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Festeggiato il 70º di sacerdozio
di mons. Giovanni Galliano

 
Monsignor Giovanni GallianoAcqui Terme. Un'ulteriore e preziosa occasione per stringersi attorno a monsignor Giovanni Galliano e per dimostrargli affetto e riconoscenza del suo lungo e prezioso apostolato è stato quello della celebrazione del 70º anniversario di ordinazione sacerdotale.
La piccola chiesa di sant'Antonio in Pisterna era stipata all'inverosimile da fedeli di tutta la città, accorsi per dire "c'ero anch'io a dirgli grazie" anche solo con la presenza muta ma eloquente.
Celebrazione solenne, presieduta dall'Arcivescovo Nunzio apostolico e vice Camerlengo mons. Paolo Sardi e concelebrata da mons. Pietro Principe, mons. Franco De Grandi dell'Oftal, mons. Pistone della Caritas, mons. Guido Oliveri, mons. Siri vicario generale e parroco del Duomo, numerosi sacerdoti dalla diocesi acquese e da altre diocesi, e diaconi.
Presenti autorità civili e militari, al posto d'onore il festeggiato, con gli occhi lucidi dalla commozione.
Mons. Sardi nell'omelia ha collegato le tre letture, con la sua ben nota capacità oratoria, alla figura ed all'opera di monsignor Galliano, attualizzando il messaggio evangelico con la forte testimonianza che monsignor Galliano ha lasciato e continua a lasciare.
Monsignor Principe ha poi ricordato i 5 anni passati come vice parroco di mons. Galliano, in Duomo, proprio agli inizi dell'incarico parrocchiale. Principe si è soffermato su 3 punti essenziali dei 70 anni di ordinazione presbiterale: gran sacerdozio (disponibile verso tutti, mai alterato, sempre pronto ad aiutare, a consigliare), grande scrittore (ponderosi libri, come quelli sul Duomo, su Acqui Terme e dintorni, sul vescovo Delponte, sulla Resistenza, ma anche quel piccolo preziosissimo libretto di preghiere, a cui si può attingere quotidianamente), grande facitore di opere (il restauro imponente del duomo, il recupero impensabile di sant'Antonio).
Gli applausi hanno sottolineato spontaneamente ogni passaggio dell'intervento di mons. Principe. Ancora da annotare l'intervento di mons. De Grandi, che ha sottolineato l'esemplare esempio dato da mons. Galliano nell'organizzare i pellegrinaggi a Lourdes, come guida e predicatore.
Monsignor Pistone ha reso merito a monsignor Galliano per aver fondato e retto per tanti anni un'importantissima opera di carità, la Mensa della fraternità.
Per questo ha donato a monsignor Galliano una targa ricordo con questo testo "La Caritas diocesana porge in occasione del suo 70º anniversario di sacerdozio i più sinceri auguri e ringraziamenti. A memoria della solerte opera di solidarietà intitola a Lui la "sua" opera: "Mensa della fraternità monsignor Giovanni Galliano"".
Sono stati letti vari messaggi augurali che riportiamo in articolo separato.
Al termine della celebrazione monsignor Galliano ha "assolto" tutti per le cose dette su di lui e con la voce piena di commozione ha ringraziato ed abbracciato idealmente tutti.
Ma l'abbraccio reale c'è stato dopo la messa, una lunghissima sequenza di persone ha voluto stringergli la mano, abbracciarlo, sussurrargli "grazie, per tutto quello che ha fatto". (MP)

Preziose testimonianze

Il testo della pergamena con la benedizione del Santo Padre

Sua Santità il Papa Benedetto XVI imparte di cuore l'implorata Benedizione Apostolica a Mons. Giovanni Galliano ed invoca abbondanza di grazie divine in occasione del suo 70º Anniversario di Sacerdozio - 8 giugno 2008 nella Chiesa di Sant'Antonio Abate in Acqui Terme.
Dal Vaticano li 23.05.2208 Feliz del Blanco Prieto, Arcivescovo Elemosiniere Apostolico

Il testo del telegramma dal Vaticano

At Reverendo Mons. Giovanni Galliano Arciprete Emerito della Cattedrale di Acqui Terme che con profonda riconoscenza at Signore celebra 70.mo anniversario Ordinazione Presbiterale Sommo Pontefice esprime vive felicitazioni et mentre invoca su di lui ulteriore effusione grazie celesti per sempre più fecondo servizio ecclesiale gli imparte di cuore implorata Benedizione Apostolica che volentieri estende at parenti et presenti Sacro Rito. Cardinale Tarcisio Bertone Segretario Di Stato di Sua Santità.

