L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]

 

Vanghelis Sakkatos: ricordo per Amos Pampaloni

  Acqui Terme. Così Vanghelis Sakkatos ricorda Amos Pampaloni, in una lettera datata Atene 20 giugno 2006, cortesemente tradotta dal prof. Massimo Rapetti.
"Alla bella età di 95 anni, è morto il 12 giugno u.s. a Firenze, ed è stato tumulato due giorni dopo nella stessa città, Amos Pampaloni, l'eroico e leggendario ufficiale italiano, capo della sollevazione antifascista della Divisione Acqui nel settembre del '43 a Cefalonia.
Pampaloni, benché ferito, riuscì a sopravvivere all'esecuzione, allorché venne giustiziato dai tedeschi insieme alla sua unità d'artiglieria, il mattino del 21 settembre, in un dirupo sovrastante il villaggio di Dilinata.
Dopo essere stato curato da alcuni cefaloniti, fu trasferito dai partigiani, insieme ad un altro italiano, Pietro Bianchi, nella Grecia continentale. Qui, unitamente a numerosi antifascisti italiani provenienti da Cefalonia, Pampaloni operò in qualità di ufficiale del 2º/39 Reggimento dell'ELAS [ ELAS: (Ethnikòs Laikòs Apeleftherotikòs Stratòs) Esercito Popolare di Liberazione Nazionale. Fondato alla fine del febbraio 1942, era il braccio armato dell'EAM (cfr. infra). Si pronuncia accentato sull'ultima vocale, come del resto avviene in greco per gran parte degli acronimi. In questo caso, ELAS coincide - nella pronuncia - con Hellas (pron. Elàs), cioè "Grecia".]. dell'Etoloacarnania e della 7º Brigata dell'ELAS, partecipando valorosamente, fra l'altro, alla battaglia di Anfilochia combattuta il 12-14 luglio 1944.
Nato nel 1910, visse l'infanzia, l'adolescenza, gli anni degli studi universitari e della maturità sotto la dittatura instaurata da Mussolini nel '25. Rifiutando di arruolarsi nelle camicie nere, fu reclutato nell'esercito italiano, dove prestò servizio come ufficiale di complemento. Fu così che si ritrovò in Albania e successivamente a Cefalonia, dove la Acqui, forza d'occupazione dell'intero Eptaneso, aveva stabilito il proprio quartier generale. Nell'isola venne a contatto con l'organizzazione dell'EAM (EAM: (Ethnikò Apeleftherotikò Mètopo - Fronte di Liberazione Nazionale, fu fondato nel settembre 1941. Il 10 ottobre dello stesso ) a cui fornì un contributo determinante nella diffusione della propaganda antifascista tra i reparti italiani che disponevano di una forza di circa 12.000 uomini.
Durante gli scontri fra la Divisione Acqui e i tedeschi successivi all'8 settembre, Pampaloni svolse il ruolo di maggior rilievo. Infatti, il mattino del 13, dalle alture di Aghia Varvara ad est di Argostoli, proprio di fronte alla città, la sua batteria fu la prima a colpire tre mezzi da sbarco germanici, che stavano entrando nella baia, carichi di truppe e blindati. Due di essi vennero affondati con gravi perdite, mentre il terzo fu gravemente danneggiato. E questa costituì la prima azione a cui fecero seguito i combattimenti successivi.
Ecco come lo stesso Pampaloni, in una relazione pubblicata sul nº 10 della rivista Il Ponte, Firenze 1954, descrive la situazione presente sull'isola prima della sollevazione della Divisione:
"La maggioranza della popolazione greca, raccolta intorno all'EAM, faceva di tutto per aprire gli occhi e la mente agli ufficiali e ai soldati italiani, per informarci degli effettivi sviluppi della guerra e farci prendere atto che i nazifascisti erano stati battuti. Ci parlavano di libertà e fratellanza tra i popoli, di dottrine e ideali politici che, sviluppati nello sterile clima fascista trovavano presso di noi un terreno fertile, benché risultassero del tutto nuovi. I sacrifici che sopportavamo ingiustamente, le menzogne che ci propinavano i capi, le delusioni che sperimentavamo di continuo, ci avevano fatto davvero comprendere che la via del fascismo non era quella giusta.
Con tutto ciò, anche se profondamente infastiditi da quello che ci dicevano i greci, non accettammo di seguirli in ossequio al nostro dovere di militari, finché nella notte fra l'8 e il 9 settembre trovammo la nostra strada: soldati e ufficiali fraternizzarono con i greci dell'EAM e con gli eroici partigiani dell'ELAS".
E nel prosieguo della stessa relazione, riferisce dei suoi rapporti con l'EAM e l'ELAS di Cefalonia e descrive - da testimone oculare - la propria esecuzione e quella degli uomini della sua batteria con le seguenti parole:
"Poi mi fu detto dal capitano austriaco di andare in testa, e vi andai, seguito dal tenente Tognato. Il capitano era al mio fianco; mise una pallottola in canna del suo parabellum e mi fece cenno di camminare. Feci un passo e un colpo mi raggiunse alla nuca; caddi senza sentire dolore e senza perdere conoscenza. Contemporaneamente, in pochissimi istanti, con una mitragliatrice che era piazzata di lato, tutti i miei artiglieri furono massacrati. Sentivo le grida di dolore: "Mamma mia!" e "Dio mio!". Poi silenzio.
La pallottola mi aveva attraversato il collo senza ledere parti vitali".
È noto a tutti lo scalpore suscitato a livello internazionale (Grecia, Italia, Gran Bretagna, Germania) dalle falsificazioni storiche relative alla resistenza nazionale greca e alla rivolta degli antifascisti italiani della Acqui - contenute nel romanzo Il mandolino del capitano Corelli di Louis De Bernières, e nell'omonimo film-soap opera - così come l'infuriata reazione di Pampaloni circa quelle contraffazioni e calunnie. Tuttavia tanto scalpore ha conseguito anche un altro risultato. Infatti è intervenuta la Procura della Repubblica tedesca per il perseguimento dei criminali di guerra e ha istruito un procedimento contro i carnefici superstiti della Acqui.
Chi scrive è stato ascoltato come testimone e deporrà al processo, se e quando verrà celebrato. Ora, però, lo storico capitano della sollevazione antifascista italiana della Divisione Acqui di quel settembre 1943 a Cefalonia, il mitico combattente dell'ELAS, Amos Pampaloni, non c'è più. È passato alla storia come un valoroso antifascista con tutti gli onori del grande combattente. La sua battaglia per mantenere viva - sempre e ovunque - la memoria possa costituire un rinnovato stimolo di riflessione e impegno per un futuro di pace".

 

Scrivi alla redazione di Acqui Terme

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]