L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]

 

Lectura Dantis - PURGATORIO (19)

 

<<< PRECEDENTE - SUCCESSIVO >>>

La "divina commedy"

Novità ad ogni Lectura. In quella di lunedì 14 il cimento di Eleonora Trivella ed Egle Migliardi (a memoria), e di Giampaolo Testa. Tutti preparati, nella varietà dell'interpretazione: c'è chi carica drammaticamente il testo e lo rallenta, e chi predilige un discorso più filato, e ancora chi percorre la "strada di mezzo". Ogni ascoltatore può così eleggere il suo interprete preferito. Su un aspetto non si discute: tutti han studiato, a fondo e per bene, i versi a loro affidati, a dunque per prima cosa occorre applaudire l'impegno. Nella serata, con Silvia Caviglia (salterio), anche il piccolo coro composto da Agnese Darin e Vilma Cevasco (Corale "Santa Cecilia" della Cattedrale) e da Monica Canepa (Corale "Città di Acqui Terme"). Da Giorgio Botto (Liceo Scientifico "Parodi") introduzioni che hanno puntato su aneddoti, curiosità ed etimologie, e che hanno sottolineato gli effetti "televisivi" di alcune trovate. Come quando il canto si chiude nella nebbia, lasciando in sospeso la narrazione, una tecnica che ogni soap opera ci ha insegnato. Che la "divina", un giorno, si possa chiamare "Commedy"?

Dante, i canti XVI - XVII - XVIII del Purgatorio

Entreranno in scena nuove voci per l'ultima Lectura Dantis dell'anno 2005, quella del 21 novembre (sempre presso la Biblioteca Civica, inizio alle ore 21). Saranno quelle di Maurizio Novelli ed Enzo Bensi, che proporranno le immortali terzine dei canti XVI-XVIII, introdotte dalle osservazioni critiche della prof.ssa Lucilla Rapetti (Liceo Classico "Saracco").
In programma anche due brani musicali danteschi, come di consueto proposti dal salterio di Silvia Caviglia e da un collaudato terzetto corale. Al pubblico saranno così proposte le esecuzioni dell'Agnus Dei e del Beati Pacifici.

A metà strada...

Nel mezzo del cammin... della Commedia. Eccoci all'appuntamento conclusivo del primo ciclo di letture del Purgatorio (la seconda parte della stagione dantesca comincerà a metà gennaio: e in sala, l'ultimo lunedì, si registrava anche la presenza di Daniela Scarrone, critico dell'arte, cui è stata affidata una conferenza su Botticelli illustratore del Purgatorio).
E, soprattutto, ecco giungere la metà esatta del poema, che coincide con il canto XVI, quello di Marco Lombardo, caratterizzato da una trama che da romanzesca si fa sempre più concettuale, strumento formidabile di indagine teologica.

Quando Dante vola alto

Inutile star tanto a girarci intorno: il canto XVI è quello "del libero arbitrio" che ribadisce l'assoluta autonomia dell'uomo rispetto alla scelta tra bene e male, al di là degli influssi provenienti dai corpi celesti. È il primo di tre canti in cui il sapere dottrinale è padrone del discorso. E questo viene mediato (almeno inizialmente) da un'anima che fu in vita, "lo più savio uomo di tutta Italia".
Marco, protagonista nell'ambito delle corte, e la cui fama assurge anche alla celebre raccolta del Novellino, diviene esempio paradigmatico di quella società composta di donne e cavalier, affanni e agi "che invogliano amore e cortesia". [Tra l'altro, possiamo qui osservare una delle fonti dell'incipit del Furioso].
I versi di cui sopra, già ascoltati nel canto XIV, sembrano introdurre un personaggio dalla biografia scarna, ma avvolto nel mito: l'ideale per non distogliere il lettore da un discorso profondo che presto si estende alle cause della corruzione dell'umanità, e poi alle condizioni della Lombardia. Da una lato c'è l'invettiva nei confronti del mal governo di Papi e Imperatori, che è causato da guide deboli e dall'innaturale unione di spada e pastorale. Un verso, celeberrimo, inciso nella memoria di ogni (vecchio) studente: "le leggi son, ma chi pon mano ad esse?". Sull'altro versante prosegue il viaggio nell'Italia sventurata; dopo il bestiario toscano, dopo i casi di Romagna narrati da Guido del Duca, (canto XIV) si giunge all'area della Pianura Padana, "il paese che Adige e Po riga" e, soprattutto, in cui "solea valore e cortesia trovarsi, prima che Federico II avesse briga".
Le questioni politiche fan quasi dimenticare che siamo nella cornice terza, quella degli iracondi: ai pellegrini lo ricordano gli esempi di punizione che han inizio con Progne trasformata in usignolo.
Incontrato l'angelo della pace, saliti alla quarta cornice (quella degli accidiosi, lenti a comprendere il loro dovere e ora continuamente sollecitati), Dante e Virgilio nel canto XVII approfondiscono il problema dell'ordinamento morale del Purgatorio.
Quasi assenti, anche nel canto XVIII i personaggi, fatta eccezione per l'abate di San Zeno. L'"altezza", che caratterizza questo speciale cuore della Commedia, la resa sublime di questo medio del cammin si lega indissolubilmente alla "difficoltà": da un punto di vista narrativo, la triade di canti potrà sembrare indizio di un "poetare" stretto, forse meno avvincente, poiché le storie sembran passare in secondo piano.
Solo in apparenza questo è vero. Lo spazio è lasciato alla Storia, quella con l'iniziale maiuscola, che narra delle cose di Dio. Non è un caso, allora, che oggetto del discorso sia l'amore (naturale, istintivo, che si accontenta di rivolgersi alla cosa amata; e razionale, che la vuole detenere) e poi il rapporto di questo con il libero arbitrio.
Intanto cala la notte, quella del lunedì di Pasqua, e dunque il viaggio si deve arrestare, non prima di aver ascoltato le grida che proclamano nella cornice gli esempi di sollecitudine: Maria che si affrettò a visitare la cognata Elisabetta, Cesare assediante a Marsiglia e poi lesto a condurre in suoi armati in Spagna. Seguon parole di segno contrario, con gli Ebrei privi di volontà, incapaci di conformarsi alle prescrizioni di Mosè, e dei compagni di Enea che arrestarono improvvisamente in Sicilia, pigri, il viaggio verso il Lazio.

