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Dalla O alla S
O
- Od(d)oni, -e, Ottoni, -ino, Oldoni: dai personali german. Audo, Oldo, Otto, da una radice auda, "potere": quindi, "proprietario".
- Ögia: si richiama questo toponimo vesimese (Vâl 'd l'ögia) per proporne la riconduzione al longobardo olgia, augia, "spianata": alla testa di questa valletta sta del resto una spianata con nuclei abitativi. Si rammentino inoltre toponimi lombardi come Oggiono, Olgiate, e ticinesi (Oggio) con la stessa radice.
- Oldo: dal personale germanico potrebbe derivare Par-oldo (esistono però i toponimi in prov. di Cuneo e Alessandria: Parodi Ligure).
- Oliva, -ieri: da un matronimico Oliva.
- Orsi: n. augurale (Orso) da ursus, "che tu sia forte come un orso".
- Ostellino: da Augustello, -ino.
P
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| Il capostipite delle famiglie "Pellegrini" traeva il suo indicativo dal viaggio che aveva fatto in Terra Santa o in Galizia, a s. Jacopo di Compostella; vale quindi "Pellegrino per i deserti campi" (disegno di Orio Galli da O. Lurati,"Modi di dire", Lugano, 1998). |
- Pace: nome augurale, molto diffuso come "portatore di p."; da qui, anche Pacelli, Pasolini.
- Pagani: nome di moda connesso alle Crociate.
- Paleari: per lo più, lombardo; ma migrato anche da noi: da paleata domus, "casa dal tetto di paglia".
- Pallavicini: da un soprannome che suonava "pela vicini", proprio quindi di "gente avida, prepotente".
- Panizza: nome di mestiere, "chi cuoceva la panizza", una minestra di panico (Veneto) o una polenta di farina di ceci (Liguria) o un piatto con diversi ingredienti in area lombarda.
- Panzeri, Pancera: in riferim. a "chi fabbricava pancere, corazze". Lurati vede però nella variante Panìcera una derivazione da panizza, "focaccia", per indicare chi la fabbricava (v. Panizza).
- Papa: nome dato (v. Re, Imperatore) a "chi ebbe antenati solenni, flemmatici come un p.".
- Pap(p)afico, Pap(p)alardo: soprannomi scherzosi spesso attenuati, con mozzatura, in Papa.
- Parente, -i: da un nome augurale, (Bon)parente, "tu sei un buon parente".
- Parìs: cognome reso di moda dai novellatori dei cicli epici: si noti la lezione ossitona, come appunto nei romanzi in lingua d'oïl, che anche Dante conserva (cfr. Inf., V, 67 e passim) per i nomi proprii di quell'epica e peregrini, stranieri. A Cessole e Vesime permane in questa lezione.
- Pasta: nome attinente a un mestiere; in Lombardia, "chi si occupava di impastare pomate".
- Pedrotta: v. Pietri.
- Pelle(g)rino, -i: da per agros, "camminanti per i deserti campi", pellegrini verso la Terra Santa. Il capostipite aveva fatto questo viaggio: cfr. analogamente i Palmieri (ne riportavano un ramo di palma) e i Gallizia (v.).
- Pelli: da (Jaco)pelli, (Filip)pelli.
- Perego: rotacismo da pelago, braccio di lago: lo troviamo anche a Tortona.
- Pertusati: scherzoso da pertüs, foro.
- Piazza: diffuso dovunque, indica la famiglia che abitava sulla piazza (principale) del paese.
- Pietra: attestati da Savignone (GE) al cantone Ticino nel 1830; da buoni liguri, erano gli "scassadoo", dissodatori e costruttori di ronchi a terrazze. A Comano si indica ancora la "pastüra genovesa", dissodata appunto dagli sterratori genovesi. Ovvio il rinvio alla pietra, ma diverse le interpretazioni possibili.
