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"Vita Energia Corpi"
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Il motivo unificante si può cogliere nella natura. Da un lato i tratti sulla carta mostrano figure femminili intorno ad alberi, quasi metamorfiche, lievemente danzanti. Dall'altro il bianco e nero delle immagini indaga scorci naturali in cui si percepisce il respiro della natura. Tutti i lavori rimandano, così, ad un eguale fondo di consistente sensibilità. Ad una eguale corda emotiva che sembra vibrare, incessante, a monte di ogni realizzazione. Una differenza sta forse nel cammino fin qui percorso dalle due artiste. Se Elisa Marchelli sembra ancora indagare su una molteplicità di strade, "cercando" un'arte che siamo sicuri è prossima ad offrire il privilegio di un'idea guida (ma è importante mettersi in gioco, perseverando come fa, in attesa che siano i colori ad impossessarsi della mano, che sia la matita ad imporre la sua dittatura), Debora Delorenzi sembra aver imboccato, e con personalità, un percorso che rivela, già a prima vista, qualche pasoliniana suggestione. I colori del bianco e neroCon la complicità di figure alate, di "attori" che muovono la scena e che interagiscono con il contesto naturale, emerge l'attitudine a raccontare una storia, più o meno biografica, in cui ogni episodio vive in tre /quattro scatti. E che soprattutto esalta il simbolico (il tema della nascita, della rinascita
) e la suggestione onirica, vive di accessi tra al qua e al di là e di vie, ricche di potenzialità dinamiche (si veda la figura femminile su altalena), sa indagare con spontaneità il volto del giovane come quello dell'anziano, va a caccia del particolare, nel microcosmo. (G.Sa) Pubblicato su L'Ancora del 13 giugno 2004 |
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