scuola del prof. Agostino Sciutto (Lingua greca antica e moderna) presso il Liceo Classico "Saracco" di Acqui, dopo aver conseguito a Genova la Laurea in Lettere, con una tesi in Storia della Lingua greca, ha continuato ad approfondire i suoi interessi verso la traduzione letteraria dal neoellenico.
In questo ambito ha tradotto integralmente il Rapporto a EL Greco, autobiografia di Nikos Kazantzakis, uno dei maggiori esponenti della letteratura del Novecento, autore - tra l'altro - di Zorba il greco, L'ultima tentazione di Cristo, Il poverello di Dio.
Già membro della sezione acquese della Ass. Italiana di Cultura Classica, già docente presso l'IPSIA "Fermi" della nostra città, oggi è titolare della cattedra di Lettere e Storia presso l'ITIS "Barletti".

(Giulio Sardi)

Pubblicato su L'Ancora del 23 novembre 2003

 

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