- Pietri, Pedr-, e deriv.: chiaro il rimando al santo. Tra i derivati ricorderemo i Pedrotta, -i, una famiglia di capimastri attestata a Curio (Malcantone) nel 1516, di cui alla fine del XVI sec. già si distinguevano quattro ceppi: imparentati tra loro, con i Barchet(t)a, con i Banchini, -o, migrarono ed operarono a lungo, con esponenti di quelle famiglie, in valle Bormida quali valenti capomastri: una Pedrotti(-a) sposa nel 1671 Francesco Banchino, autore (1646) dello splendido altare dell'oratorio dei Batüü a Vesime; un Carlo Pedrotta è attivo nel restauro della vecchia parrocchiale di Cessole (1658); e Domenico Pedrotta (1731 - 1813) progetta e costruisce le chiese di Bubbio e di Cessole (1779). Un ramo dei P. si stabilì a Casale agli inizi del 1700: da qui, un Giuseppe P. fu avvocato a Torino, presidente del tribunale di Pinerolo; con lui si estinse in Torino (1899) la famiglia trapiantata in Piemonte (v. Alther-Medici, Curio e Bombinasco
, Locarno, 1993, pagg. 269-272).
- Pola, Polo, -i, -li: da Paulus, Pol: i Pola sono attestati a Brusio, Grigioni, dal 1630; dal 1622 in Mesolcina, a Vesime dal sec. XVII.
- Poloni, -ia: da (A)pollonia, santa ausiliatrice contro il mal di denti.
- Ponci, -ini: diffuso in Lombardia e nell'Astigiano. Da poncia, punta, "tipo appuntito, minuto" in contrapposizione a borra (v.) e deriv.
- Ponti, Pons: famiglia che "abita(va) presso un ponte", o "addetta alla sua manutenzione".
- Poretti, -lli, -llo: da poveretti, per sincope. Nella accezione dialettale Purèt è in uso a Vesime.
- Porro: dal lat. pauper, pov(e)ro; diffuso in Lombardia, Ticino, Novara e in val Bormida.
- Porta: "abitante presso la porta del borgo, della città". Soprattutto in Lombardia e Liguria.
- Pozzo, -i: "abitante presso un pozzo, o una zona paludosa" (v. Bolla, Bula).
- Prete, -i, Del P.: cognome attribuito a chi aveva (avuto) un prete in famiglia: talora ipocoristico eufemizzante da Mazza-preti (v. Mazzacurati).
- Prosperi, -o: nome augurale assunto a cognome: "che possa crescer prospero".
- Provini: agionimico da S. Probus, Probinus, Provino, vescovo di Como.
Q
- Quadri, -elli: n. attestante una posizione stanziale: "appezzamento quadro" nel quale si abitava. A Cessole una determinata porzione della collina a Ovest del paese è ancor oggi indicata come "'nt el quarté". Ma l'etimo, per Lurati, potrebbe risalire ad A(d)vocator, <Avogadri, avvocati; o ad aquadri, "guardie dei boschi", in Lombardia.
R
- Raineri: dal germanico ragin, "consiglio", e Heer, "(dell') esercito"; meno probabile per Lurati una derivazione (valida, ad es., nel toponomastico Valeràina), dal dialett. ràina, rana.
- Ramelli, -.o: probabilm., "(abitante presso un) piccolo ramo di fiume".
- Rapetto, -i, Rapelli, Rap(-b-)ellino: famiglie piemontesi (torinesi) trasferitesi (Rapelli) anche in Lombardia e Veneto nell''800. Discostandosi dal De Felice che li fa derivare da "rapa", "abitanti in luoghi o esercitanti attività connesse con le r.", Lurati li riconduce ad un personale germanico Rappo, Rappold.
- Raso, Raselli, Rasè: dal lat. rasus, "rasato", riferito anche al corpo, "senza peli" (cfr. anche il diffuso Toso, -i). Il dialettale Rasè, in uso a Vesime, parrebbe però alludere, come apocope di Rasero, al mestiere di barbiere.
- Ratti: da ratt, elemento topon. per "(abitante in) luogo erto, boscoso". Lurati lo individua nella Lombardia occidentale e nel Sud del Ticino, e anche su questa base, suffragata dalla toponomastica locale, ne propone l'etimo che, secondo l'accezione originaria di "erto"="rapido", potrebbe conciliarsi anche con toponimi locali, tra i quali Borgoratto. Riteniamo col De Felice che per la nostra zona i R. vadano collegati a "ratto, topo", con valenza non necessariamente spregiativa (ad es. "veloce come un r:").
- Rava, Ravelli e deriv.: ipocoristico afer. da un soprannome streparava, "strapparapa, contadino". Per Ravelli, -o, ci si potrebbe però riferire a dei toponimi, specie lombardi.