Messaggio dal Vaticano

Venerato e Caro Monsignore, sento il dovere di unirmi spiritualmente a Lei nel giorno in cui rende grazie a Dio per il dono di settant'anni di sacerdozio. Nell'impossibilità di recarmi di persona ad Acqui in tale felice circostanza Le presento per iscritto le mie congratulazioni per il Suo lungo e generoso servizio prestato alla Chiesa nel corso di tanti anni.
Insieme a monsignor Vescovo, al clero ed ai fedeli della cara diocesi di San Guido, chiederò al Signore di continuare a benedire il suo ministero sacerdotale, a gloria di Dio e per il bene di tutta la Santa Chiesa.
Cordialmente come sempre, Angelo Card. Sodano, Decano del Collegio cardinalizio.

Messaggio del Vescovo Pier Giorgio Micchiardi

Caro Mons. Galliano, sono in viaggio con tutti i Vescovi del Piemonte e non posso essere presente alla Messa in cui ella ricorda il settantesimo della sua ordinazione sacerdotale. Spiritualmente unito a lei e a tutti i presenti alla celebrazione, ringrazio il Signore per il dono del sacerdozio ministeriale a lei concesso e per il suo fruttuoso e lungo ministero svolto con tanta dedizione. Chiedo al Signore la sua benedizione per lei, per la sua persona e per il ministero che ancora compie.
E chiedo pure il dono di tante e sante vocazioni al presbiterato per la nostra cara Diocesi.
Un saluto cordiale e riconoscente, Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo di Acqui.
P.S. Un augurio cordiale, con la preghiera, da parte di S.E. Mons. Mario Oliveri.

Il ringraziamento dei fedeli all'inizio della celebrazione liturgica

I fedeli della chiesa di "Sant'Antonio" e della città di Acqui, insieme a mons. Vescovo, prelati, sacerdoti ed autorità, uniti in questa solenne Eucaristia, innalzano a Dio un commosso "grazie" per aver concesso al carissimo mons. Giovanni Galliano la grande gioia di poter celebrare il giubileo dei suoi meravigliosi e fecondi 70 anni di messa.
In tutto questo arco di tempo, monsignore è stato una colonna portante della nostra diocesi, missionario zelante del Vangelo, pastore infaticabile e buono della cattedrale per 52 anni, prete coraggioso che ha vissuto in prima persona le dolorose vicende della guerra, fondatore e promotore di tante belle iniziative ed associazioni, padre spirituale, amico e consigliere per intere generazioni di acquesi.
Maria SS., alla quale monsignore è devotissimo, interceda presso il Signore affinché gli conceda in salute serenità di poter continuare ancora a lungo ad essere con noi, amato rettore della chiesa di "Sant'Antonio", maestro di fede e di dottrina!
"Ad multos annos, monsignore! Grazie di tutto, le vogliamo bene!".
Questi i sentimenti e gli auguri affettuosi e sinceri che sgorgano dal nostro cuore, in questa giornata così importante e ricca di emozioni per lei!

Il ringraziamento dei collaboratori a nome dei fedeli al termine della celebrazione

Carissimo monsignor Giovanni Galliano, domenica 8 giugno la Chiesa è in festa perchè Lei celebra con Sua Eccellenza il Vescovo e tanti confratelli, la santa messa a ricordare e pregare per i Suoi 70 anni di sacerdozio. Dio è stato generoso, donandoLe doni in abbondanza: la fede, la carità, l'amore per i fratelli, la comprensione e il servizio della parola nel divulgare il Vangelo; le Sue omelie giungono al cuor. Anche noi, suoi collaboratori, insieme ai fedeli di questa chiesa, con un forte abbraccio vogliamo ringraziarLa per tutto il bene compiuto. Ricordiamo il grande restauro del nostro e Suo Duomo: Lei l'ha portato al massimo splendore facendone un monumento di bellezza e di armonia, lasciato come gioiello alla Diocesi. Grazie per la Sua ultima gemma: il restauro di questa chiesa, tanto cara agli acquesi, fatto con grandi sacrifici e amore e che ora tiene viva e partecipata con le Sue celebrazioni. Quanti grazie dovremmo ancora dirLe: la mensa dei poveri, la San Vincenzo, il Ricreatorio, che è stato la palestra di vita per tanti giovani, i libri da Lei scritti.
Ma ancor di più Le diciamo grazie per l'assistenza prestata ai malati, per il conforto dato ai nostri cari defunti, per la disponibilità e l'aiuto instancabile dato, porgendo la Sua mano ai bisognosi. Caro monsignor Galliano, Lei rimarrà nei nostri cuori e nella storia di Acqui. Grazie monsignor Galliano.

Il ringraziamento di monsignor Galliano

Profondamente commosso e grato per la sincera dimostrazione di affetto che ho avuto da tanti enti e persone per i settant'anni della mia ordinazione sacerdotale, esprimo a tutti il mio più vivo ringraziamento.
Settant'anni di Messa sono un'occasione di riconoscenza a Dio e di attestazione di affetto per tutti quelli che mi vogliono bene.
La vita di un sacerdote è spesa tutta a servizio del Signore e per il bene dei fratelli.
Ringrazio ancora di cuore il Signore che mi ha sempre sostenuto in questi lunghi anni e nelle varie circostante di vita, anche difficili.
Riconoscenza profonda vada ai sei Vescovi che ho cercato di servire con lealtà; espressioni di amicizia e di affetto li rivolgo ai confratelli sacerdoti, orgoglioso di appartenere a questa Diocesi e al suo clero.
In questi giorni il mio pensiero è corso ai confratelli e alle persone defunte, che hanno lasciato un profondo ricordo nel mio cuore.
Ho pregato e prego per tutti, invocando dal Signore per ognuno gli aiuti e le benedizioni più preziose.
Grazie, di cuore, della vostra cordiale partecipazione.

