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Acqui ha accolto con calore
il mosaico della sua cattedrale

 
Mosaico san Guido - Acqui Terme
Mosaico san Guido - Acqui Terme
Acqui Terme. Venerdì 25 giugno. Il giorno del ritorno dei mosaici della cattedrale.
Una giornata "importante" non solo nell'ambito dell'anno del Millenario, ma per la stessa storia cittadina. Dopo 160 anni un'opera d'arte, che forse più connota - con la cripta - la fase antica del nostro Duomo, è stata restituita alla Città.

La cronaca della cerimonia

Nel salone della Biblioteca del Seminario Vescovile, prima, e poi nella cappella di Santa Caterina, per il taglio del nastro, molte le autorità convenute.
Con il Vescovo S.E. Mons. Pier Giorgio Micchiardi e con il Sindaco Danilo Rapetti, erano presenti al tavolo delle autorità, il Presidente della Provincia Paolo Filippi (alla prima uscita ufficiale in Acqui), il Dott. Alberto Crosetto (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte), la dott.ssa Enrica Pagella (Museo Civico d'Arte Antica -Fondazione Torino Musei), e il Dott. Agostino Gatti (Fondazione CRT, sponsor della campagna di restauro).
Folta la partecipazione cittadina, in cui spiccavano molti amministratori locali, i rappresentanti delle Forze dell'Ordine, gli studenti del corso IFTS dell'ISA "Ottolenghi", allievi del Prof. Rava (nel suo laboratorio torinese il restauro è stato materialmente compiuto), nonché molti alpini della sezione locale dell'ANA, cui è stata affidata la gestione della sede espositiva negli orari d'apertura.
Dopo i discorsi di rito e la visita - emozionante - al mosaico, il pomeriggio si è concluso con un ottimo rinfresco preparato dal personale delle cucine comunali, ulteriormente allietato dai vini dell'Enoteca Regionale.

Il mosaico dei vescovi acquesi (e di Carlo Alberto)

In un giorno prossimo alla festa di S. Maggiorino (27 giugno), secondo la tradizione primo vescovo della Chiesa acquese, creato - si dice - da Papa Silvestro e da lui mandato, dopo l'editto di Costantino (313 d.C.)  "a reggere nuove Chiese nella cristianità, finalmente libera da persecuzioni", la città riabbraccia il mosaico di S. Guido. Dopo l'apertura dei discorsi affidata al Sindaco, è Don Giovanni Galliano a ricordare ai presenti la valenza artistica dei capolavori della Cattedrale. La cripta, il portale e le altre opere del lapicida Antonio Pilacorte, ma anche il trittico del Bermejo, che a Barcellona e a Bilbao ha avuto trionfali accoglienze in occasione della mostra conclusa pochi mesi fa.
E Monsignore ha modo di rammentare anche il legame fortissimo tra Carlo Alberto, la Città e la Curia Acquese.
Fu lo stesso sovrano, intervenendo presso Gregorio XVI, a patrocinare Modesto Contratto, dell'Ordine dei Minori Cappuccini, suo confessore, al soglio episcopale. Dopo che ciò si venne a realizzare (la solenne entrata ad Acqui il 5 maggio 1837) lo sfortunato re spesso fu ospite della residenza vescovile (una camera era sempre pronta ad accoglierlo, e per cent'anni, si conservò intatta). Tra le visite ufficiali due riguardano la realizzazione del ponte sulla Bormida: nel 1842 per la posa della prima pietra, e poi il 10 settembre 1847 per la sua solenne inaugurazione.
Risulta dunque più comprensibile il gesto del Capitolo dei Canonici, che donò quanto restava dell'antico pavimento musivo del Duomo, scoperto nel 1845, alla Casa Reale.
E forse, considerando le tante "dispersioni acquesi", questo fu un atto persino lungimirante.
Certo, ora più che mai, Acqui rimpiange un museo diocesano che non c'è, nel quale, forse, il mosaico avrebbe potuto fermarsi per sempre.
Ci sarà tempo, nei prossimi mesi, per ragionare sul tema.
Ora meglio non divagare, tornando agli interventi e alla loro raccolta.
Se Paolo Filippi ha ribadito la policentricità della provincia (anche nelle celebrazioni delle figure d'eccezione della Chiesa: S.Pio V, unico papa piemontese nella storia; San Guido Vescovo e S. Luigi Orione), se da Agostino Gatti è stata ribadita l'attenzione della fondazione torinese CRT alla nostra terra, dai tecnici sono venuti - come giusto che fosse - i discorsi più articolati e interessanti.

