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Il mosaico di san Guido è del vescovo Azzone?

 
Mosaico san Guido - Acqui Terme
Il mosaico esposto
nella Cappella di Santa Caterina ad Acqui Terme
Acqui Terme. Se non è di San Guido (dedicatario e non committente) di chi è l'antico mosaico del Duomo? Meglio: chi diede ordine di farlo costruire?
Un'opera di cotanto impegno e preziosa restringe il campo delle ipotesi. Doveva essere un vescovo acquese di notevole carisma e di larghe disponibilità economiche familiari.
Quanto al periodo, confronti con Novara e Ivrea suggeriscono la prima metà del secolo XII. Per Novara si è già detto nel passato numero del giornale. Per Ivrea può esser utile una comparazione col mosaico che raffigura Grammatica, Filosofia, Dialettica, Geometria e Aritmetica (e di sicuro dovevano comparire Musica, Astronomia e Retorica: il conto fa otto, ovvero discipline di Trivio e Quadrivio, più Filosofia/Teologia) e che rivela affinità non tanto nel disegno, ma proprio nelle particolarità "paleografiche" (si vedano i nessi NT, MT).
E in più sappiamo che non solo a Ivrea e a Novara, ma anche a Modena, Piacenza, Vercelli, Casale, Aosta, alle stesse date - anno più, anno meno - furono condotte analoghe campagne decorative curate da maestri mosaicisti.
Veniamo al problema del Vescovo acquese.
Sembra plausibile attribuire la commissione dell'opera ad Azzone, figlio di Ugo il Grande, Marchese del Bosco e di Ponzone, sulla cattedra acquese dal 1098 al 1135 circa.
Dalla monografia di Don Pompeo Ravera (I vescovi della Chiesa d'Acqui) sappiamo di una famiglia potente, che non solo dotò la Badia cistercense di Tiglieto, ma che proprio con Azzone ebbe contatti tanto con l'imperatore Enrico V, quanto con la Corte Pontificia (ai tempi di Callisto II, di Papa Onorio, di Innocenzo II).
E non è un caso che l'ordine degli ospitalieri di S. Giovanni già ai tempi di Azzone faccia il suo ingresso in città, per amministrare il ricovero di S. Calocero.
Improbabile pensare all'episcopato di Alberto (1073-1096) che cade ai tempi delle lotte per le investiture tra Enrico IV (cui attinge anche Luigi Pirandello) e Gregorio VII, e neppure a quello di Uberto da Melegnano (1137-1148) turbato da notevoli controversie a livello locale.
Il mosaico di Guido? No.
Il mosaico di Azzone? Forse (in attesa di riscontri documentari più probanti) sì.

G.Sa.

Pubblicato su l'Ancora del 4 luglio 2004

 

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