- Ravizza: da "rapa bietola" (v. anche Ravizzone, -i), "collegato a questa coltivazione".
- Re: o da re, "rio" (v. Pian del Re), o come soprannome scherzoso (v. Papa, Imperatore, ecc.) per chi voleva distinguersi. Riscontrato in tutto il Nord Italia e Ticino.
- Reali, -e: da riale, ruscello (v. Re). "Abitante presso un ruscello".
- Regazzi, Regazzoni: deriv. dall'arabo raqqas, "giovane aiutante, messaggero", quindi n. di funzione.
- Reina: da Raineri (v.).
- Remonda, -ini: da Raimondus, n. german. dalla radice ragin, consiglio.
- Repetti: Lurati propone un esito dall'appellativo Respectus, "(ben) considerato", confrontandolo anche con Riguardata, n. un tempo frequente. Ci pare che non si possa escludere però, almeno in certi casi, una alterazione di Rapetti (v.).
- Revelli: ovviamente un toponimico da Revello presso Saluzzo, e, a sua volta, da roa, celtico per "frana, smottamento, sasseto". Proposta anche una alterazione da ribellis.
- Rezzonico; da Como a Genova e da qui, come ambasciatori, a Venezia. Il suffisso -ico, -igo, era di pertinenza dotta, e di coniazione giuridica (v. Bonzanigo), e -onico indica "pertinenza con...", "dipendente da": specifica quindi toponimi per "terreni spettanti a": da qui, i cognomi.
- Ricaldone: dal toponimo; famiglie da qui emigrate in Lombardia e Ticino.
- Righi, -etti: da Arrigo, Enrico, n. germanico. Così, i Rigaglia sono "i figli (-aglia cumulat.) di un Enrico": da qui anche toponimi e cognomi come Rigoli (PI e CO), Rigoni e Righini.
- Rinaldi: n. di moda, dall'epopea cavalleresca: da Rinaldo, più noto in Italia di Orlando. A Napoli, ricorda Lurati, i R. derivano dai "cantastorie che leggevano Rinaldo", i (canta)rinaldi. Si rilegga, in proposito, la bella pagina "Le prodezze di Rinaldo" di Salvatore di Giacomo, nelle sue Novelle napolitane, Garzanti, per la figura, appunto, di Tore il cantastorie.
- Risi: da (Pa)risi, medioev. per Parigi (v. Dante, Purg., XI, 81): nome di provenienza o di chi ha rapporti con Parigi. Ma potrebbe essere un esito dell'epica medioevale (v. Parìs).
- Rissone, Risso: diffuso in Piem., da Guido, Guidoriccio(ne). Da qui, anche Riccio, Rizzo, Rizzolio: per etimol. popolare, alcune di queste famiglie inalberano uno stemma con un riccio (fr. hérisson).
- Riva: da riva, ripa, pendio presso il quale era la casa della famiglia.
- Robbiani: 1) agionimico da San Rubiano; 2) da toponimi (Piemonte, Lombardia e Ticino) prediali costruiti sul gentilizio latino Rubius; 3) da robbia, pianta che serviva a tingere di rosso le stoffe. Le tre proposte di Lurati qui indicate lasciano aperta la discussione sulla base di componenti locali.
- Rodano (dialett. Rudàn- a Vesime): accenniamo qui alla rodaria, che era il distretto tributario medioevale sulle strade alpine: da qui, rodario, e, forse, rodariano, da cui, per sincope, potrebbe derivare R.
- Roffi, Ruffi, Ruff(i)a: dal dialettale rüfa, "donna cattiva", ma anche "crosta, forfora"; nel Sud, se ne può ipotizzare un esito da rufus, "rosso di capelli"; Ruffia è anche toponimo (CN).
- Roggero: dal n. germanico medioev. Rogerius e dall'epica cinquecentesca.
- Rolando, -i, -ino: non citati da Lurati, ma diffusi a Vesime, si richiamano all'Orlando dell'epica carolingia.
- Romano: n. di persona, diffuso nel Nord; Romanò, lombardo, è apocope di Romanorum.
- Romerio: agionimico augurale da S. Remedius (animae), vescovo di Reims: nel Piemonte orientale.
