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Dal Romanico al Gotico
un libro d'arte per la diocesi di Acqui

 
San Guido - Tra Romanico e Gotico
Tra Romanico e Gotico (a cura di Sergio Arditi e Carlo Prosperi), Acqui, Editrice Impressioni Grafiche, 2004. Prezzo 35 euro.
Acqui Terme. Dopo i mosaici della Cattedrale, una ulteriore riscoperta delle valenze artistiche dell'antica Diocesi di Acqui.
Sabato 3 luglio, presso la Badia cistercense di Tiglieto, sull'appennino, ai confini tra Ovadese e terre di Genova, sarà presentato il volume Tra Romanico e Gotico. Percorsi di arte medievale nel Millennio di San Guido (Acqui Terme, Editrice Impressioni Grafiche, 2004).
Questo il programma dell'atteso incontro, che avrà svolgimento nel pomeriggio.
Alle ore 15 saluto delle autorità; intervengono - con il Sindaco di Tiglieto, con Antonio Oliveri, presidente della Comunità Montana Valli Stura e Orba, e con l'assessore per la Cultura della Provincia di Genova Anna Maria Panarello - S.E. Mons. Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo di Acqui, e il Priore del Monastero di S. Bernardo alle Terme (Roma) Padre Giuseppe Gaffurini.
Alle ore 16 la presentazione dell'opera da parte dei curatori Carlo Prosperi e Sergio Arditi, e un intervento di Simone Repetto sul patrimonio storico ambientale. Seguirà la proiezione (introdotto da Valeria Moratti) di un documentario, realizzato dall' Unitre Alessandria, relativo al Cammino dei Cistercensi da Tiglieto a Rivalta Scrivia.
Alla musica sarà affidata la conclusione del pomeriggio culturale: alle 17.30, nella Parrocchiale di Tiglieto, la Corale Santa Cecilia, diretta dal Maestro Paolo Cravanzola (Alessandro Forlani, organo; Anna Conti, soprano) presenterà in concerto brani monodici e polifonici della tradizione della schola acquese.

Un Museo di carta

L'ideale biblioteca del territorio si arricchisce di un nuovo volume. Di un libro che sarà da avvicinare a quello Tra Belbo e Bormida pubblicato in occasione della mostra itinerante dedicata all'arte sacra delle nostre colline.
Ancora una volta l'intento è quello di riscoprire bellezze dimenticate, ma ancor maggiore è l'ambizione di quest'opera rispetto alla precedente. Coordinato per le competenze organizzative da Don Angelo Siri (direttore dell'Archivio Vescovile), questo saggio a più voci prende in considerazione prioritariamente le opere architettoniche (di questa parte è responsabile Sergio Arditi) e le decorazioni a fresco (di Carlo Prosperi questa sezione) della diocesi tutta.
L'opera, di oltre 350 pagine (di cui 50 a colori), ricca di ulteriori foto b/n, tavole e disegni, prende in esame lo sviluppo degli edifici liturgici nei loro impianti, negli elevati, nei paramenti e nelle decorazioni lapidee, censendo altresì le presenze monastiche tra le valli dell'Erro e della Bormida, al cui centro sono l'abbazia di San Salvatore di Giusvalla e il monastero di Latronorio.
Una serie di schede (complete di bibliografia specifica) analizza i principati monumenti religiosi della diocesi in riferimento alle valenze storico-architettoniche, non trascurando di mettere in evidenza stato di conservazione e tipicità.
La seconda parte dell'opera, composta da una premessa redatta dal curatore e da sessantasei schede illustrate, passa in rassegna le superstiti testimonianze decorative (affreschi e soffitti a cassettoni, dal Gotico al Rinascimento) che interessano l'area dell'antica diocesi di Acqui, con significativi excursus nelle diocesi (e nelle province) limitrofe. Oltre alle immagini di carattere religioso, alla considerazione del lettore vengono offerte anche quelle di tipo profano. La descrizione dei dipinti è accompagnata da una rapida analisi stilistica e da considerazioni critiche volte a individuare, di ognuno di essi, gli autori, i committenti e l'area culturale di appartenenza.
Il tutto al fine di produrre una ideale "fotografia aerea" dell'insieme, che assume una fondamentale importanza in sede di tutela, di valorizzazione e promozione delle molteplici emergenze artistiche.

Liber infra libros

Un volume fondamentale per il nostro territorio è stato presentato sabato 3 luglio, presso la badia cistercense di Tiglieto. Promosso da Archivio Vescovile e Diocesi di Acqui, il libro, di grande formato, ricco di illustrazioni fotografiche a colori e in bianco e nero, conduce ai percorsi d'arte medioevale nella diocesi, costituendo, con il più volte ricordato catalogo della mostra Tra Belbo e Bormida (2003) un dittico che segnala ricchezze tanto straordinarie quanto dimenticate.
Ancora un libro, in questo Millenario, che - apertosi con la riedizione della monografia del Canonico Gaino relativa a San Guido Vescovo in Acqui Medioevale, e con la pubblicazione degli atti del convegno che la città, nel 1995, organizzò in onore del patrono, attende nell' autunno prossimo un ulteriore contributo, a cura di Paola Piana Toniolo, dal Cartulare di Guido d'Incisa.
Dal 1997 sono già nove i volumi che sono andati a comporre la collana Storia Arte e Territorio.
All'inizio poteva sembrare solo scommessa ambiziosa. Oggi ecco un bel patrimonio di studi, di cui l'opera Tra romanico e gotico costituisce il passo più significativo.

