L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]

 

Ando Gilardi, enfants e computer art: il futuro è cominciato

 

Intervista esclusiva ad Ando Gilardi

Ando GilardiPonzone. Il paese non sarebbe tale senza Ando. Sembra un paese come altri. Ma non è così.
Già l'esterno della sua abitazione manifesta timidi ma evidenti segni di originalità. Ma entrarvi vuol dire accedere ad un mondo altro.
Grazie all'informatica, al PC, all'ADSL, Ponzone è uno dei cuori pulsanti, uno dei centri del mondo. Una stazione capolinea di idee e discussioni, una emittente instancabile di sollecitazione verso i "gilardiani" (ovvero docenti universitari, artisti, fotografi, giornalisti o semplici appassionati della fotografia; o curiosi, affascinati dal "Diario" che Ando mette in rete, destinato alla sua comunità di amici). Una fucina di idee, spesso provocatorie, talora veramente geniali. Ando anche, questa volta, non si smentisce: i suoi aforismi incidono la mente come la lama del coltello. Come al solito le sollecitazioni vengono dall'attualità.
"La Storia dell'Arte? nulla più che una ininterrotta campagna elettorale". "Il dialogo Dei massimi sistemi del mondo di Galileo, piccola circolazione di idee tra amici, paragonato ad una intercettazione telefonica". L'arte concepita come "quel mezzo che permette al cretino di credersi e passare alla storia come un genio, e al genio di creare delle opere per le quali basterebbe un cretino".
Ando è un fiume in piena, ha il gusto per la divagazione, sembra quasi voler mettere alla prova l'interlocutore percorrendo tutti i rami frondosi dell'albero, ma poi sa condensare in poche frasi il suo pensiero.

Intervista ad Ando "l'infedele"

- Chi sono gli Enfants Terribles? Ando, ci fornisci una breve spiegazione del progetto?

Gilardi: "Ci sono due tipi di Enfants Terribles (ET): uno analogico (ETA) e uno digitale (ETD).
Con il primo l'Artista adulto e famoso, il Maestro, preleva, copia, più o meno infedelmente - per le sue Opere (Capolavori) - dagli Scarabocchi (chiameremo così quelli infantili). [Sembra impossibile. Ma è così. Una mostra dedicata al Linguaggio dell'infanzia nell'arte 1909-2004 si è tenuta a Lugano, al museo cantonale d'arte tra 2004 e 2005: l'arte è la ri-produzione, l'esaltazione della copia che attinge ad un modello, che è copia di una copia...ndr].
Nella seconda il Bambino preleva le sue Opere Digitali (capolavori) da quelle dei Maestri.

- La conclusione?

Gilardi: La Storia Generale dell'Arte non è altro che la storia di una millenaria catena di Opere dove ciascun anello (copia) nasce da un altro: e conoscere significa aver visto e "toccato" con gli occhi. Questa esperienza cosciente è rara. Solo la Fotografia l'ha resa possibile: miliardi di "riproduzioni" (copie infedelissime) dei Capolavori sono anelli che si agganciano alle immagini più o meno famose e prolungano astronomicamente le catene della Storia dell'Arte.

- Possiamo approfondire per i nostri lettori questo tema?

Gilardi: La Fotografia Analogica (che è una Istantanea) è ottusamente infedele. Cioè nasce morta, non vive: non è fluida. Poi, per varie ragioni, economiche e politiche, non si riconoscono valori e meriti artistici al fotografo che riproduce il quadro: è un anonimo copista, ha meno meriti di chi usasse, invece di una macchina fotografica, una fotocopiatrice e mettesse il quadro sul vetro e poi schiacciasse il bottone. E non firma come non firma la segretaria che negli uffici diventa fotocopiatrice.
Con il salto epocale Digitale (e il salto sta nei programmi detti in principio di "ritocco"; l'esempio più alto è Photoshop), la Fotografia delle Opere conquista una totale infedeltà: diventa "fluida".

- Intendi "nuova"? "rinnovata"? Degna di una paternità artistica?