Una nuova stagione di studi

Alberto Crosetto ha sottolineato come il ritorno del mosaico ad Acqui abbia dato il via ad una nuova stagione critica.
L'opera d'arte, infatti, spesso è già stata studiata, ma l'aggiornamento scientifico è in grado, talora, di sovvertire le conoscenze precedenti.
In merito al pavimento acquese, da un lato questo si inserirà in un discorso più ampio, che deve considerare l'adesione al modello dell'architettura cluniacense, dall'altro sembra palesare una sostanziale continuità con i mosaici acquesi risalenti all'epoca romana a tessere bianche e nere (con possibilità di reimpieghi, come avveniva per le pietre e i marmi? Un problema aperto).
Gli acquesi ne sapranno di più a novembre, quando dovrebbe uscire un saggio critico, curato dagli specialisti della soprintendenza; prossima anche l'organizzazione di una giornata di studi, in calendario ad Acqui negli ultimi mesi dell'anno in corso. Certo un litostrato tanto spettacolare fornisce indizi sicuri dell'importanza della cattedrale erigenda tra fine XI e inizio XII secolo.
E proprio una datazione tarda, ben posteriore alla data del 1067 che l'iscrizione musiva riporta, sembra (come si suggeriva anche nel passato numero del giornale) la più probabile, essendo Widone pontifice viro prudentissimo da intendere non tanto patrocinatore e committente, quanto dedicatario.
Dalla dott.ssa Pagella assicurazioni sulla centralità che il pavimento acquese avrà nell'allestimento torinese (Palazzo Madama riaprirà alcune sale del piano nobile già nel novembre 2005, mentre dal giugno 2006 sarà inaugurata la sezione del lapidario). E proprio questo settore medioevale attinge opere dall'intero Piemonte rendendo non percorribile una politica di restituzioni. [Sia detto, pur in un inciso: nonostante la determinazione della direttrice, e le assicurazioni del Sindaco ("pacta sunt servanda"), l'impressione è che qualche margine di compromesso resti ancora ]. Un secondo nucleo del discorso ha preso in esame la tecnica del restauro, effettuata dalla ditta Rava (e per la quale rimandiamo tanto al nostro articolo specifico, quanto ai pannelli illustrativi dell'allestimento della Cappella di S. Caterina, allestimento assai felice in quanto permette al visitatore di cogliere dalla cantoria anche una visione d'insieme).
Da Mons. Micchiardi - sono state le sue parole a suggellare la giornata - la consapevolezza delle valenze dell'evento culturale: un'azione di recupero del passato è in grado di far vivere meglio anche il presente.
E questo in particolare, coincide con le settimane più intense delle Celebrazioni di S. Guido. Sabato 3 luglio, presso la badia di Tiglieto, sarà presentato un volume dedicato alle testimonianze romaniche e gotiche presenti in Diocesi; sabato 10 è invece in programma un convegno musicologico, ad Acqui (con concerto del gruppo Vox Organalis, la sera, all'Addolorata); il giorno successivo, domenica 11 luglio, la solenne celebrazione in onore di S. Guido sarà irradiata dal primo programma della RAI.

G. Sa.

L'esposizione de "Il mosaico della Cattedrale di S. Guido" è promosso dal Comune di Acqui Terme, dalla Diocesi, e dalla Regione Piemonte. Collaborano all'iniziativa Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Soprintendenza ai Beni Archeologici, Città di Torino, Fondazione Torino Musei, Museo Civico d'Arte Antica, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.
Orari d'apertura: da mercoledì alla domenica (sino al 16 gennaio) con orario 10-12, 17-19. Ingresso gratuito.

Pubblicato su l'Ancora del 4 luglio 2004

 

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