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"In mument... e via"
di Guido Cornaglia

 

Guido Cornaglia - In mument... e viaRicaldone. Sabato 6 marzo alle ore 17, presso il salone della Cantina Sociale "Ca' di Ven" verrà presentato il volume di poesie dialettale di Guido Cornaglia "In mument... e via", voluto dall'assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria ed edito da Reverdito Edizioni.
A presentare il libro saranno il prof. Adriano Icardi, assessore alla Cultura della Provincia e il prof. Arturo Vercellino, grandi amici dell'indimenticabile Guido.
Guido Cornaglia nato nel 1942, acquese doc, innamorato della sua città, personalità versatile, ha saputo distinguersi come sportivo, giornalista e vero educatore.
Animo sensibile, è riuscito a trasferire nella poesia dialettale, suo ultimo grande amore, l'attaccamento alla propria terra.
Dopo lunga malattia, affrontata con grande coraggio e dignità, è mancato il 18 novembre del 2002.
"In mument... e via", dedicato da Guido a "Vogliatevi bene e troverete la felicità", è una raccolta di poesie in dialetto acquese con testo in lingua italiana a fronte, la presentazione del volume è di Adriano Icardi di mons. Giovanni Galliano e di Arturo Vercellino.

Così sintetizzano la raccolta

Adriano Icardi: "... La malinconia e la nostalgia dei tempi ormai lontani e trascorsi per sempre, vengono rievocate dal lieto e dolce rivivere di questi momenti, attraverso la memoria e il ricordo, che diventano poesia. I personaggi descritti e cantati, con versi efficaci e toccanti, sono figure semplici e popolari, piene di fascino e di mistero...".

Mons. Giovanni Galliano: "... Egli sa dare un'anima grande anche alle cose semplici, sa rendere nobile anche il quotidiano; il dialetto acquese in Guido Cornaglia diventa musica e suono familiare, che non ti stanchi mai di ascoltare e ti aiuta a conoscere e a farti apprezzare gli angoli, le case, la gente e le vicende della tua città...".

E Arturo Vercellino: "... Cantore genuino e sincero, creatore di una poesia che vuole essere insieme corale e intima, Guido ha saputo parlare al cuore della gente come pochissimi altri...
... Momenti che appartengono a più generazioni, nei quali molti possono riconoscere se stessi e gli amici di giorni indimenticabili...
... Quanto Guido ha scritto è la sua vita, la sua memoria, l'intera sua esperienza...".
A Ricaldone Guido Cornaglia è stato per 17 anni, dal 1972 al 1989, amato, apprezzato ed indimenticato insegnante elementare.

G.S. (Pubblicato su L'Ancora del 7 marzo 2004)

Ricaldone ha ricordato Guido Cornaglia

Ricaldone. La commozione. La partecipazione, intesa non solo come presenza fisica (eravamo, comunque, in tanti, sabato scorso 6 marzo a Ricaldone, nel salone d'onore della "Ca di ven" della Cantina Sociale di Ricaldone) ma come coinvolgimento di un comune sentire, grazie alla profonda sensibilità con la quale il prof. Arturo Vercellino ha tratteggiato la figura del maestro Cornaglia come docente, come educatore, come poeta e - soprattutto - come uomo.
Presenti autorità, esponenti del mondo della scuola, della cultura, dello sport, del mondo vitivinicolo, tanti amici (nel senso da lui inteso), la moglie Carlina e la figlia Serena - che ha letto le poesie più significative del papà - è stato il prof. Adriano Icardi a presentare la serata, con molti contributi fra cui quelli del prof. Geo Pistarino - docente di Storia Medioevale all'università di Genova, di Giampiero Nani, sindaco di Montechiaro d'Acqui e presidente della Comunità Montana "Alta Valle Orba Erro Bormida di Spigno", di Giuseppe Artuffo sindaco di S. Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese e assessore della Comunità Montana "Langa delle Valli Bormida Uzzone e Belbo", oltre naturalmente, al sindaco di Ricaldone, rag. Celestino Icardi e al presidente della Cantina Sociale di Ricaldone, enologo Osvaldo Franco Zoccola, che ha fatto gli onori di casa.
L'intervento più toccante però - quello che ha visibilmente intenerito il cuore della moglie Carlina e della figlia Serena (l'alunna in più di papà Guido a Ricaldone - per sua stessa ammissione - "al sabato, quando potevo"… per una sorta di malcelata gelosia - evidentemente - nei confronti di "quei privilegiati tanto in gamba, tanto bravi… tanto qui, tanto là…") - è stato quello di una alunna ricaldonese del "maestro" (Guido ha insegnato ben 17 anni nelle scuole elementari di Ricaldone: dal 1972 al 1989) Paola Briano, che ha parlato a nome di tutti gli altri ex alunni di Ricaldone, molti dei quali presenti in sala.
"Un educatore - ha detto in sintesi la Briano - sensibile e premuroso, sempre attento e "vicino" ai suoi alunni, dentro, fuori… e … oltre la scuola elementare… sia nel caso che qualcuno di noi avesse spiccato il volo o che remasse nelle retrovie. Piuttosto nel secondo caso che nel primo".
Sottolinea la grande bontà, la duttilità, l'umanità del "magister", la Briano si è soffermata ad evidenziare la lezione di vita ricevuta, i valori assimilati e fatti propri, il dono di una solida amicizia, trasparente, limpida, gioiosa e fraterna.
La pratica dello sport come fattore educativo insostituibile. La lealtà come misura nel confronto e nel rapporto con gli altri… La tolleranza. La partecipazione. Un solido spirito di gruppo. L'orgoglio dell'appartenenza. Una identità ben definita. Generosità e disponibilità, sempre.
Quanto al "poeta" Guido Cornaglia la sintesi sta nelle parole di un altro poeta, il prof. Arturo Vercellino: "Quanto Guido ha scritto è la sua vita, la sua memoria, l'intera sua esperienza. E si direbbe che mettere nero su bianco sia stata una costrizione, per lui che era un sostenitore della poesia "detta", comunicata da uomo a uomo, con la voce, il gesto, lo sguardo, il respiro. Ascoltando i suoi versi, ci commuoveremo e, ognuno alla nostra maniera, sentiremo i profumi, gli accenti, i tratti luminosi che tutte le creature sensibili possono percepire".
…lâste andè an cul istant
…sôra i ogg e suspira…

Piero Sardi (Pubblicato su L'Ancora del 14 marzo 2004)

 

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