Gilardi: Esattamente. Perdonatemi se mi cito. "Chiamare Fotografia anche l'Immagine Digitale non è giusto e dipende dalla vischiosità del linguaggio. Queste immagini non hanno ancora nomi propri perché l'evoluzione del mezzo è stata più rapida di quella del linguaggio, perciò siamo costretti a parlarne con vecchie nomenclature. I soggetti che illustrano sono vecchi di secoli, come il ritratto sacro e profano, ma nuovissimo è il procedimento che chiamiamo digitale. Infine alcune di queste immagini sono copie di copie di copie eccetera: arrivano da una lunga catena di trasmissione iconografica saltando da una immagine all'altra, cambiando forma, dimensione, colori, supporti e autori".

- ...E in più i colori sono sempre "freschi", brillanti, non ancora asciutti. Non ci avevo mai pensato. E non ci sarà mai bisogno di restauro. E con un click il dettaglio diventa più grande dell'insieme.
A confronto il Louvre diventa un'accozzaglia di "croste" vecchie e polverose, rottami antichi, esempi di inequivocabile decadenza (a dir così mi pare di essere diventato un futurista!!!!)

Gilardi: Aspetta. Senti cosa dice Walter Bruno. "Con la digitalizzazione qualunque immagine diventa immagine di repertorio. Qualunque immagine è passibile di modifiche. Non esiste originale, non esiste copia. L'aura di Walter Benjamin non è persa, ma semplicemente impensabile.

- Vero: con Photoshop CS3, un programma Adobe uscito tre anni fa (e qui chiedo lumi a Patrizia Piccini, una delle custodi della Fototeca Storica Nazionale "A. Gilardi") il quadro diventa a sua volta una tavolozza in cui intingere il pennello: è un salto di diecimila anni!

Gilardi: Finalmente ci sei arrivato! La conquista della Libera Infedeltà Fotografica Digitale, questo è il punto - meglio la conclusione - consente a una bambina di 5 anni di agganciarsi all'anello di un capolavoro di (esempio) Picasso che a sua volta si agganciava all'anello di un capolavoro precedente (mettiamo di Velasquez, Le damigelle d'onore), dicevo agganciare un anello "infantile" che rappresenta un nuovo progresso storico-estetico.
Vediamo se hai capito.
In che anno siamo?

- Nel 12.007.

Gilardi: Risposta esatta.

(a cura di Giulio Sardi)

Dallo scarabocchio al museo web art

Ando Gilardi - Scarabocchio digitaleAcqui Terme. Sarà davvero un'estate d'arte "con i fiocchi" quella che si prepara. Da Acqui un contributo essenziale (dalla Biennale per l'Incisione che apre sabato 23 giugno, all'Antologica dedicata a Carlo Fornara - fine giugno, alle rassegne organizzate dalle tante gallerie acquesi, comunali e non), ma le novità vengono dai paesi. Da uno in particolare. Da Castelnuovo Bormida.

Scarabocchi digitali…

Qui, sul fiume, le idee d'avanguardia di Ando Gilardi hanno avuto modo di attecchire e si concretizzeranno nella sala multimediale di Piazza Marconi (ex chiesa del Rosario) con la prima mostra mondiale dello scarabocchio digitale, che ospita le opere di Lucrezia Romussi "enfant terrible", ponzonese (sino a pochi anni fa) come Ando, giovanissima allieva che a cinque anni ha appreso, per gioco, dal Maestro della fotografia italiana, quelle poche regole elementari che permettono di governare Photoshop. L'iniziativa, voluta dal Municipio (Ass. Cultura), "I ragazzi del paese" - casa Gautier, e dalla Fototeca Storica Nazionale "Ando Gilardi" - e cui contribuisce anche l'Ass. Cuochi della Cucina Mediterranea - sarà aperta sabato 23 giugno, alle ore 17, con una lezione "a due voci", tenuta da Ando Gilardi e da Patrizia Piccini, dedicata all'apprendimento infantile dell'arte digitale.

… al MUMUCA

Ma non è questa l'unica novità. A Castelnuovo nascerà (nell'autunno) il MUMUCA, il MUseo dei MUsei di Computer Art). Eccone una presentazione d'autore a cura di Ando Gilardi. "Immaginate: uno visita il Louvre (che io chiamo la Grande Cloaca). Cammina cammina e vede un quadro che gli piace. Pensa ad una parete di casa sua, lo stacca dal muro e se lo porta via e di colpo... toh, magia... sulla parete riappare il quadro di prima. Questo è più o meno il MUMUCA: il visitatore non cammina, ma siede. Davanti gli passano le opere che sono i massimi capolavori dell'Arte Digitale - ma, attenti ragazzi, potrebbero essere anche le opere vecchie e rincoglionite del Louvre; però il MUMUCA è fatto per l'Arte Digitale che nasce adesso e in breve sarà tutta l'arte. Il visitatore seduto vede un'opera che gli piace, la stampa e la porta via per appendersela in casa. Ma può anche registrarla in una drive-pen (per la porta USB) che tiene al collo: a casa la vede, analizza modifica taglia .... sul suo computer". Tre livelli di fruizione, ma soprattutto la percezione che la web art ci spinge nel futuro. (G.Sa)