In scena "L'ultimo purgatorio"

Finisce il 2005 dantesco. Da Maurizio Novelli e da Enzo Bensi (per loro l'esordio stagionale) le ultime letture del Purgatorio, tenutesi lunedì 21 novembre, prima della pausa dicembrina, dinnanzi ad un pubblico sempre numeroso, e la conferma di una qualità delle interpretazioni sempre alta.

Enzo Bensi
Maurizio Novelli

Che bel Purgatorio

La Lectura procede a gonfie vele. E l'assessore alla Cultura dott. Roffredo - in segno di buon auspicio - non ha mancato di sottolineare la continuità tra i momenti danteschi e il cartellone teatrale del "Sipario d'Inverno" (il 22 dicembre proprio Enzo Bensi e i fratelli Massimo e Maurizio Novelli, con la Compagnia "I Pochi", porteranno ad Acqui la farsa di Dario Fo I cadaveri si spediscono e le donne si spogliano).
La serata di chiusura è stata poi impreziosita dalla profondità del commento della prof.ssa Lucilla Rapetti (Liceo Classico) che ha scavato ora nel lessico - sottolineando ora le rime puntute e difficili, ora la morbidezza dell'espressione dantesca, sempre comunque disponibile agli effetti sinestetici - ora nelle figure retoriche (con l'uso del chiasmo riservato tanto a Marco Lombardo quanto a Giustiniano, nel VI del Paradiso), proponendo osservazioni narratologiche e confronti con luoghi anche lontani della Commedia. Insomma, all'attento pubblico è stata proposta una dotta lectio che si è concentrata più diffusamente sul canto XVI del Purgatorio, con Marco Lombardo alter ego dell'Alighieri, e sui suoi contenuti, per ampi passi spiegati "a verso a verso".
E la triade di canti, che proponeva materiali assai elevati (che insistevano, in mezzo a densi fumi, sulla cecità del mondo, sulle interferenze della Chiesa e sulle questioni teologiche), ha permesso davvero di ribattere "il mal tardato remo", ribadendo i concetti basilari della visione dantesca.
Non a caso siamo al centro della cantica, e anche dell'intera Commedia e, dunque, il ritorno della metafora marinara (si ricordi il canto I del Purgatorio) non è altro che un ulteriore indizio di una architettura davvero divina.
E la constatazione che questo passaggio centrale (che per alcuni aspetti ricorda l'Inferno, e per altri è già proiettato verso il Paradiso) sia stato convenientemente illustrato da un eloquio - nelle introduzioni di Lucilla Rapetti - che contemperava proprietà tecnica e ricercata eleganza, è da salutare come un ulteriore segno del successo che la Lectura acquese sta conseguendo.
Quanto alle musiche, è stata apprezzata la bravura delle interpreti vocali, alle prese con complicati melismi, così come delle parti strumentali affidate a Silvia Caviglia cui è toccato suggellare la serata.

Arrivederci al 2006

Il Purgatorio riprenderà il 16 gennaio con una conferenza dedicata ai disegni di Botticelli per la Commedia (relatrice la storica dell'arte Daniela Scarrone).
Dal 23 gennaio sino al 27 febbraio (tutti i lunedì tranne il primo di quest'ultimo mese) le nuove letture dei canti XIX - XXXIII, in cui si segnalano molteplici passaggi musicali, assai più frequenti rispetto alla prima parte or ora terminata (ci sarà anche la novità dei cantori, in aggiunta alle voci femminili). In qualità di lettori dovrebbero esibirsi Giovan Battista Garbarino, Monica, Ilaria e Tiziana Boccaccio, Massimo Novelli, Eleonora Trivella, Gianfranco Barberis. Ai citati si unirà - accadde anche lo scorso anno, con Gerardo Placido - poi anche un attore professionista. Massimo Bagliani (già interprete della stagione "Sipario d'Inverno" protagonista de Devo fare un musical, in programma all'Ariston mercoledì 8 febbraio), terrà così la scena dantesca lunedì 30 gennaio.
Tra i commentatori hanno assicurato il loro contributo Elena Giuliano, Claudio Camera, Gian Luigi Rapetti Bovio della Torre, Adriana Aringhieri e Carlo Prosperi.

Giulio Sardi

<<< PRECEDENTE - SUCCESSIVO >>>

 

Scrivi alla redazione di Acqui Terme

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]