- Ronchi, -etti -alli, -ati: da roncus, dissodamento o terreno da dissodare; n. di abitazione.
- (della) Rosa: in origine, "di madre non sposata", da rosa, parte femminile.
- Rossi e deriv.: "dai capelli rossi"; talora i parroci, con le trascrizioni, latinizzavano il soprannome in rubeus; da qui deriverebbe Ru(-o-)bino, diffuso anche in val Bormida.
- Rota: n. derivato da toponimi (specie in Lombardia e Ticino), a loro volta esiti di rupta, via, sentiero: si noti il passo sul colle tra Vesime e S. Stefano Belbo, incassato fra le rocce: el rute. Un'altra ipotesi lo vede da (ar)rogita, -us, "figlia, figlio, venuti ad aggiungersi" (v. Bonarrota, -i, "buona aggiunta").
- Ruffini, -oni: si è pensato, soprattutto per Ruffoni, al dialettale valtellinese ruff, "freddo". Ma per entrambi è preferibile una derivazione da arruffone, disordinato.
- Ruggia: Lurati non ne propone l'etimo, che potrebbe accostarsi alle variazioni di Rossi (v.). Famiglia originaria di Morcote (1400); un ramo si trasferisce nel Seicento a Pura, Malcantone, da dove risulta provenire un Ruggia attestato a Vesime nell'Ottocento. A Canelli, sulla strada per Nizza, è una câ 'd Rügia, casa Ruggia.
- Rusca, -oni: cognome dal dialettale rüsca, scorza, corteccia, necessaria per la concia delle pelli: lo si pensa di conseguenza collegato al mestiere di conciatore.
S
- Sabat(-d-)ini: "nato di sabato".
- Sacco, -hi, -etto, -etti: nome di mestiere: "chi fabbricava, caricava, trasportava sacchi"; si può ipotizzare anche un aferetico da (I)sacco.
- Saccomanno, -i: termine medioev. german.: "addetto ai sacchi di un cavaliere".
- Sacerdote: nome assegnato ad ebrei; traduzione di Levi.
- Saglini, Saglietti: n. augurale, da Salim(bene), "che tu cresca, salga bene": per apocope, come, ad es., in Vinci(guerra).
- Sala, Salati: dal termine longob. per "insediamento": ne consegue che in origine questo nome spettava a chi abitava in un antico insediamento longobardo.
- Saladini: n. dall'epica cavalleresca medioevale.
- Salis: cognome grigionese da "salice"; ma anche, specie in De Salis, da sala (v.), "proveniente da un insediamento longobardo". Esiste però, distinto, un ceppo sardo.
- Salvi: da salvus, augurale "ti salvi Iddio". Specie in Lomb., Ticino e Grigioni.
- Santi, -oro: da un n. di devozione (Sanctus); anche colto al genit. pl.: Sanctorum.
- Sardi: famiglia in qualche modo in rapporto con la Sardegna. Nell'Astigiano, Lomb. e Ticino.
- Sarina, Savina (errore di trascriz.): "piccola sala" (v. Sala); ben radicati nel Sopraceneri.
- Sartori e deriv.: da "sarto", n. di mestiere.
- Savi: da savius, "saggio, prudente"; in Ticino si scherza su questa qualità distinguendo i savi tòni, gli sciocchi, e i savi matt, i balordi.
- Scala: cognome di posizione abitativa della famiglia, derivato o da una parte della casa, la scala appunto, o da s. come "zona ripida, a terrazze".
- Scarabelli: da scaramella, "scaramuccia, piccolo scontro", ma anche "agguato, inganno". Non risulta chiaro se attribuibile al luogo in cui avvenne o a chi ne fu protagonista. Diffuso nell'Alessandrino e in Lombardia.
- Scar(r)one, -i: discende da schieroni, gente che forma una schiera. Da considerare anche una più immediata derivazione dal germanico scario, "capitano", "colui che guida una schiera" (Schar). Ricordiamo comunque i toponimi Scorrone (CN), e ant u scarón- (Vesime) indicante un luogo boscoso e scosceso.
- Scartazzini: n. di mestiere, dal dialett. scartazè (la lana), "materassai". Lurati ricorda soprattutto il pastore protestante G.A.Scartazzini, autore del più famoso commento dantesco. In Ticino e Grigioni, ma anche (Scarazzini) a Canelli.