Il 23 si inaugura "Scarabocchio digitale"

La piccola Letizia espone a Castelnuovo Bormida

Castelnuovo Bormida. Sabato 23 giugno, alle ore 17, a Castelnuovo Bormida, sarà inaugurata una mostra d'arte molto particolare. Si intitola "Scarabocchio digitale", e costituisce un importante esempio di didattica dell'arte, fortemente voluto dal maestro ponzonese Ando Gilardi, fotografo ed artista a tutto tondo che, con accanimento e determinazione, doti che da sempre fanno parte del suo bagaglio di artista e di uomo, ha personalmente provveduto all'organizzazione dell'evento.
Nonostante abbia ormai superato gli 85 anni, dopo un'intera vita spesa per l'arte, il maestro Gilardi ha sviluppato una nuova ed innovativa teoria, che dopo mesi di lavoro ha trovato modo di concretizzarsi grazie anche alla mano di una giovane allieva.
Si tratta di arte digitale, un nuovo fenomeno che parte dall'osservazione di alcuni noti dipinti, unanimemente inseriti dalla critica nella lista degli importanti capolavori degli ultimi secoli, ha notato la loro somiglianza con opere, magari anche solo abbozzate, risalenti a periodi precedenti, che per motivi diversi non sono state baciate da altrettanto successo.
Accanto a questa forma di analisi, c'è l'elemento innovativo, rappresentato dalle moderne apparecchiature elettroniche, i computer, che con i loro software sofisticati rendono possibile anche ad un bambino in età prescolare l'interazione con questi capolavori, fino a realizzare qualcosa di completamente nuovo, un "capolavoro digitale", un'opera nuova che parta dal capolavoro originale e lo renda qualcosa di diverso, ma di altrettanto profondamente artistico.
Partendo da queste premesse, Ando Gilardi, tra la primavera e l'estate dello scorso anno ha avuto come allieva una giovanissima artista di soli 5 anni, Lucrezia Romussi. La bimba, che non aveva neppure mai frequentato la scuola dell'infanzia, è riuscita a interagire al meglio con i capolavori dell'arte e con il mezzo multimediale, producendo delle vere e proprie opere d'arte, e dando così ragione a quanto teorizzato dal maestro. Il risultato di questa strana collaborazione lavorativa tra "il vecchio saggio" e "la bambina" sarà ora visibile a tutti, esposto in una mostra permanente che sarà inaugurata, venerdì 23 giugno, alle ore 17, presso la sala multimediale della ex chiesa del Santo Rosario. All'apertura sarà presente anche il maestro Gilardi, che intratterrà i visitatori con una conferenza esplicativa sull'argomento. corredata da una proiezione.
Intanto, con l'ignara allegria dell'infanzia, la piccola artista, Lucrezia Romussi, racconta alcuni particolari della sua esperienza nell'arte digitale. "È stato molto divertente lavorare insieme al signor Gilardi", premette. Ma cosa l'ha ispirata a realizzare queste opere? "Mi sono lasciata guidare dalla fantasia, ho fatto quello che mi piaceva, in maniera spontanea". Come una vera artista, insomma.
Un'artista il cui talento potrebbe essere superiore alle previsioni: infatti, al termine dell'esposizione in programma a Castelnuovo Bormida (23 giugno - 23 settembre), "Scarabocchio Digitale" potrebbe approdare su una piazza prestigiosissima per l'arte italiana: nientemeno che Venezia. Infatti, proprio in concomitanza con la chiusura della esposizione castelnovese è già in calendario un incontro con emissari della Iuav di Venezia che potrebbe preludere all'arrivo delle opere della piccola Letizia sulle rive del Canal Grande. (M.Pr)

 

Scrivi alla redazione di Acqui Terme

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]