Un inventario d'arte sacra

Delle difficoltà di allestimento ha parlato, sabato scorso, Don Angelo Siri, direttore dell'Archivio Storico Vescovile e coordinatore del progetto, che ha ricordato le "corse" sino alle ultime ore, le notti insonni dei volenterosi redattori, i forfait di altri, e poi l'entità non lieve della spesa (16 mila euro) che sponsor generosi hanno coperto quasi interamente.
Non era impresa da poco catalogare le emergenze architettoniche e figurative a fresco, dell'ampia diocesi antica. Perciò, al di là delle lievissime imperfezioni (per altro già prontamente corrette) che la fretta ha dispensato, questo "inventario" viene a stabilire un punto di riferimento cardinale, insostituibile, per gli studi dei prossimi cinquant'anni.
Un problema riassumere in poche righe i contenuti. Così non resta che affidarsi alle parole dei curatori.
Sergio Arditi, responsabile dei lavori sulle architetture, ha segnalato, tra le tante, le particolarità delle edificazioni di S. Maria dei Campi in Acqui, S. Pietro di Rocca Grimalda, S. Colombano di Ciglione, di S. Salvatore di Giusvalla, soffermandosi, in particolare, sul lavoro di indagine archeologica che Enrico Giannichedda, Edilio Riccardini, Simone Lerma e Alessandro Pesce hanno condotto su S. Maria di Bano a Tagliolo, poi accennando anche alle testimonianze della scultura lapidea.
Da un lato il testo scritto, dall'altro quello fotografico passano dapprima in rassegna absidi, tipologie murarie, capitelli, colonne, monofore, archetti pensili, bassorilievi, tabernacoli in pietra et cetera. Quindi ogni edificio viene preso in esame monograficamente: da un lato le notizie storiche (e ovviamente antiche carte, visite pastorali e relazioni costituiscono la fonte primaria e privilegiata), dall'altra la descrizione e lo stato di conservazione, con la bibliografia a concludere.

I muti discorsi delle immagini

Ed è questa ratio a guidare anche il lavoro sugli affreschi, alla cui origine c'è il capillare censimento compiuto in Valle Bormida nel 1994 su Affreschi gotici e tardo gotici, che poi confluì in una eccezionale mostra fotografica.
E Carlo Prosperi si rammarica che testimonianze importanti come quelle di Saliceto, Calizzano, Bardineto siano state escluse (poiché extra diocesi, ma intra rispetto ad un discorso di coerenza artistica e di geografia di valle) dal libro.
Dal curatore rilievi sulla poetica che queste opere sottendono: con l'affresco che è preghiera ai Santi taumaturghi, con i cicli che assumono valenza di catechismo vivente; con il significato teologico che trascende ogni valore estetico.
Lo diceva anche Arnaldo da Lilla: ogni creatura del mondo diviene come scrittura, o imago.
Pictura est laicorum literatura.
Dunque l'arte medioevale può diventare (molto più della poesia, come si credeva nel Romanticismo) "capolavoro anonimo e collettivo", davvero popolare, perché la competenza del frescante, o di un'anonima equipe, costantemente in itinere, è sottomessa alla finalità religiosa, alla devozione, alla pietas del committente, che esige quella rappresentazione in grado di rassicurare e alimentare la Fede.

Il valore della scheda

Usciamo dal libro per segnalare l'intervento di Simone Repetto sul patrimonio storico ambientale e sui fermenti culturali che - è bene ricordarlo - ancora una volta nascono da campagne di schedatura, ancora, per molte aree, in uno stadio preliminare.
Se è vero che la conoscenza determina valore, non c'è dubbio che su questa attività di monitoraggio (che oltretutto può essere valido deterrente nei confronti delle sottrazioni) dovranno puntare, e con decisione, piccole e grandi comunità.
Solo così si potrà promuovere, nella cultura, uno sviluppo veramente integrato del territorio.

Giulio Sardi.

Un lavoro di squadra

Archivio Vescovile e Diocesi di Acqui ringraziano quanti hanno collaborato all'edizione del volume.

  • Per i testi si registrano gli apporti di G. B. Garbarino, E. Giannichedda, E. Riccardini, S. Lerma, A. Pesce, G. Parodi, P.Parodi, S. Repetto, S. Bragagnolo, R. Benso, L. Lavriani, C. Lanzi, L. Chiarlone, P. Bottero, P.Piana Toniolo, "Gli Amici del SasseIlo", S. Oberti, A. Ossella, L. Ferrando, M. Perrone Botta, F. A. Piana, R. Piana, A. Caldini, T. De laco, G. Finocchiaro.
  • Per le referenze fotografiche, oltre ai curatori delle schede, si annoverano i contributi di M. Cavanna, V. Grillo, A. Caneva, S. Siri, F. Piana, M. Longo, B. Zamberlan, Cooper, C. Maritano, Eurofoto Ovada e altri ancora.
  • Di R. Vela, G. Corrado, A. e G. Arditi, infine, disegni e tavole.
  • Il volume è promosso dalla Diocesi di Acqui, con l'appoggio delle Province di Genova, Asti e Alessandria e della Fondazione CRT.
  • Vi hanno poi contribuito anche le sei Comunità Montane dell'area (Langa Astigiana, Alta Val Bormida; Giovo; Alta Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno; Val Lemme Alto Ovadese; Valli Stura e Orba), l'Ente Parco Beigua e il municipio di Cairo Montenotte.

Pubblicato su L'Ancora del 4 e 11 luglio 2004

 

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