- Scolari: da schola, "appartenente a una confraternita religiosa".
- Scotti: dimin. aferetico da (France)scotto, -i.
- Segantini: n. di mestiere, riferito però alla fienagione (dialett: siè l'èrba, ma arsiè 'l bosch), quindi alla falce e non alla sega; per cui non si direbbe riferito ai falegnami ma piuttosto ai contadini e ai montanari. Si rammenta il grande pittore austro-svizzero-lombardo Giovanni S.
- Sella: da ricondurre a sella, valico; per cui "abitante presso o proveniente da un valico".
- Selva: "abitanti presso una selva", un castagneto coltivato. Cognome molto diffuso.
- Senestrei, -lli: di "gente che usa meglio e con più forza la sinistra"; lo riprendiamo, per quanto estraneo alla nostra area, per rammentare il consimile Mancini, ligure-piemontese.
- Serazzi, -ssi: da cerro, scer, zer, l'albero un tempo frequente anche nelle nostre terre, oggi presente solo sulle Langhe savonesi: ma v. Cerreto Langhe (CN) ecc.; (cfr. Ceretti).
- Solari: legato a una parte della casa, il solaio appunto (cfr. Scala, Porta, Pusterla ecc.). Non solo nel senso di "abitanti di-", ma anche di "costruttori di -".
- Soldini: chi lavorava in un terreno solido.
- Soliva: il cognome ticinese viene ripreso qui per proporre -sulla base della comune etimologia da solif (bleniese) e da surì (piemontese) per: "solatìo, costa soleggiata"- l'italianizzazione di surì nei Solìto presenti ad es. nell'Astigiano; anche se altra, considerata l'accentazione sdruciola, è l'ipotesi più facile.
- Spada, -ini: cognome di mestiere diffuso ovunque, che si rifà a "fabbricanti di armi".
- Speziali: cognome chiaramente di mestiere.
- Spini, Spinelli: Lurati propone una derivazione da (O)spinel, personaggio dell'epica carolingia. De Felice ne dà una più vasta gamma di possibili derivazioni, tra cui quella (per Spini) di un esito religioso, dall'allusione alla spina Christi (venerata anche a Cortemilia, con corteggio di popolarissime pratiche superstiziose).
- Spreafico: (presente anche in Piemonte) comunque da un soprannome, due le ipotesi: 1) chi sprea, trascina il figh, fimo, letame; 2) chi "spreca, spiaccica i fichi" (con riferimento all'uccello, il beccafico che rovina il frutto), nel qual caso occorre ricordare il dialettale scherzoso pizafigh, pizacü per "schizzinoso". Ma Lurati propone ancora, anche sulla base di una documentazione comasca del 1477, una attenuazione di Squarciafico, a sua volta dal troppo audace gergale Squarciafiche, "strapazza-, sciupa-, sprecadonne" (v. l'è 'n spreafich = "è un donnaiolo").
- Stabile: da "conestabile", ufficiale addetto alle stabulae, stalle, e, di qui, "dignitario".
- Stampa: n. di mestiere da stampa, folla, strumento per battere la lana.
- Stanga: presente a Como e in Ticino, ma accertato anche a Vesime, dal 1400 al 1800, e a S. Giorgio Scar.: "persona alta, spilungone".
- Stef (-v-)ani e deriv.: cognome diffuso in tutto il Nord Italia e in Ticino: da Stefano.
Stella: tre etimi possibili: 1) nome prediletto per le figlie: "bella come una -"; 2) ipocor. aferet. da (Batti)stella ; 3) da un nome di spuri. - Stocco, -hi: da stocco, come "strumento per forzare", per cui "truffatore"; ma non si esclude da un nome di mestiere.
- Storni, -ini, ecc.: dal lat. sturnus, sordo; oppure, in Emilia, dal nome dell'uccello.
- Strada, Strat(t)a: "abitante nei pressi della strada principale del borgo": distingueva tra le tante famiglie abitanti nel borgo; con la stessa funzione, v. Porta, Fontana, Volta ecc.
- Stucchi, Stacchi: cognome antico dall'augurale (Eu)stachio, "che dà buoni frutti".
Dalla O alla S
Pubblicato su L'Ancora del 13 e 27 giugno 2004
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