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"Percorsi"
Personale di Erika Bocchino

 

Bubbio. "Percorsi" dà il nome alla personale della giovane artista bubbiese Erika Bocchino che per la prima volta si mette in gioco, nelle mani dei suoi fruitori.
Le opere sono visibili presso l'Enoteca Artistica di Cortemilia, di via Dante Alighieri, (da venerdì 5 marzo a mercoledì 14 aprile) e vogliono sottolineare il suo percorso, la sua ricerca artistica a partire dagli anni in cui frequentava l'Accademia delle Belle Arti fino alle ultime realizzazioni del 2004. Dopo il vernissage fissato per le ore 18 l'orario di visita è il seguente: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21 tutti i giorni escluso il mercoledì.
La produzione dell'artista venticinquenne si esprime attraverso sculture, incisioni, ma soprattutto sono presenti in gran numero opere pittoriche.
Si parte da una figurazione personalizzata, reinterpretata, spesso stravolta in cui l'inquadratura dei soggetti è ravvicinata, è come vista al microscopio: parrebbe quasi che della realtà innamorata della natura ne voglia penetrare le fibre più recondite.
La percezione dello spettatore si sofferma quindi sul dettaglio a scapito di una cornice più vasta; è un vero e proprio processo di frammentazione.
La ricerca pittorica di Erika si fa quasi affannosa quando muove da sola i primi passi, quando cerca di liberarsi da condizionamenti. Solo nei primi anni dell'autrice ancora studentessa, si avverte un sottile "omaggio" ai grandi del XX secolo (quali Matisse, Delaunay, Sonia Terk, Kandinskij e agli impressionisti in genere). La sua produzione sgorga da un'interiorità che riflette la sua persona estroversa e solare, ma è anche frutto di una meditazione quasi ragionata, è figlia di un binomio che riassume pratica e studio assiduo della storia dell'arte e delle leggi cromatiche. Il bagaglio culturale e visivo è tangibile, ma rimane integra la propria libertà ed indipendenza.
Man mano che si procede negli anni si avverte una crescita artistica che non appare mai stanca, mai ripetitiva, anzi, sempre ricca di nuovi spunti, ma sempre si percepisce un denominatore comune come la ricerca della texture del quadro per cui la superficie è testimone di un lavoro che vuole andare a fondo.
L'artista non si limita solo all'uso di varie tipologie di colori che creano sottili passaggi cromatici; il quadro è spinto all'estremo quando lei interviene con colla, gesso, matite colorate, cere, …
A dire la ricchezza di fermenti e di ansie della giovane, il fruitore deve soffermarsi per coglierne l'essenza, per avvertire particolari che a primo acchito gli potrebbero sfuggire.
La sua pittura, però, è al contempo emozionale come quella in cui giocano un ruolo importante la linea, il colore, la luce.
Erika, concluso il Corso di Decorazione all'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, abita a Bubbio (Asti), insegna da tre anni nelle scuole medie inferiori e superiori ed è docente di corsi di pittura per adulti e di attività artistiche extra-scolastiche alle scuole dell'infanzia ed elementari.

Pubblicato su L'Ancora del 29 febbraio 2004

 

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