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Il decreto di indizione del Millenario
della nascita di san Guido Vescovo
patrono della diocesi di Acqui

 
San Guido
San Guido
"Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (Atti 4,12): così ha proclamato Pietro di fronte ai Capi del popolo e agli anziani, dopo la guarigione dello storpio.
Diffidati dal parlare più ad alcuno in nome di Gesù, Pietro e Giovanni replicarono: "… Noi non possiamo tacere ciò che abbiamo visto ed udito" (Atti 4,20).
Nella sua prima lettera l'evangelista Giovanni specifica il fine a cui mira la testimonianza nei confronti di Gesù Cristo: la comunione con Dio e tra i credenti. Scrive Giovanni: "Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta ". (1Giovanni 1,3-4).
L'annuncio missionario di Gesù salvatore, proclamato dagli apostoli dopo l'ascensione di Gesù al cielo e l'effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste, è risuonato in tutte le epoche della storia e in tutti i luoghi della terra.
Testimoni qualificati di questo annuncio sono stati i Vescovi, successori degli apostoli, e tra questi, Guido, Vescovo di Acqui dal 1034 al 1070.
Pur nella diversità che caratterizza il suo tempo da quello in cui stiamo vivendo, Guido, come risulta dai suoi biografi e dai documenti da lui redatti, ha annunciato lo stesso Vangelo che la Chiesa proclama oggi; Guido ha celebrato l'Eucaristia come la celebriamo noi; Guido ha vissuto la carità evangelica che siamo chiamati ad esercitare anche noi.
Guido allora non è un semplice personaggio di altri tempi, ma un anello di una lunga catena, grazie alla quale noi, oggi, possiamo comunicare, in pienezza, con Cristo. Guido è un punto di riferimento importante e sicuro grazie al quale Gesù Cristo è, oggi, creduto nella Diocesi come Colui che è il "cuore del mondo".
Per questo motivo ho accolto il desiderio di sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici, i quali hanno richiesto di celebrare con particolare cura la ricorrenza del millenario della sua nascita, avvenuta a Melazzo nel 1004.
L'apposita Commissione da me costituita il 14 luglio 2003, perché proponesse le iniziative più consone alla celebrazione del millenario, ha operato con competenza e sollecitudine.

Pertanto con il presente Decreto

dichiaro aperto il Millenario della nascita di san Guido (1º gennaio - 31 dicembre 2004)

Durante l'anno si terranno celebrazioni liturgiche e religiose e manifestazioni culturali secondo il calendario proposto dalla predetta Commissione e da me approvato dopo aver sentito il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale diocesano.

Stabilisco che la solenne festa esterna di S. Guido, per il millenario, venga celebrata in Acqui Terme il 5 settembre 2004. Ad essa invito già, fin da ora, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, persone consacrate, laici singoli e associati appartenenti a tutte le parrocchie della diocesi.

Chiedo a ogni fedele di impegnarsi a far sì che l'anno millenario della nascita di San Guido sia un'occasione preziosa per crescere nella fede in Gesù Cristo, figlio del Dio vivente, unico salvatore del mondo.
Chiedo pure a tutti i componenti di ogni parrocchia di contribuire a far sì che le comunità parrocchiali siano sempre più "Chiesa che vive tra le case degli uomini" e, pertanto, "memoria viva della presenza di Gesù nel mondo".

Per questo, ogni parrocchia, si impegni ad essere:

  • una comunità che riconosce il primato della grazia (cfr "Novo millennio ineunte", n. 38);
  • una comunità che, in docile obbedienza allo Spirito, realizza una relazione stretta con la diocesi, e dunque con il Vescovo, riconoscendo se stessa come "cellula viva" di una Chiesa più grande, che è l'unica Chiesa cattolica, che ha nel successore di Pietro il fondamento visibile della sua unità;
  • una comunità dove i preti sanno accogliere e ascoltare i fratelli e le sorelle che si rivolgono a loro per ottenere risposta ai loro interrogativi;
  • una comunità dove tutti i battezzati mettono al centro della loro vita l'Eucaristia, partecipata attivamente e vissuta nella carità, e dove essi sperimentano la misericordia del Signore;
  • una comunità dove i consacrati a Dio con la professione dei consigli evangelici vivono il loro impegno in modo tale da ricordare a tutti la speranza a cui siamo chiamati;
  • una comunità dove i laici hanno il coraggio di testimoniare la loro fede in Cristo salvatore in ogni ambiente di vita, in primo luogo in famiglia;
  • una comunità solidale con le gioie, le speranze, le sofferenze, le preoccupazioni di tutti i fratelli sparsi nel mondo, e impegnata a farvi fermentare i germi di novità che Cristo risorto sparge in esso;
  • una comunità che vive una comunione profonda con tutti i membri che hanno fatto parte di essa e che già sono passati dalla scena di questo mondo, in particolare con i suoi santi e i suoi martiri (nel 2004 ricorderemo anche il sessantesimo anniversario del martirio della Beata Teresa Bracco);
  • una comunità che venera Maria, la Madre, e il modello della sequela di Cristo.

Perché tutti questi impegni si possano realizzare, con frutti di bene per i singoli e per tutta la diocesi, prego la Beata Vergine Maria, Madre di Dio e della Chiesa, di cui San Guido è stato devoto; e chiedo l'intercessione di San Guido per questa Chiesa a cui egli appartenne e di cui fu pastore.

Dato in Acqui Terme, l'uno gennaio 2004, solennità della B. V. Maria, Madre di Dio
+ Pier Giorgio Micchiardi
Vescovo di Acqui

Mons. Armando Piana
Cancelliere vescovile

Pubblicato su L'Ancora dell'11 gennaio 2004

 

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