"Riverendo: spinghi"

Acqui Terme. Riunione conviviale al ristorante Vallerana, domenica 8 giugno con autorità, sacerdoti, parenti, amici, collaboratori di ieri e di oggi, per festeggiare i 70 anni di monsignor Giovanni Galliano.
Il vescovo ha rinunciato ad un attimo di tregua tra celebrazioni e partenza per Londra, per essere presente e portare i suoi personali auguri a monsignore, subito sostituito, dopo l'anticipata partenza dalla seduta conviviale, dal vicario generale mons. Siri, anch'egli subissato da mille altri impegni (era a Nizza con le giovani coppie), ma animato dalla stessa volontà. Tanti gli interventi, da quello di P. Paolino Lorenzo Minetti O.P., che, dopo aver celiato con la sua abituale grande naturalezza oratoria, ha ricordato i tempi del Ricre quando don Galliano, giovane prete dalla carica di irresistibile entusiasmo, trascinava centinaia e centinaia di giovani che ogni domenica invadevano il "Ricre".
La cara statua dell'Immacolata e il canto abituale "T'incoronano dodici stelle...". E le dodici stelle... sono stati i dodici sacerdoti diocesani e religiosi, forgiati dall'insegnamento di don Galliano e desiderosi di seguire il suo esempio. Anche il canonico Aldo Colla, cancelliere vescovile e parroco di Moirano, ha voluto portare la sua testimonianza di quei tempi al Ricreatorio, in modo insolito, leggendo ed improvvisando, uno scritto in dialetto, che tentiamo di riportare, chiedendo scusa per gli errori di trascrizione in "lingua" acquese:
"A don Gallian. L'era el 1938. 70 one fa. Me moma u m'ha purtò in dè al Ricre. Quanch masnò! U me mni ancontr in preve giuvo e bel: us ciamova don Gallian.
U m'ha piò per man e u m'ha purtò a giughé. Am ricord ch'la iera na giostra che per fela andé tla duvive schissé. Nuiocer al ciamovo col noster italian "Riverendo: spinghi!". Chil u rivova e con 'na manò la fova giré. A la duminica matein messa e minc ant tant cuminion generol. U rivova con in cest ed pan duss (n'aveniment!). Dop disné: dutreina, benedission an cesa e dop ed cursa al cine a vughe Tom Mix e Buffalo Bill. U lesiva fort el parole per capì la troma (alura u iera nenta l'audio) e u ven an ment che minc ant tant con la man cuatova 'l pruietur per nenat fè vughe chicc basein (temp 'd 'na vota). Dop l'ha fò cariera.. l'è dventò parroc dù Dom: l'ha fò el pè bel del Piemont. Adess è retur ant la cesa ed Santantone 'n tla Pisterna, andua ui va tanta gent e la cesa l'è 'n splendur.
Anche nui du Ricre aiuma fò la nostra strò. Ma quande c'as ancuntruma diguma sempre: "tnanvise ed cui bei temp, tnanvise ed don Galian?" Um permetta ancur 'na vota, a nom ed ticc cul masnò, con in po' 'd cumusiòn, ai diga turna "Riverendo spinghi!".
"A don Galliano. Era il 1938. 70 anni fa. Mia mamma mi ha portato un giorno al Ricre. Quanti ragazzi! Mi venne incontro un prete giovane e bello: si chiamava don Galliano. Mi prese per mano, mi ha portato a giocare.
Mi ricordo che c'era una giostra che per farla andare bisognava spingerla. Lo chiamavamo con il nostro italiano "Riverendo spinghi!". Lui arrivava e con una manata la faceva girare. Alla domenica mattino messa e ogni tanto comunione generale. Arrivava con un cesto di pan dolce (un avvenimento!).
Dopo pranzo: dottrina, benedizione in chiesa e poi di corsa al cine a vedere Tom Mix e Buffalo Bill. Leggeva forte le parole per capire la trama (allora non c'era ancora l'audio) e mi ricordo che ogni tanto con la mano copriva il proiettore per non farci vedere qualche bacio (tempi di una volta)".
Registriamo ancora l'augurio cordiale del sindaco Rapetti, quindi la risposta commossa di monsignore, che ha ricordato l'operato "fraterno" nei suoi confronti da parte di tutti i presenti ed ha concluso, tra gli applausi, con un benaugurale "Ci vediamo per i miei 100 anni". (M.P.)

 

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