L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]

 

La storia del Circolo Acli di Canelli

 

Canelli. È un articolo di diecimila battute, saltato fuori dai ricordi di tanti che furono giovani e che tali intendono continuare ad essere. Anche rievocando persone e fatti da cui sono stati impastati. L’idea concepita, due anni fa, dai pii desideri evaporati durante una cena, trova, ora, concretezza, in uno stile secco e meticoloso, tipicamente canellese.

Circolo Acli di Canelli«Negli anni Sessanta, per volontà di un gruppo di giovani e meno giovani, nei locali della Parrocchia S. Tommaso, in via Dante, nasceva il Circolo Acli (Associazione Cattolica Lavoratori Italiani), con l’intento di trovare un locale di aggregazione, promuovere incontri sui temi sociali e politici e, prevalentemente, per l’assistenza ai lavoratori attraverso il Patronato, tuttora funzionante in piazza Gioberti.
La prima fase durò due anni, sotto la presidenza del Maresciallo Varaldo.
I soci meno giovani ricordano le riunioni infuocate e i più giovani che pretendevano una loro sede. Dopo qualche mese, grazie all’appoggio di Don Fiorino Pesce, sacerdote di apertura mentale e acuta intelligenza, si trovò, con tempestività, un locale, tutto da ristrutturare, di proprietà parrocchiale, in Via Dante. Con il lavoro di tutti, doveva nascere un bel circolo. Occorreva l’aiuto finanziario del parroco, don Filippo Sartore, sacerdote di poche parole, ma di una generosità unica, che aderisce, con entusiasmo, alla richiesta dei giovani.
E si arriva al 1962, quando vengono eletti a presidente il capostazione Fiorentino Genovese e a segretario l’impiegato Piero Campini con il compito di gestire spese e lavori.
Nel pavimento del locale c’era una grata e nessuno sapeva cosa nascondesse, tanto che si era deciso di chiuderla e cementificarla, quando don Fiorino, spinto dalla curiosità, si calò e si trovò in una cantina meravigliosa, così come nessuno immaginava. A conoscerne l’esistenza e l’uso era il parroco: in tempo di guerra, era stata utilizzata dalla ditta Bocchino per nascondervi le botti di grappa che venivano calate proprio dalla grata, l’unico passaggio per accedere alla cantina.
Entusiasti i giovani che hanno subito progettato un locale che doveva risultare il migliore della provincia. Ed eccoli, per tante sere, sabati e domeniche, a lavorare per creare la scala di accesso alla cantina.
Un ricordo particolare, che sta a cuore a tutti, va al Dott. Piero Invernizzi per l’aiuto costante e per tanti anni.
Passano i mesi e tra lavori e pratiche burocratiche molto lente, al 1º novembre 1964, i locali vengono inaugurati fra l’incredulità e i complimenti delle autorità locali e provinciali.
La gestione del Circolo è affidata ai fratelli Cavallero, molto professionali, che l’hanno gestito, per anni, in modo encomiabile.

