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È stata presentata la bozza progettuale
per l'adeguamento liturgico del Duomo di Acqui

 
Mons. Paolino Siri Arch. Giuseppe Varaldo
Mons. Paolino Siri
L'arch. Giuseppe Varaldo

Acqui Terme. Mercoledì 4 giugno nell'auditorium San Guido di piazza Duomo è stata presentata la bozza progettuale dell'adeguamento liturgico della cattedrale acquese. Alla presenza del vescovo e di una trentina di persone, il vicario generale e parroco del Duomo, mons. Siri ha introdotto l'argomento leggendo un paio di pagine tratte da una pubblicazione della Cep dal titolo "Celebrazione dei sacramenti - orientamenti e norme".
In sintesi si tratta di adeguarsi alle norme dettate dal Concilio ecumenico Vaticano II, che prevedono la centralità dell'altare, dell'ambone (impropriamente chiamato pulpito), della Cattedra del Vescovo, in riferimento all'assemblea che si riunisce.
L'architetto torinese Giuseppe Varaldo, al quale è stata commissionata la bozza progettuale, ha illustrato il complesso iter dei lavori di studio, iniziati dall'affidamento dell'incarico nel 2004. Numerose negli anni le riunioni della commissione diocesana di arte sacra, numerose e diverse le ipotesi, che hanno dovuto in ultima analisi tener conto del parere vincolante della Sovrintendenza delle Belle Arti che ha detto che non è possibile toccare alcuna struttura presente.
Quindi è stata presentata, con l'ausilio di immagini proiettate sullo schermo della sala, l'ultima bozza di progetto attuata secondo le indicazioni della Soprintendenza. Per adeguarsi alle nuove indicazioni liturgiche, quindi per aumentare la visibilità dei punti focali della celebrazione, l'altare si sposterebbe nella navata centrale, l'ambone sarebbe il pulpito addossato ad una delle colonne di destra (ma è previsto anche un ambone per la quotidianità), la cattedra del vescovo di fronte all'ambone. L'altare, l'ambone e la cattedra sono inserirti in una struttura lignea avvolgente di scranni. Sopra l'altare, appeso, un grande crocifisso ligneo. Il coro viene ipotizzato nel luogo attualmente occupato dall'altare.
Nella bozza progettuale è previsto anche l'abbattimento del tronetto sopra l'altare monumentale per dare maggiore visibilità alla tela dell'Assunta. Nel dibattito che si è aperto al termine dell'illustrazione della bozza progettuale, sono emersi pareri non completamente favorevoli all'adeguamento, soprattutto quando alla richiesta di uno dei presenti sui costi dell'opera, è stata fatta un'ipotesi seppur approssimativa di 500.000 euro.
Il parroco di san Francesco, don Franco Cresto, ritenendo eccessiva la somma in un momento di grave crisi economica, ha chiesto di procedere gradualmente posizionando provvisoriamente l'altare nella navata centrale, senza tutti gli interventi ulteriori.
Il vescovo non ha escluso questa possibilità, anche se ha sottolineato che il progetto gli sta a cuore per dare un esempio alle altre chiese della Diocesi e per un atto di ubbidienza alle norme conciliari.

Duomo di Acqui Terme
La simulazione dell'adeguamento nella navata centrale.
Duomo di Acqui Terme
Duomo di Acqui Terme

In margine all'incontro il vicario generale mons. Paolino Siri ci ha fatto pervenire questa nota:
"Al termine dell'animato incontro dibattito di mercoledì scorso 4 giugno sull'adeguamento liturgico della cattedrale, ribadisco le due linee di azione sottolineate dal vescovo:

  • Si è chiesto all'architetto Varaldo di verificare con la Sovrintendenza delle belle arti la fattibilità della bozza da lui presentata e che i presenti hanno potuto vedere (preciso che non era progetto, ma solo bozza).
  • In caso di approvazione da parte della Sovrintendenza si è chiesto all'Architetto di progettare una "simulazione" provvisoria delle varie parti del progetto, eseguita con materiale... economico. Così che tutti possano vedere e valutare la eventuale nuova sistemazione.
  • Circa il costo dell'opera si desidera procedere con un progetto "decoroso" e serio ma non lussuoso, che tenga conto dell'importanza, del luogo di culto che è la nostra cattedrale per la quale san Guido ha profuso le sue sostanze senza dimenticare le necessità dei poveri. Come ancora già la diocesi e le parrocchie nostre fanno tuttora". (M.P.)

 

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