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Passaggio a nord-est. I viaggi avventurosi di Giacomo Bove.

 

Un libro di Pierdomenico Baccalario e Andrea Canobbio

Acqui Terme. A centocinquanta anni dalla nascita dell'esploratore Giacomo Bove, Pierdomenico Baccalario e Andrea Canobbio, in collaborazione con il Comune di Acqui Terme, hanno scritto il romanzo d'avventura Passaggio a nord-est / I viaggi avventurosi di Giacomo Bove. La presentazione del libro è prevista per giovedì 13 novembre, alle 21, nei locali della Biblioteca Civica "La Fabbrica dei Libri", in Via Maggiorino Ferraris.

Un'intervista a Pierdomenico Baccalario, uno degli autori.

Giacomo Bove
Giacomo Bove
Passaggio a nord-est non è il suo primo libro. Può dirci qualcosa della sua carriera come scrittore, come ha iniziato a scrivere e l'argomento dei suoi romanzi precedenti?

Ho iniziato a scrivere e a pubblicare romanzi per ragazzi, esordendo con "La strada del guerriero" (Piemme) e continuando, poi, con una collana di narrativa storica, intitolata "La Clessidra Book&Web" (DeAgostini). Lavorando su argomenti di questo tipo, ho apprezzato la vita di personaggi troppo spesso trascurati o ignorati. Oggi si insegna la storia come un'insieme di dati, di percentuali, di aumenti e di diminuzioni della popolazione, di flussi migratori, di crack economici e si dimentica, spesso, di fare una semplice, ma appassionate, storia di persone. Credo sia questo il motivo per cui la "storia" sia una delle materie meno apprezzate dai ragazzi.

Come le è venuta l'idea di scrivere una biografia su un esploratore?

La mia collana di libri "Clessidra" parla di statue che, scese dal piedistallo, raccontano ad una persona dei giorni nostri un'impresa del passato a cui hanno assistito. Guardando il monumento di Giacomo Bove, che riposa tranquillo nei giardini della stazione di Acqui Terme, mi è venuto in mente di scoprire "chi era". Ho trovato i suoi diari, le sue lettere, nel Fondo Bove dell'Archivio di Acqui Terme, ne ho parlato con Andrea Canobbio, da sempre compagno di ricerche e di imprese letterarie, abbiamo cominciato a domandare, a leggere e a cercare... voilà!

Viaggiatori del passato e tempi moderni: la vicenda di Bove è ancora attuale?

Giacomo era un esploratore che sognava imprese gigantesche, per sé, per coloro che lo accompagnavano e, soprattutto, per il suo Paese. Era adorato dal popolo, che leggeva le sue imprese e aveva voglia, allora come oggi, di un eroe pulito, capace di concretizzare, nei fatti, le aspirazioni della loro immaginazione. Al tempo stesso, Bove era mal tollerato da certa intellighenzia dotta e studiosa, abbarbicata su comode poltrone e, probabilmente, rosa dall'invidia per i suoi successi. Più attuale di così...!

Ci sono stati altri esploratori ottocenteschi, perché proprio Bove?

Come Giacomo, amo la mia terra e Acqui in particolare. Penso che ci siano tesori da scoprire, personaggi da far conoscere e storie da raccontare. Bove è partito dalle nostre colline per dare il suo nome a fari svedesi, a stretti di mare nella Terra del Fuoco, a cascate del Paranà (dove lo conoscono come Santiago Bove!). In questo libro si è scelto di lasciar parlare lui: le opinioni, i dialoghi, i colori, le descrizioni del libro, sono tutte di Giacomo. Io mi sono limitato ad inserire delle "cornici" tra i suoi viaggi, a sostituire modi di dire ottocenteschi con frasi più moderne e scorrevoli, ad eliminare i passaggi "tecnici" delle sue memorie. Ne emerge un ragazzo allegro, benvoluto, competente, capace. Un esploratore - tecnico, che diventa, con il passare degli anni, i successi e le delusione, un esploratore - romantico; l'epilogo della sua vita, quando decide di suicidarsi perché divorato da una malattia misteriosa, è la conclusione lirica del suo essere "eroe completo, totale, senza compromessi".

Se potesse visitare uno solo dei luoghi visti da Bove, quale sceglierebbe?

Acqui e le campagne di fine ottocento, in cui lui è cresciuto. Ho una mia precisa teoria sulle nostre colline: credo che qui ci siano più sogni, più idee, e, soprattutto più tempo per realizzarle. Forse è proprio grazie alle sue origini, che Giacomo, senza appoggi di alcun tipo, senza conoscenze o poteri economici particolari, è riuscito a raggiungere, prima di tanti altri figli delle grandi città, i mari artici mai esplorati prima dall'uomo, a svernare con i pastori della Siberia, ad osservare le balene della Terra del Fuoco e a cavalcare dietro i branchi di guanachi.

Che cosa conterrà il sito internet www.giacomobove.com?

Tutto ciò che non è presente sul libro. Il libro è una biografia romanzata, che spero sia agile e di facile lettura. Sul sito, invece, saranno presenti gli apparati critici, le famose note a più pagina, le foto che abbiamo raccolto e che raccoglieremo, le scansioni, a grande formato, delle pagine dei suoi diari, le trascrizioni integrali dei documenti citati nel testo. Il sito costituirà l'apparato tecnico del libro.

In futuro, si cimenterà ancora con biografie di personaggi piemontesi oppure Passaggio a nord-est è da considerarsi un esperimento isolato?

Mi piacerebbe che fosse l'inizio di un progetto che ho avuto modo di condividere con le persone che hanno collaborato alla riuscita di questo libro. Potremmo chiamarlo"occhi piemontesi" capaci di guardare secoli diversi. Bove ci ha regalato il suo sguardo sull'ottocento. Altri ci potrebbero raccontare le crociate (penso a Corrado del Monferrato ad Antiochia) o l'impero spagnolo al culmine del suo splendore (penso a Mercurino Arborio di Gattinara, consigliere particolare di Carlo V). Ma sono semplici esempi delle infinite possibilità che abbiamo di raccontare storie di persone. (P.R.)

Pubblicato su l'Ancora del 9 novembre 2003

 

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