Circolo Acqui di CanelliLa tipicità del locale di via Dante, a Canelli, con musica e balli domenicali ha dato vita ad bel gruppo compatto e attivo di oltre ottanta giovani (ragazzi e ragazze), che, sempre accompagnato dalla dedizione di don Fiorino, cominciò ad organizzare le prime gite, il primo gruppo di sciatori, che domenicalmente si trasferiva sulle piste, in montagna.
Con il rinnovo della cariche, nel 1966, i giovani scelgono il personaggio più vicino alle loro idee, Beppe Aimasso, con il doppio mandato di presidente e di consigliere provinciale Acli, essendo presidente Ivaldi.
Il giovane presidente, con don Fiorino, fu di grande stimolo per il gruppo e riuscì a smontare le intransigenze dei notabili che non vedevano di buon occhio l’evolversi di un gruppo giovanile misto.
“Rapito” dalla politica, Aimasso fu eletto segretario di sezione della D.C locale. Nel 1970, lascia la presidenza, passando il timone ad un altro giovane, Stefano Duretto, che si fa ben volere assecondando l’esigenza del gruppo di avere una sede che permettesse di stare insieme anche durante l’estate e che nasce in via dei Prati affiancata da quattro giochi da bocce, totalmente costruiti dai giovani, con presidente della Bocciofila, Carlo Baldi. Da qui, prende il via il primo torneo notturno di calcio (tra i bar, associazioni e Comuni), che diventerà famoso in tutta la provincia e durerà per 14 estati consecutive.
Duretto, nel 1974, per motivi di lavoro che lo trattengono fuori casa, rassegna le dimissioni. Al suo posto viene eletto Roberto Barbero, altro giovane fondatore del circolo e attivista Acli, che viene affiancato dal segretario Renzo Crosso, che avrà un ruolo primario.
Sempre nell’intento di tenere impegnato ed unito il gruppo, nasce l’idea di affiancare ai giochi da bocce, un campo da tennis, che i giovani costruiscono così bene che ancora oggi è invidiato da tanti centri sportivi. L’allora Parroco Don Ignazio Albenga segue con premura i lavori di questi giovani e fa costruire, a spese della parrocchia, una struttura in muratura con spogliatoi, docce, bar e sala ritrovo.
Ad onor del vero, questi giovani non solo si sono impegnati materialmente alla costruzione del campo da tennis, ma anche autotassandosi, tanto che diversi ex giovani vantano ancora oggi dei crediti. E qui va evidenziata l’abilità del segretario che è sempre riuscito a tacitare i creditori.
Con periodi alterni, si giunge agli anni 1984/85. Il presidente Barbero passa le armi a Piero Ressia, che, per esigenze personali, lascia la presidenza a Simone Bodrito. Il Circolo ha un nuovo slancio. Per soddisfare le richieste e cercar di mantenere unito il gruppo, si costruisce un secondo campo da tennis. Con svariati tornei a bocce, tennis, calcio, carte e gite si riaccende la voglia di Circolo.
Negli anni 1990-1993, è presidente Franco Guasco che ha traghettato il Circolo in un periodo di stasi, grazie anche ad un segretario, Piero Amerio, sempre molto attento, preciso, ma soprattutto coordinatore silenzioso del gruppo.
In tutti questi decenni, c’è sempre stato l’occhio vigile del “papà” del Circolo, Beppe Aimasso, che ha sempre seguito la sua creatura ed ha sempre dato il consiglio giusto al monento giusto. Visto il periodo stagnante del Circolo, Aimasso riprende le redini (1994/1997) e dà un nuovo impulso, con incremento di iscritti e partecipanti attivi.
Tre anni di presidenza per lasciare poi la direzione a Franco Sconfienza, da sempre nel Circolo, capace, concreto e coinvolgente che ha saputo captare le nuove esigenze degli iscritti. Si doveva arrivare ad un cambiamento radicale, creando un’unica sede estiva e invernale in modo tale da poter contare sulla continuità del gruppo. Con lui nasce la nuova sede di via Dei Prati, con sala riunioni, sala giochi, ampio bar e vengono ristrutturati tutti gli impianti sportivi.
La gestione del Circolo viene affidata al socio fondatore, Giovanni Berca. Volenteroso, carattere gioviale, intraprendente e capace di far emergere la sua arte culinaria che riusciva a riunire i soci e famigliari, in sontuosi convivi.

Con la terza parte della rievocazione del circolo Acli di Canelli (curata da alcuni saggi fondatori), si conclude un periodo di storia che tanta incidenza ha avuto, e, ci auguriamo possa ancora avere, sulla vita della città, con la partecipazione nella vita circolo di tanti giovani che non siano soltanto degli usufruitori dei campi da tennis.
«Nel 2002, viene eletto presidente Cesare Terzano (è anche consigliere provinciale Acli e U.S. Acli), mentre Giuseppe Faccio è vice presidente. Entrambi in carica, concreti e carismatici, con spirito di abnegazione hanno riportato il Circolo ai momenti migliori. Questa è storia di oggi. Domani, qualcuno avrà modo di ricordare e scrivere perché il Circolo, nato per caso, ha la sua storia che continuerà come un bel luogo di riferimento, per una grande famiglia, concreta ed attiva, per tutta la comunità canellese.
Il Circolo, oltre ai due campi da bocce e ai due da tennis, dispone di un ampio salone (adibito principalmente per giochi sociali), di un fornitissimo bar (gestito da alcuni soci), di una saletta TV, dove i non giocatori trovano modo di approfondire le notizie con le più sfavillanti discussioni, di due docce, spogliatoi e un piccolo magazzino. Nelle serate estive, all’esterno, un ampio e attrezzato spazio offre piacevoli momenti di relax. Recentemente, sono state costruite due capaci e comode tribune che permettono di assistere ai sempre numerosi incontri di tennis.
L’attività estiva punta principalmente sul tennis che ha avuto, in questi ultimi anni, un forte incremento, grazie ai soci che lo giocano e si divertono e all’apporto economico dei preziosi sponsor che consentono la perfetta manutenzione e gestione dei campi.
Il Circolo Tennis Acli, piccolo per estensione, grande per l’appassionata operosità e il puro volontariato dei dirigenti, è arrivato ad occupare un ruolo di primaria importanza nel panorama tennistico della provincia di Asti.
Allo stato attuale, il Circolo conta 220 soci: 120 con tessera Acli e 100 con tessera sportiva del Tennis Acli. Una quarantina i ragazzi iscritti alla scuola di tennis (gestita dal T.C. Alba), che si prefigge la crescita tecnica, socio educativa ed etica dei ragazzi.

Pubblicato su L'Ancora del 10, 17 e 31 gennaio 2010

 

Scrivi alla redazione dell'Ancora

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] - [MONOGRAFIE]